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Concorso Esterno

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168 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concorso esterno: la Cassazione e l’imprenditore
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di diversi imputati condannati per reati associativi, tra cui il concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza conferma la condanna per un imprenditore e un professionista, ritenendo provato il loro contributo stabile e consapevole a un'organizzazione criminale, basato su un rapporto di reciproco vantaggio. Viene invece parzialmente annullata la sentenza per un altro imputato a causa di un errore nel calcolo della pena, in violazione del divieto di 'reformatio in peius'. Un'ulteriore posizione è stata annullata con rinvio per manifesta illogicità della motivazione riguardo a un'accusa di riciclaggio. La Corte ha ribadito i limiti del proprio sindacato, che non può riesaminare il merito delle prove ma solo verificare la coerenza logica della motivazione.
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Concorso esterno 416 bis: Cassazione chiarisce i limiti
Due imputati, condannati per partecipazione mafiosa, vedono il reato riqualificato in concorso esterno 416 bis dalla Corte d'Appello in sede di rinvio. La Cassazione dichiara inammissibili i loro ricorsi, confermando che il giudizio di rinvio era limitato alla sola qualificazione giuridica del fatto e non poteva riesaminare la responsabilità penale già accertata.
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Concorso esterno: la Cassazione sui limiti della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di una misura di custodia cautelare per un imprenditore. L'accusa era di concorso esterno in associazione mafiosa, ma secondo i giudici mancava la prova di un contributo concreto e causale al rafforzamento del sodalizio criminale, non essendo sufficiente il rapporto d'affari con un singolo esponente.
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Concorso esterno: limiti del ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di una misura cautelare per un imprenditore accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che il ricorso del PM mirava a una non consentita rivalutazione dei fatti, mentre il Tribunale del riesame aveva logicamente motivato l'assenza di gravi indizi di colpevolezza, ritenendo le prove generiche, ambigue e non sufficientemente riscontrate.
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Concorso esterno: la Cassazione sul ruolo dell’imprenditore
Un imprenditore, accusato di reati associativi di stampo mafioso, ha visto il suo ricorso respinto dalla Corte di Cassazione. La Corte ha confermato la misura della custodia cautelare, chiarendo la nozione di 'concorso esterno'. Secondo la sentenza, integra questo reato la condotta dell'imprenditore 'colluso' che, pur non essendo membro del clan, mette la propria impresa a disposizione del sodalizio per rafforzarne il potere economico, instaurando un rapporto di vantaggi reciproci. Le esigenze cautelari sono state ritenute sussistenti a causa di recenti e gravi fatti di violenza, che hanno reso irrilevante il suo presunto trasferimento in un'altra regione.
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Concorso esterno e misure cautelari: la Cassazione
Un imprenditore è stato sottoposto a custodia cautelare in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte di Cassazione, pur confermando la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, ha annullato l'ordinanza. La motivazione del Tribunale del riesame sulle esigenze cautelari è stata ritenuta insufficiente, poiché non ha adeguatamente valutato l'attualità del pericolo di reiterazione del reato, specialmente considerando che le condotte contestate si erano fermate a diversi anni prima.
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Concorso esterno: la Cassazione sulla custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, che chiedeva la revoca della misura cautelare in carcere. La Corte ha stabilito che la cessazione dell'attività imprenditoriale usata per agevolare il clan non è sufficiente a escludere il pericolo di reiterazione del reato. La decisione del Tribunale del riesame è stata ritenuta corretta, poiché basata su elementi concreti come intercettazioni che rivelavano la pianificazione di futuri progetti collusivi, dimostrando la persistenza di un legame pericoloso con l'associazione criminale.
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Associazione mafiosa: quando l’imprenditore è affiliato
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare in carcere per un imprenditore accusato di associazione mafiosa e scambio elettorale. La Corte ha ritenuto il suo inserimento nel clan stabile e non occasionale, respingendo la tesi difensiva che lo vedeva come una vittima. L'analisi si è concentrata sul suo ruolo di riferimento economico e politico per il sodalizio, distinguendo la piena partecipazione dal concorso esterno.
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Concorso esterno: esigenze cautelari e tempo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21881/2024, ha esaminato il caso di un imprenditore accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Pur confermando la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, la Corte ha annullato l'ordinanza cautelare per difetto di motivazione sulla persistenza attuale del pericolo di reiterazione del reato, data l'assenza di condotte recenti. Si sottolinea come il semplice decorso del tempo imponga al giudice un onere di motivazione rafforzato sull'attualità delle esigenze cautelari.
