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Concorso Pubblico

15 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Procedura di selezione basata sul merito, prevista dalla Costituzione italiana come regola generale per l'assunzione nel pubblico impiego, al fine di garantire imparzialità e buon andamento della P.A.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inquadramento Personale Pubblico: Concorso con Laurea o Idoneità?
L'Università ha contestato l'inquadramento personale pubblico di alcune lavoratrici nella categoria D, precedentemente riconosciuto dai giudici di merito. Le lavoratrici avevano ottenuto la qualifica precedente tramite prove idoneative o corsi di aggiornamento, non tramite concorso pubblico con laurea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Università. Ha stabilito che l'inquadramento nella categoria D richiede l'accesso alla qualifica precedente tramite concorso pubblico con diploma di laurea. Le prove idoneative non sono equiparabili. Il principio di parità di trattamento non può superare le scelte della contrattazione collettiva. La sentenza è stata cassata con rinvio, indicando che le lavoratrici non hanno diritto all'inquadramento richiesto.
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Contratto a Termine in Enti Pubblici: No Conversione, Sì Risarcimento
Un Lavoratore, assunto con contratti a termine da un Consorzio di Bonifica (ente pubblico economico), ha chiesto la conversione del contratto a tempo indeterminato. La Corte d'Appello aveva accolto la sua richiesta, dichiarando la nullità del termine e disponendo la riammissione e il risarcimento del danno. La Cassazione, invece, ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che per gli enti pubblici economici, la Conversione contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato non è possibile senza un concorso pubblico, anche se il contratto a termine era illegittimo. Ha confermato, però, il diritto del Lavoratore al risarcimento del danno.
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Contratto di Lavoro Pubblico: Nullo senza Concorso? La Cassazione Decide
Il Lavoratore, assunto con contratti a termine da un Consorzio pubblico, subisce un recesso anticipato. Chiede il risarcimento, ma il Consorzio eccepisce la nullità del contratto per mancato concorso pubblico. La Corte d'Appello aveva dato ragione al Lavoratore, ma la Cassazione ha accolto il ricorso del Consorzio. Ha stabilito che l'assunzione di personale in enti pubblici deve avvenire tramite concorso. L'assunzione tramite agenzia privata, senza evidenza pubblica, rende il contratto nullo. Questa nullità contratto di lavoro pubblico comporta che il rapporto non produce effetti oltre le retribuzioni già percepite per il lavoro svolto. La sentenza d'appello è stata cassata per un nuovo esame.
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Contratto a termine nullo: la PA non converte, ma risarcisce
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore assunto con una serie di contratti a termine da un Consorzio di Bonifica. La Corte d'Appello aveva dichiarato la nullità del termine e la **conversione contratto a termine nella PA** a tempo indeterminato, con riammissione e risarcimento. La Cassazione ha ribaltato la decisione sulla conversione. Ha stabilito che, nonostante l'illegittimità del termine, il divieto di assunzione a tempo indeterminato senza concorso pubblico, imposto dalla legislazione regionale siciliana per gli enti pubblici economici, impedisce la trasformazione del rapporto. Il Lavoratore ha comunque mantenuto il diritto a un'indennità risarcitoria per il danno subito.
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Nullità Assunzione Pubblico Impiego: Concorso Illegittimo, Posizione Non Consolidata
Una Lavoratrice, assunta come dirigente in un'Agenzia Regionale tramite concorso interno, ha visto la norma del concorso dichiarata incostituzionale. Dopo la soppressione dell'Agenzia e il suo transito alla Regione, la Lavoratrice ha chiesto la ricostituzione del rapporto dirigenziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando la nullità assunzione pubblico impiego basata su legge incostituzionale. La sentenza ha chiarito che gli effetti di tale nullità retroagiscono, impedendo la consolidazione di posizioni illegittime, pur salvaguardando le retribuzioni già percepite.
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Anzianità Preruolo: Concorso Non Esclude Riconoscimento Servizio
Un lavoratore del settore pubblico, assunto a tempo indeterminato tramite concorso, ha chiesto il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata con precedenti contratti a termine per le stesse mansioni. La Corte d'Appello aveva negato questo riconoscimento, sostenendo che l'assunzione tramite concorso giustificasse la mancata valorizzazione del periodo preruolo. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del lavoratore. Ha stabilito che il riconoscimento dell'anzianità preruolo non può essere escluso solo perché l'assunzione è avvenuta tramite concorso, ribadendo il principio di non discriminazione e la necessità di valutare la coerenza delle attività svolte. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova decisione.
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Chiamata diretta nominativa: fratelli esclusi nelle Pubbliche Amministrazioni
Un parente di una vittima di criminalità organizzata ha richiesto un'assunzione per chiamata diretta nominativa presso un Comune, invocando le norme di favore per i familiari delle vittime. Il Comune ha negato, richiedendo un concorso pubblico. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto alla chiamata diretta nominativa per le vittime di terrorismo e criminalità organizzata, nelle amministrazioni pubbliche diverse dai Ministeri, spetta solo a coniugi e figli, non ai fratelli. Il ricorso del parente è stato quindi respinto.
