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Concorso In Spaccio

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26 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concorso in spaccio: ruoli familiari e attenuanti
La Corte di Cassazione conferma le condanne per tre familiari coinvolti in un traffico di stupefacenti. La sentenza chiarisce che, in un'ipotesi di concorso in spaccio, il legame familiare e il ruolo di supporto non diminuiscono la responsabilità penale, né il diritto al silenzio può essere interpretato come pentimento per la concessione di attenuanti.
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Concorso in spaccio: la sola presenza non basta
Due familiari ricorrono in Cassazione contro una condanna per spaccio. Il padre sosteneva di essere stato solo presente, senza partecipare attivamente. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che azioni come oscurare una telecamera della polizia e gestire i contatti dimostrano un pieno concorso in spaccio e non una mera connivenza. Respinta anche la richiesta di attenuante per danno di lieve entità.
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Concorso in spaccio: prova e ruolo del complice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due persone condannate per reati legati agli stupefacenti. La sentenza analizza il valore probatorio delle dichiarazioni del coimputato e i criteri per escludere il concorso in spaccio di lieve entità e l'attenuante della minima partecipazione, sottolineando come un ruolo attivo nella custodia della droga non possa considerarsi marginale.
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Concorso in spaccio: resistenza alla polizia è reato
Una donna ha impugnato la condanna per spaccio e resistenza, sostenendo di aver agito solo per aiutare il compagno a fuggire. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che ostacolare attivamente le forze dell'ordine durante la detenzione di stupefacenti costituisce concorso in spaccio, poiché tale condotta contribuisce a protrarre il reato permanente e a proteggere i proventi illeciti.
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Concorso in spaccio: nuda proprietà non esclude colpa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per concorso in spaccio di stupefacenti e furto di energia. La Corte ha stabilito che essere il nudo proprietario dell'immobile in cui è avvenuto il reato non esclude la responsabilità penale, soprattutto quando l'imputato viene sorpreso in flagranza e il suo coinvolgimento è supportato da altre prove, come testimonianze e comportamenti sospetti durante la perquisizione.
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Concorso in spaccio: il ruolo del convivente
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una donna condannata per concorso in spaccio. La Suprema Corte ha confermato che il suo ruolo non era di mera connivenza non punibile, ma di piena partecipazione al reato, data la sua fuga con una parte della droga e la presenza di strumenti per il confezionamento in bella vista nell'abitazione condivisa.
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