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Concessione Edilizia

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il permesso rilasciato dal Comune che autorizza un privato a realizzare una costruzione o una ristrutturazione, stabilendo precise condizioni e termini.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratto nullo: l’indennizzo per arricchimento senza causa non include il lucro cessante
Un committente si opponeva a un decreto ingiuntivo per il pagamento di una stalla costruita dall'appaltatore senza concessione edilizia, invocando la nullità del contratto. La Cassazione aveva già riconosciuto la nullità. La Corte d'Appello, in rinvio, aveva condannato l'appaltatore a restituire quanto ricevuto, ma aveva anche accolto la sua domanda subordinata di **indennizzo per arricchimento senza causa**, quantificandolo includendo il lucro cessante. La Suprema Corte ha cassato nuovamente questa decisione, stabilendo che l'indennizzo per arricchimento senza causa non può includere il lucro cessante, ma solo la diminuzione patrimoniale effettiva (costi sostenuti) nei limiti dell'arricchimento altrui.
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Nullità Contratto di Appalto: Committente Consapevole Perde l’Anticipo
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un contratto di appalto per la costruzione di una casa, dove i lavori erano stati eseguiti in parte senza le necessarie autorizzazioni edilizie. I Proprietari avevano chiesto la restituzione dell'anticipo versato, sostenendo la nullità totale del contratto. La Suprema Corte ha confermato la nullità del contratto di appalto per le opere abusive, ma ha ribadito che i committenti, se consapevoli dell'irregolarità, non possono chiedere la restituzione delle somme versate per tali lavori. La sentenza ha quindi rigettato il ricorso dei Proprietari, consolidando il principio sulla nullità del contratto di appalto in caso di opere abusive e la responsabilità dei committenti consapevoli.
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Revisione sentenza penale: quando le nuove prove non bastano
Una persona era stata condannata per aver realizzato opere di sbancamento e altre violazioni edilizie vicino al demanio marittimo senza autorizzazione. Ha chiesto la revisione sentenza penale, sostenendo di aver scoperto che l'immobile era stato completato nel 1975, quando le norme edilizie erano diverse e non richiedevano autorizzazione. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, ritenendo non provata la data di completamento. La Cassazione ha confermato, ribadendo che la revisione richiede prove nuove e decisive, non una semplice rivalutazione di fatti già esaminati o non dimostrati.
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Esecuzione in forma specifica: stop al trasferimento senza licenza
I Promissari Acquirenti firmano una proposta d'acquisto per un immobile, accettata dal Promittente Venditore. Successivamente, i compratori scoprono la presenza di un pignoramento e di un'ipoteca taciuti dal venditore, rifiutando così di firmare il contratto definitivo. I compratori chiedono quindi l'esecuzione in forma specifica per ottenere il trasferimento della proprietà tramite il giudice. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso del venditore. La Suprema Corte stabilisce che il giudice non può disporre il trasferimento coattivo dell'immobile in assenza della verifica della regolarità urbanistica e della concessione edilizia. La causa viene quindi rinviata alla Corte d'Appello per effettuare questo accertamento fondamentale.
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Occupazione suolo pubblico: cantiere gratis? Non se scade il termine
Un'azienda edile contesta la richiesta di pagamento di un canone per l'occupazione suolo pubblico, sostenendo che l'uso di una piazza per un cantiere fosse già coperto da un accordo urbanistico generale con il Comune. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno stabilito che l'unico termine valido per l'occupazione era quello specificato nella concessione edilizia, successivamente prorogato. Poiché l'azienda non ha rispettato questa scadenza, il canone per il periodo extra è dovuto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la vittoria del Comune e condannando l'azienda al pagamento di ulteriori spese processuali.
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Occupazione suolo pubblico: notifica nulla e rinvio
Una società edilizia si opponeva alla richiesta di un canone per l'occupazione di suolo pubblico da parte di un Comune, sorta al termine di lavori di ristrutturazione di una piazza. Dopo la soccombenza nei primi due gradi di giudizio, la società ricorreva in Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, non ha deciso nel merito la questione della debenza del canone. Ha invece emesso un'ordinanza interlocutoria con cui ha rinviato la causa a una nuova udienza, avendo riscontrato un vizio procedurale: la mancata regolare notifica della data dell'udienza al difensore della società ricorrente, a tutela del diritto di difesa.
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