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Interposizione di manodopera: no al posto fisso pubblico
Un cameriere assunto da una ditta appaltatrice prestava servizio presso una struttura gestita da un ente pubblico regionale. Il lavoratore ha promosso un'azione legale denunciando un'illecita interposizione di manodopera e chiedendo l'assunzione a tempo indeterminato direttamente alle dipendenze dell'ente pubblico. Il Tribunale ha riconosciuto le sole differenze retributive, negando però l'assunzione stabile. La Corte di Cassazione ha confermato il verdetto e respinto il ricorso del dipendente. I giudici hanno stabilito che, negli enti pubblici non economici, il divieto costituzionale di assunzione senza concorso pubblico prevale sulle norme ordinarie sull'appalto. Di conseguenza, l'illecita fornitura di personale rende nullo il rapporto lavorativo con la Pubblica Amministrazione, garantendo al lavoratore esclusivamente la tutela economica per l'attività prestata e il risarcimento del danno, ma non la stabilizzazione del posto di lavoro.
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Nullità del contratto di lavoro: niente posto ma compensi salvi
Un giornalista viene assunto nel 2006 presso l'Ufficio Stampa di un'Amministrazione Pubblica regionale tramite nomina fiduciaria del Presidente. Nel 2012, il nuovo Presidente revoca l'incarico. Il lavoratore chiede la reintegrazione, sostenendo l'esistenza di un rapporto di pubblico impiego. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Amministrazione, confermando la nullità del contratto di lavoro. La Corte stabilisce che, per lavorare stabilmente nella Pubblica Amministrazione, è indispensabile superare un concorso pubblico. Di conseguenza, l'assunzione diretta senza concorso comporta la nullità del contratto di lavoro. Tuttavia, il giornalista ha diritto a ricevere i compensi per l'attività effettivamente svolta in passato, applicando la disciplina del lavoro di fatto. La causa viene rinviata alla Corte d'Appello per il ricalcolo delle spettanze.
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Inquadramento pubblico impiego: prova interna non vale concorso
Una dipendente universitaria, che aveva ottenuto una qualifica superiore tramite una prova interna e non con un concorso pubblico, ha richiesto un ulteriore avanzamento di carriera previsto da un nuovo contratto collettivo. La lavoratrice sosteneva che negarle la promozione fosse discriminatorio. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo un principio chiave per l'inquadramento nel pubblico impiego: le regole del contratto collettivo sono tassative. L'accesso a una qualifica superiore è legittimo solo se si rispettano i requisiti specifici previsti, come aver superato un concorso pubblico per il quale era richiesta la laurea. Una prova interna non è equiparabile. L'Università ha quindi vinto la causa, vedendo confermata la legittimità del suo operato.
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Concorso pubblico e stabilizzazione forestali
Un lavoratore forestale ha agito contro un ente pubblico per ottenere l'assunzione a tempo indeterminato basandosi su un accordo sindacale di stabilizzazione. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, stabilendo che il concorso pubblico è il requisito imprescindibile per l'accesso al pubblico impiego. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che gli accordi sindacali non possono derogare all'obbligo costituzionale di selezione concorsuale, né il lavoratore può invocare l'esecuzione in forma specifica del contratto non concluso.
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Stabilizzazione e risarcimento precari: la guida.
Una lavoratrice ha impugnato la reiterazione di sette contratti a termine presso un ente locale, chiedendo il risarcimento del danno. Nonostante la successiva stabilizzazione avvenuta tramite concorso pubblico con riserva di posti, la Cassazione ha chiarito che tale assunzione non cancella automaticamente il diritto al risarcimento. La stabilizzazione ha efficacia riparatoria solo se è l'effetto diretto e immediato dell'abuso, mentre un concorso pubblico, pur con riserva, rappresenta una procedura autonoma basata sul merito e non una sanzione per l'illecito pregresso.
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Giurisdizione incarichi sanitari: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite intervengono sulla giurisdizione incarichi sanitari di struttura complessa. Nonostante la riforma del 2022 vincoli la scelta del Direttore Generale al primo in graduatoria, la procedura non è un concorso pubblico di assunzione. La competenza resta dunque al giudice ordinario, trattandosi di gestione privatistica del rapporto di lavoro.
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Equiparazione giuridica: no senza concorso pubblico
Un ex dipendente di una società privata, transitato nei ruoli di un'amministrazione regionale, ha richiesto l'inquadramento come dirigente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che l'equiparazione giuridica a una qualifica superiore nel pubblico impiego non può avvenire senza un concorso pubblico, in ossequio ai principi costituzionali. La Corte ha chiarito che il riconoscimento di sole differenze economiche in un precedente giudizio non equivale a un inquadramento giuridico formale, sottolineando la necessità di procedure di selezione pubbliche per garantire l'imparzialità e l'efficienza della Pubblica Amministrazione.
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Inquadramento personale pubblico: no a prova idoneativa
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per l'inquadramento del personale pubblico in una categoria superiore, la prova idoneativa non può essere equiparata al concorso pubblico. Il caso riguardava una dipendente universitaria che chiedeva la riclassificazione basandosi su una prova superata in passato. La Corte ha dato ragione all'Ateneo, affermando che il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) richiede specificamente il superamento di un concorso pubblico con determinati requisiti, una condizione non soddisfatta dalla mera prova di idoneità.
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