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Concorso In Detenzione Di Stupefacenti

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33 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Passeggero con droga: condanna per concorso in detenzione
Un uomo, passeggero su un'auto, viene condannato per spaccio. Durante un inseguimento, dall'auto vengono gettati 200 grammi di hashish. La Corte di Cassazione ha confermato la sua colpevolezza per concorso in detenzione di stupefacenti. Secondo i giudici, la sua consapevolezza della presenza della droga, visibile a entrambi gli occupanti, e il ritrovamento di un bilancino di precisione a casa sua, sono prove sufficienti della sua partecipazione al reato. L'appello è stato respinto perché la Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge, che in questo caso è stata ritenuta logica e corretta.
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Concorso in detenzione di stupefacenti: appello respinto e multa
Un soggetto, condannato per concorso in detenzione di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la valutazione dei fatti operata dai giudici precedenti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione è che l'imputato non ha evidenziato vizi di legge, ma ha tentato di ottenere una nuova e diversa valutazione delle prove, attività non permessa in sede di legittimità. La condanna è stata quindi confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Concorso in detenzione di stupefacenti: condanna per chi presta il box
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due donne per concorso in detenzione di stupefacenti. Una delle due aveva messo a disposizione dell'altra un garage per custodire un ingente quantitativo di droga. I giudici hanno ritenuto che la disponibilità del locale e il comportamento sospetto tenuto insieme nei pressi del garage fossero prove sufficienti a dimostrare la piena collaborazione nel reato. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi delle imputate, rendendo definitiva la loro responsabilità penale. La sentenza sottolinea che anche fornire un supporto logistico costituisce una forma di partecipazione attiva al crimine.
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Concorso in detenzione di stupefacenti: prova certa
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per concorso in detenzione di stupefacenti riguardante l'invio di un pacco di hashish in un istituto penitenziario. La decisione sottolinea che la responsabilità penale non può basarsi su mere ipotesi probabilistiche o legami di parentela non documentati, ma deve superare la soglia dell'oltre ogni ragionevole dubbio.
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Concorso in detenzione di stupefacenti: la sentenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per concorso in detenzione di stupefacenti. L'imputato aveva concesso la sua abitazione in uso a un correo per la detenzione di droga. La Corte ha stabilito che la messa a disposizione dell'immobile, unitamente ad altri elementi come l'installazione di un sistema di videosorveglianza, costituisce un contributo attivo al reato, superando la soglia della mera connivenza non punibile.
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Concorso in detenzione di stupefacenti: la sentenza
Una coppia viene condannata per detenzione di un ingente quantitativo di droga. La Suprema Corte analizza la posizione della convivente, chiarendo che la consapevolezza della presenza di droga in casa, unita a un comportamento che agevola l'illecito (come ritardare l'accesso alla polizia), integra il concorso in detenzione di stupefacenti e non una semplice connivenza non punibile. La pena della donna è stata ridotta solo per un errore tecnico della corte d'appello, mentre il ricorso del compagno è stato respinto.
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Concorso in detenzione di stupefacenti: i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso in detenzione di stupefacenti. La Corte ha ritenuto che il quadro indiziario fosse incompleto e la motivazione del Tribunale del Riesame perplessa e viziata, non chiarendo il ruolo effettivo del ricorrente né la sua consapevolezza dell'ingente quantitativo di droga (21,5 kg di cocaina) detenuta dal concorrente. La decisione sottolinea la necessità di prove concrete per giustificare una misura così grave, non essendo sufficienti meri indizi di un possibile raccordo tra gli indagati.
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Concorso in detenzione di stupefacenti: la Cassazione
Un individuo ha impugnato una condanna per concorso in detenzione di stupefacenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha ritenuto più credibile la prima versione accusatoria del coimputato, poiché riscontrata da prove oggettive (la posizione della droga nell'auto), rispetto alla successiva ritrattazione. Le attenuanti sono state negate a causa del ruolo attivo dell'imputato e della gravità del reato.
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Concorso in detenzione di stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14961/2024, ha chiarito la distinzione tra favoreggiamento e concorso in detenzione di stupefacenti. Nel caso di reati permanenti, come la detenzione di droga, qualsiasi aiuto fornito prima della cessazione della condotta criminosa costituisce concorso nel reato e non favoreggiamento personale. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato che, cercando di distruggere le prove durante un controllo di polizia, sosteneva di aver agito per aiutare il fratello. Secondo i giudici, tale azione ha contribuito alla prosecuzione del reato, integrando una piena partecipazione.
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Concorso in detenzione stupefacenti: la guida basta?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per concorso in detenzione di stupefacenti a una donna che guidava l'auto in cui il convivente trasportava oltre 1 kg di marijuana. La Corte ha respinto la richiesta di derubricare il reato in favoreggiamento personale e di applicare l'ipotesi del 'fatto lieve', sottolineando che la guida attiva e il tentativo di fuga costituiscono un contributo causale diretto al reato permanente di detenzione.
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Concorso detenzione stupefacenti: la custodia basta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto indagato per concorso in detenzione di stupefacenti. L'uomo era stato trovato a custodire 25 kg di hashish in un'auto per conto di terzi in cambio di 400 euro. La Corte ha confermato che tale condotta, unita alle dichiarazioni dell'indagato, costituisce un grave quadro indiziario e giustifica la misura cautelare in carcere, anche in virtù del pericolo di recidiva dimostrato da precedenti false dichiarazioni sull'identità.
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Concorso detenzione stupefacenti tra conviventi
Un uomo viene condannato per il reato di detenzione di stupefacenti in concorso con la propria convivente. La droga viene rinvenuta in parte addosso alla donna e in parte nel garage comune. L'imputato ricorre in Cassazione negando il proprio coinvolgimento. La Suprema Corte rigetta il ricorso, stabilendo che la presenza di materiale per il confezionamento e la pesatura della droga nelle aree comuni dell'abitazione costituisce prova sufficiente a configurare il concorso in detenzione di stupefacenti, dimostrando un consapevole contributo alla condotta illecita.
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Concorso in detenzione di stupefacenti: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una donna per concorso in detenzione di stupefacenti, respingendo la tesi difensiva del favoreggiamento. La sentenza chiarisce che chiunque aiuti a occultare droga durante il periodo in cui la detenzione è in atto, partecipa attivamente al reato. Essendo la detenzione un reato permanente, ogni azione di supporto durante la sua commissione integra il concorso e non un reato autonomo come il favoreggiamento, che presuppone la cessazione della condotta illecita principale.
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