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Condizione Meramente Potestativa

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69 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Condizione meramente potestativa: imposta e sentenze
Una società venditrice ottiene una sentenza che trasferisce un terreno a una società acquirente, subordinando l'effetto al pagamento del prezzo. L'Agenzia delle Entrate richiede l'imposta di registro proporzionale immediata. La Corte di Cassazione conferma che il pagamento del prezzo è una condizione meramente potestativa ai fini fiscali, rendendo l'imposta subito dovuta. Il caso è rinviato per valutare anche una questione sull'IVA non esaminata in appello.
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Clausola di inefficacia nel preliminare: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che una clausola di inefficacia inserita in un contratto preliminare di compravendita è valida e prevale sulle tutele standard, come il diritto a trattenere la caparra. Se le parti concordano che il contratto perda efficacia in caso di mancato saldo del prezzo, questa volontà contrattuale deve essere rispettata. La Corte ha rigettato il ricorso della promittente venditrice, che chiedeva di trattenere la caparra, confermando che l'accordo specifico tra le parti aveva trasformato il mancato pagamento in una condizione risolutiva che rendeva il contratto semplicemente inefficace, liberando entrambe le parti dai loro obblighi senza le conseguenze tipiche dell'inadempimento.
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Sentenza ex art. 2932 c.c.: la tassazione è sempre?
Un contribuente ha contestato l'applicazione dell'imposta di registro proporzionale su una sentenza ex art. 2932 c.c. che trasferiva un immobile subordinatamente al pagamento del prezzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la condizione del pagamento dipende dalla mera volontà dell'acquirente (condizione meramente potestativa) e, ai fini fiscali, non sospende l'obbligo di versare l'imposta in misura proporzionale.
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Clausola earn-out: valida anche in caso di pandemia?
Una società acquirente ha contestato la richiesta di pagamento di una tranche di prezzo variabile, legata a una clausola earn-out, a seguito del mancato raggiungimento del fatturato previsto a causa della pandemia di Covid-19. La società venditrice sosteneva che il mancato raggiungimento fosse imputabile a una cattiva gestione dell'acquirente. Il Tribunale ha dato ragione all'acquirente, stabilendo che la pandemia ha configurato un'impossibilità sopravvenuta non imputabile, escludendo così l'obbligo di pagamento. La sentenza ha inoltre chiarito la validità generale delle clausole earn-out e risolto una disputa sui costi del personale tramite un accordo di cut-off.
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Indennità vacanza contrattuale: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di vacanza contrattuale non costituisce un diritto soggettivo esigibile se il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) ne demanda la negoziazione alla contrattazione regionale e quest'ultima, a sua volta, ne posticipa la quantificazione e l'erogazione a causa di difficoltà economiche del settore. La Corte ha rigettato il ricorso di una lavoratrice, confermando che il rinvio operato dalle parti sociali non crea un diritto immediatamente azionabile in giudizio.
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Imposta di registro preliminare: quando si paga?
Un contribuente ha contestato l'applicazione dell'imposta di registro in misura proporzionale su una sentenza che disponeva il trasferimento di un immobile, sostenendo che dovesse essere fissa poiché subordinata al pagamento del prezzo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la condizione del pagamento del prezzo dipende dalla mera volontà dell'acquirente (condizione meramente potestativa) e, pertanto, ai fini fiscali, l'atto deve essere tassato immediatamente con l'imposta proporzionale, come se non fosse condizionato. Questa decisione consolida un principio fondamentale sull'imposta di registro preliminare.
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Sentenza ex art. 2932 c.c.: tassazione proporzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza ex art. 2932 c.c., che dispone il trasferimento di un immobile subordinandolo al pagamento del prezzo, è soggetta a imposta di registro in misura proporzionale e non fissa. Tale condizione è considerata 'meramente potestativa' dal lato dell'acquirente ai fini fiscali, rendendo il trasferimento immediatamente imponibile, indipendentemente dal fatto che l'acquirente avesse manifestato la volontà di non concludere l'affare.
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Imposta di registro sentenza: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta di registro su una sentenza che dispone il trasferimento di un immobile è dovuta in misura proporzionale anche se l'acquirente non paga il prezzo. Secondo i giudici, la condizione del pagamento del prezzo è, ai fini fiscali, una condizione 'meramente potestativa', che non sospende l'obbligazione tributaria. Inoltre, la Corte ha chiarito che tutte le 'parti in causa' nel giudizio, inclusi i rappresentanti legali, sono solidalmente responsabili per il pagamento dell'imposta.
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Patto di non concorrenza: quando è valido e vincolante?
Un'ordinanza del Tribunale di Milano ha confermato un provvedimento d'urgenza contro un ex dipendente per violazione del patto di non concorrenza. Il giudice ha ritenuto il patto valido, respingendo le eccezioni del lavoratore. Ha stabilito che il corrispettivo, pari al 50% della RAL, era congruo, che l'oggetto del divieto era sufficientemente determinato e che la facoltà di recesso del datore di lavoro non costituiva una condizione meramente potestativa. La violazione è stata confermata, ritenendo che il mero inadempimento integri il requisito del periculum in mora, giustificando la tutela cautelare.
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