La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati. Il primo, un meccanico, era stato condannato per favoreggiamento personale per aver messo a disposizione la propria officina per bonificare da microspie l'auto di alcuni trafficanti. La seconda, moglie di un trafficante, era stata condannata per concorso nel reato di spaccio di stupefacenti. La donna sosteneva di aver mantenuto una condotta passiva qualificabile come connivenza non punibile, essendo rimasta a bordo dell'auto durante le consegne. Tuttavia, i giudici hanno accertato il suo ruolo attivo come intermediaria telefonica, custode del denaro e della droga e guida stradale. La Cassazione ha confermato le condanne e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese e di tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
Continua »