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Concordato In Appello (Art. 599 Bis C.P.P.)

79 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Accordo processuale tra accusa e difesa in secondo grado, con cui le parti propongono al giudice una rideterminazione della pena, rinunciando ad altri motivi di appello. Se il giudice accoglie la richiesta, emette una sentenza che ratifica l'accordo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accordo sulla Pena: Quando il Ricorso inammissibile blocca l’appello
Un Imputato, condannato per reati come rapina ed estorsione, aveva raggiunto un accordo sulla pena (concordato in appello) con la Procura. Nonostante l'accordo, l'Imputato ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione, contestando la mancata valutazione di elementi a suo favore e l'illogicità della motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che un ricorso contro una sentenza di concordato in appello è ammissibile solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo, non per doglianze sui motivi rinunciati o sulla determinazione della pena, a meno che non sia illegale. L'Imputato è stato condannato alle spese e al pagamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. Questo caso chiarisce i limiti del ricorso inammissibile dopo un accordo sulla pena.
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Ricorso penale inammissibile: quando il concordato blocca l’appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso penale presentato da un imputato. Questi aveva impugnato una sentenza d'appello che confermava la sua condanna per rapina e simulazione di reato, definita tramite concordato. La Suprema Corte ha chiarito che, dopo un concordato in appello, le doglianze sul trattamento sanzionatorio o sulle cause di non punibilità sono inammissibili, a meno che la pena non sia illegale. Anche un errore sulla data di nascita non può essere corretto se il ricorso è inammissibile. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Ricorso Penale Inammissibile: L’Accordo Prevale sulla Contestazione?
Un Lavoratore, condannato per reati legati agli stupefacenti, aveva concordato la pena in appello. Successivamente, ha presentato un ricorso in Cassazione contestando la valutazione di più reati in continuazione anziché di un unico reato, sperando in una pena più lieve. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha chiarito che un ricorso dopo un concordato in appello è ammissibile solo per vizi specifici legati all'accordo stesso, non per la determinazione della pena, salvo casi di illegalità manifesta. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità Ricorso in Cassazione: L’accordo sulla pena non si tocca
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputati, condannati in appello per reati contro il patrimonio. Gli imputati avevano impugnato la sentenza di secondo grado, che aveva ridotto la pena in seguito a un concordato in appello (un accordo sulla pena). La Suprema Corte ha chiarito che l'inammissibilità ricorso in Cassazione si verifica quando i motivi sollevati non riguardano vizi specifici del concordato, ma questioni già rinunciate o attinenti alla determinazione della pena non illegale. Di conseguenza, i ricorsi sono stati respinti e gli imputati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando l’accordo preclude l’appello
Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione della pena tramite un accordo (concordato in appello), ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione. Il ricorso contestava la mancata valutazione di una possibile assoluzione (proscioglimento) e l'insufficiente motivazione della sentenza. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale, stabilendo che i motivi presentati non rientravano tra quelli consentiti per impugnare sentenze derivanti da un concordato. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in Appello: l’Inammissibilità Ricorso Penale dopo l’accordo
Un individuo è stato condannato per un reato di droga. La Corte d'Appello ha ridotto la sua pena grazie a un concordato in appello, un accordo sulla pena. L'individuo ha poi presentato un ricorso in Cassazione, lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha chiarito che chi accetta un concordato in appello rinuncia a contestare la pena concordata, salvo eccezioni. Il ricorso era quindi inammissibile e l'individuo ha dovuto pagare le spese processuali e una sanzione.
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Concordato in Appello: Ricorso Inammissibile se contesti la Pena
Un Lavoratore ha presentato un ricorso contro una sentenza d'appello. Questa sentenza aveva accettato un concordato in appello (un accordo sulla pena) tra il Lavoratore e l'accusa. Il Lavoratore contestava la pena concordata. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha stabilito che non si può mettere in discussione una pena liberamente concordata in un accordo di questo tipo. Il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso penale: l’appello contro il concordato è bloccato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da un imputato condannato per furto in abitazione aggravato. L'imputato aveva impugnato una sentenza d'appello che, pur riformando parzialmente la condanna con l'applicazione di attenuanti generiche, era stata emessa a seguito di un concordato in appello (Art. 599-bis c.p.p.). La Suprema Corte ha chiarito che i ricorsi contro sentenze di concordato in appello hanno limiti specifici. Le doglianze relative alla mancata valutazione del proscioglimento o all'adeguatezza della pena, se non comportano illegalità della sanzione, non sono ammissibili in questo contesto. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso penale inammissibile: quando l’accordo blocca l’appello
Un Lavoratore, condannato per rapina aggravata, ha ottenuto una riduzione di pena in appello grazie a un concordato (un accordo con la Procura). Ha poi presentato un ricorso in Cassazione, sostenendo che la pena fosse comunque troppo alta. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Ha spiegato che non si possono contestare i vizi della pena derivanti da un accordo, a meno che la sanzione non sia illegale. Il Lavoratore ha dovuto pagare le spese processuali e una multa alla Cassa delle ammende.