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Concorso esterno: quando mancano i gravi indizi?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di una misura cautelare per un imprenditore accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza ribadisce che il ricorso non può limitarsi a proporre una diversa interpretazione dei fatti, ma deve dimostrare una manifesta illogicità nella motivazione del Tribunale del Riesame, che nel caso di specie aveva ritenuto insussistenti i gravi indizi di colpevolezza.
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Concorso esterno: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di una misura cautelare per un imprenditore accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che non può riesaminare le prove, come le intercettazioni, per fornire una valutazione dei fatti diversa da quella del giudice di merito, poiché il suo ruolo si limita a un controllo di legittimità sulla logicità della motivazione e sulla corretta applicazione della legge.
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Concorso esterno: la Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa a carico di due fratelli imprenditori nel settore del caffè. La Corte ha ritenuto la motivazione della sentenza d'appello gravemente carente, basata su presunzioni e non su prove concrete. In particolare, non è stato dimostrato il contributo consapevole e volontario dei due fratelli al rafforzamento del clan, distinguendo la loro posizione da quella del padre, precedentemente condannato per lo stesso reato.
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Concorso esterno: la Cassazione sulla custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'indagata per concorso esterno in associazione mafiosa, accusata di finanziare le attività illecite di un clan. La Corte ha confermato la misura cautelare in carcere, ritenendo logica la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza e ancora attuali le esigenze cautelari, nonostante il tempo trascorso dai fatti contestati.
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Concorso esterno: la Cassazione e la prova del dolo
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di due imputati condannati per reati di stampo mafioso. Il primo ricorso, relativo a un'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per aver agito da intermediario, è stato dichiarato inammissibile. Il secondo ricorso, riguardante un membro organico dell'associazione, è stato parzialmente accolto: la sentenza è stata annullata con rinvio limitatamente alla determinazione della pena, a causa di una motivazione carente sull'aumento per la continuazione tra i reati.
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Concorso esterno: la Cassazione annulla la custodia
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di custodia cautelare per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. La decisione si basa sulla manifesta illogicità della motivazione, poiché il soggetto che l'indagato avrebbe aiutato non risultava, secondo un'altra decisione dello stesso tribunale, inserito nel sodalizio criminale nel periodo contestato. Si evidenzia la necessità di coerenza probatoria tra la posizione dell'extraneus e quella dell'intraneus.
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Concorso esterno: misura cautelare da rivalutare
Un individuo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ha visto il suo ricorso accolto dalla Cassazione. La Suprema Corte ha annullato l'ordinanza che negava la sostituzione della custodia in carcere, poiché basata su una motivazione carente riguardo al ruolo dell'imputato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che tenga conto della debolezza del quadro accusatorio.
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Concorso esterno: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte ha ribadito che il ricorso in Cassazione è limitato alla sola violazione di legge e non può contestare il merito della valutazione probatoria del giudice del riesame, se la motivazione non è del tutto mancante o manifestamente illogica.
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Concorso esterno: l’atto isolato non basta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari per un imprenditore accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte ha ritenuto che un singolo favore, consistente nell'aiutare l'assunzione della moglie di un agente penitenziario su richiesta di un esponente di un clan, non fosse sufficiente a dimostrare un contributo concreto e consapevole al rafforzamento dell'associazione criminale, mancando la prova di un nesso causale e di un rapporto stabile di reciproci vantaggi.
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Concorso esterno: la gestione di un’attività basta?
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di misura cautelare per un imprenditore accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza sottolinea che la semplice gestione di un'attività commerciale, anche se riconducibile a esponenti di un clan, non è sufficiente a dimostrare il reato. È necessario provare un contributo concreto, specifico e consapevole all'intera associazione criminale, non solo un rapporto con singoli affiliati. La Corte ha ritenuto la motivazione del tribunale del riesame carente e basata su conclusioni non supportate da prove concrete.
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Concorso esterno e aggravanti mafiose: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imprenditore per concorso esterno in associazione mafiosa, applicando le aggravanti relative alla disponibilità di armi e al reinvestimento dei profitti. La sentenza chiarisce che la consapevolezza di tali circostanze, nel caso di concorso esterno, può essere desunta dal rapporto sistemico e duraturo con il clan. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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