La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di concorso in omicidio premeditato, eseguito in un agguato nel garage della vittima. La Corte ha confermato la condanna all'ergastolo per il mandante, ritenendo schiaccianti le prove a suo carico (video, GPS, confessione del sicario), nonostante un movente non del tutto chiarito. Per l'esecutore materiale e un altro complice, invece, la sentenza è stata annullata con rinvio limitatamente al diniego delle attenuanti generiche. I giudici hanno stabilito che il loro ruolo e la parziale collaborazione dell'esecutore meritavano una valutazione più approfondita per una possibile riduzione della pena. La colpevolezza di tutti e tre i soggetti per il delitto resta comunque accertata.
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