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Ricorso in Cassazione Inammissibile: i Limiti del Concordato in Appello
Un individuo è stato condannato per ricettazione. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, riducendo la pena grazie a un concordato in appello. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando la mancata valutazione di un possibile proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso **inammissibile ricorso in Cassazione**. Ha ribadito che, dopo un concordato, il ricorso è ammissibile solo per vizi specifici (es. formazione del consenso, pena illegale), non per motivi rinunciati o legati alla mancata applicazione di cause di proscioglimento. L'individuo deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: accordo in appello blocca l’impugnazione
Un Lavoratore, condannato per rapina (art. 628 c.p.), ha visto la sua pena ridotta tramite un concordato in appello. Ha poi presentato un ricorso in Cassazione, lamentando una motivazione insufficiente della sentenza di appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. Ha stabilito che, in caso di concordato in appello, le doglianze ammissibili sono limitate a vizi specifici legati alla formazione dell'accordo o alla sua applicazione, non potendo riguardare motivi rinunciati o la determinazione della pena se non illegale. Poiché nel caso specifico non sussistevano tali vizi, il ricorso è stato respinto. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro alla cassa delle ammende.
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Concordato in appello: accordo sulla pena, ma ricorre e perde
La Corte di Cassazione chiarisce che la scelta del concordato in appello, ovvero l'accordo sulla pena tra accusa e difesa, preclude la possibilità di presentare un successivo ricorso ordinario. Un imputato, dopo aver concordato la sanzione in appello e rinunciato implicitamente a contestare la propria responsabilità, ha tentato di impugnare la decisione in Cassazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la legge vieta espressamente questa possibilità. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena è una scelta strategica che rende la sentenza definitiva, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Concordato in Appello: l’accordo che blocca ulteriori ricorsi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto 'concordato in appello', aveva tentato di impugnare la decisione. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: l'adesione al concordato in appello implica la rinuncia a contestare la propria responsabilità e preclude la possibilità di presentare un successivo ricorso ordinario in Cassazione. Questa scelta processuale, una volta fatta, diventa definitiva e non può essere messa in discussione. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Traffico droga: Ricorso in Cassazione inammissibile, condanne definitive
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di tre persone condannate per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. I giudici hanno stabilito la definitiva inammissibilità del ricorso per cassazione presentato dagli imputati. Per due di loro, la decisione si basa sul fatto che avevano precedentemente raggiunto un accordo sulla pena in appello, rinunciando così a ulteriori contestazioni. Per il terzo, ritenuto il capo dell'organizzazione, il ricorso è stato respinto perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, compito che non spetta alla Cassazione. La sentenza conferma quindi le condanne e stabilisce un principio chiaro sui limiti dell'impugnazione dopo un patto processuale.
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Concordato in Appello: Accordo Chiude la Porta alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza basata su un accordo. Il principio sancito è chiaro: accettare il cosiddetto 'concordato in appello' implica una rinuncia a future impugnazioni. Non è possibile prima accordarsi sulla pena e poi contestare la decisione davanti alla Corte Suprema. Le uniche eccezioni, come l'applicazione di una pena illegale o vizi nella formazione della volontà, non erano presenti nel caso specifico. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, rendendo la sentenza d'appello definitiva.
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Concordato in Appello: Accordo Fatto, Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di appello emessa a seguito di un 'concordato'. L'accordo tra accusa e difesa sulla pena, infatti, implica una rinuncia a contestare la decisione in Cassazione. La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo, non si possono sollevare nuove questioni, tranne in casi eccezionali come l'applicazione di una pena illegale. La decisione sottolinea il valore vincolante del patto processuale e l'impossibilità di rimetterlo in discussione. L'imputato è stato quindi condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile dopo concordato: l’accordo in appello è finale
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile dopo concordato in appello presentato da un gruppo di imputati. Questi ultimi, dopo aver raggiunto un accordo con la Procura per la rideterminazione della pena in secondo grado, avevano comunque impugnato la decisione. La Corte ha stabilito un principio chiaro: l'accordo sulla pena in appello equivale a una rinuncia a contestare la sentenza. Questo atto ha un effetto preclusivo che impedisce qualsiasi successiva impugnazione, anche per motivi che, in altre circostanze, potrebbero essere rilevati d'ufficio dal giudice. Di conseguenza, i ricorsi sono stati respinti e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Concordato in Appello: Accordo Fatto, Ricorso Respinto
Un gruppo di imputati, condannati per reati di droga, ottiene uno sconto di pena grazie a un 'concordato in appello'. Nonostante l'accordo, presentano ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione e l'applicazione di pene accessorie. La Suprema Corte ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili. La sentenza stabilisce un principio chiaro: il ricorso post concordato in appello è consentito solo in casi eccezionali, come un consenso viziato o una pena palesemente illegale. Non è possibile usare questo strumento per rimettere in discussione aspetti della sentenza ai quali si era già rinunciato con l'accordo.
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Concordato in Appello: inutile il ricorso se la pena è accettata
Due imputati per furto aggravato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (il cosiddetto 'concordato'), hanno tentato di impugnare la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Si lamentavano della pena che loro stessi avevano accettato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio chiaro: il ricorso per cassazione contro concordato in appello è consentito solo per vizi specifici, come un difetto nel consenso dell'imputato, e non per rimettere in discussione la pena pattuita. Di conseguenza, i ricorrenti hanno perso e sono stati condannati a pagare le spese processuali e una multa.
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Concordato in appello: accordo sulla pena preclude l’assoluzione
Un imputato, condannato per tentato furto, stipula un **concordato in appello** per ottenere uno sconto di pena, rinunciando ai motivi di ricorso sulla sua colpevolezza. Successivamente, ricorre in Cassazione lamentando che il giudice d'appello non abbia valutato la sua possibile assoluzione. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: a differenza del patteggiamento, nel **concordato in appello** il giudice è vincolato dall'accordo. Se l'imputato rinuncia a contestare la propria responsabilità, il giudice non deve più verificare la possibilità di un proscioglimento, ma solo ratificare l'accordo sulla pena. La rinuncia preclude ogni successiva discussione sulla colpevolezza.
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