La Corte di Cassazione ha affrontato la complessa questione della deducibilità dei costi infragruppo sostenuti da una società italiana verso la propria capogruppo estera. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato l'inerenza di tali costi, relativi a servizi centralizzati di supporto e ricerca, ritenendoli privi di un vantaggio diretto e specifico per la filiale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, stabilendo che per dedurre i costi infragruppo non è sufficiente esibire il contratto o le fatture, ma occorre provare l'utilità effettiva e determinabile del servizio ricevuto. Inoltre, è stata confermata l'inderogabilità del principio di competenza temporale, negando alla società la possibilità di dedurre in un anno costi spettanti all'esercizio precedente.
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