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Compensazione Delle Spese — Anno 2024

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547 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Compensazione Delle Spese

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società aveva impugnato in Cassazione una sentenza d'appello che confermava un ordine di rilascio di un immobile. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la società ricorrente ha formalizzato la rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che, in questi casi, non si procede né alla condanna alle spese né al raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Un'associazione sportiva ha impugnato un avviso di accertamento per la TARI. Dopo una complessa vicenda processuale, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e hanno presentato una nota congiunta di rinuncia al ricorso per Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il giudizio, compensando integralmente le spese di lite e chiarendo che in caso di rinuncia non è dovuto il doppio del contributo unificato.
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Sopravvenuta carenza di interesse: ricorso inammissibile
Una società di trasporti impugnava una sanzione comunale per la violazione di un'ordinanza sul traffico acqueo. Durante il giudizio in Cassazione, il Comune ha revocato in autotutela l'ordinanza-ingiunzione. La Suprema Corte, di conseguenza, ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la materia del contendere era venuta meno, compensando le spese di giudizio.
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Cessazione materia del contendere: accordo tra le parti
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione materia del contendere in una causa tra una società turistica e un consorzio residenziale. Le parti avevano raggiunto un accordo extragiudiziale, portando la Corte a chiudere il procedimento e a compensare le spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte sia della società ricorrente principale che di quella incidentale. La Corte ha compensato le spese tra queste due, ma ha condannato la ricorrente principale a pagare le spese del condominio controricorrente, poiché quest'ultimo non aveva formalmente accettato la rinuncia, applicando il principio della soccombenza.
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Compensazione spese di lite: quando è legittima?
In una causa durata decenni, relativa alle distanze legali di una costruzione, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione di compensare le spese di lite tra le parti. La Corte ha ritenuto che la modifica delle norme urbanistiche locali durante il processo e l'oggettiva complessità interpretativa della vicenda costituissero "giusti motivi" sufficienti per derogare al principio della soccombenza, secondo cui chi perde paga. L'ordinanza sottolinea che la motivazione per la compensazione spese di lite può essere desunta dal complesso della sentenza, purché non sia meramente apparente.
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Estinzione del giudizio: rinuncia in Cassazione
Un'ordinanza della Cassazione analizza le conseguenze della rinuncia al ricorso. A seguito di un accordo tra le parti in una controversia su appalti pubblici, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce il regime delle spese legali, che vengono compensate, e stabilisce che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di cassazione
Una società internazionale di ingegneria, dopo aver impugnato in Cassazione una decisione della Corte d'Appello che negava il riconoscimento di una sentenza straniera, ha presentato una rinuncia al ricorso. La società di costruzioni italiana, sua controparte, ha accettato la rinuncia e l'accordo sulla compensazione delle spese. La Corte di Cassazione, verificati i requisiti formali, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti e spese
Una società impugnava un contributo regionale su materiale estratto. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha poi effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo che in questo caso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una società cooperativa navale impugna avvisi Tares. Durante il ricorso in Cassazione, le parti raggiungono un accordo e la società rinuncia al ricorso. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia, compensando le spese come pattuito e chiarendo la non applicabilità del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: come estinguere il processo
Una società cooperativa del settore navale aveva impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa al pagamento della tassa sui rifiuti (TARI) per gli specchi d'acqua. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, a seguito del quale la società ha effettuato la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo e dell'accettazione della controparte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando integralmente le spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un'associazione sportiva e un Comune, dopo una lunga controversia fiscale sulla TARI giunta in Cassazione, hanno raggiunto un accordo transattivo. A seguito di ciò, hanno presentato una nota congiunta di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà delle parti, ha dichiarato estinto il giudizio, compensando integralmente le spese di lite e chiarendo che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop al processo e spese compensate
Una contribuente, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento fiscale, ricorre in Cassazione. Durante il procedimento, aderisce alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte Suprema, prendendo atto della scelta, dichiara l'estinzione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse e dispone la compensazione integrale delle spese legali. La decisione si fonda sul principio che imporre il pagamento delle spese disincentiverebbe l'adesione a tali strumenti di pacificazione fiscale.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento per somme percepite dall'ex-coniuge, ha impugnato la decisione fino in Cassazione. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese e chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, in quanto misura sanzionatoria non applicabile estensivamente.
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Estinzione del processo e contributo: no al raddoppio
La Corte di Cassazione chiarisce che in caso di estinzione del processo per reciproca rinuncia ai ricorsi, non si applica il raddoppio del contributo unificato. La vicenda, nata da appelli incrociati tra uno studio di architettura e una società di servizi, si è conclusa con un accordo tra le parti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e compensato le spese, specificando che il raddoppio del contributo ha natura sanzionatoria e si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Estinzione del processo: accordo tra le parti
Una società immobiliare impugnava in Cassazione la condanna alla demolizione di alcuni edifici per violazione delle distanze legali e di una servitù. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo, portando alla rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese, come concordato tra i contendenti.
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Cessazione materia del contendere: accordo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in un caso di responsabilità di ex amministratori verso un fallimento. A seguito di una condanna in appello per oltre 8 milioni di euro per mala gestio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo durante il giudizio di legittimità. La Corte, accogliendo la richiesta congiunta, ha terminato il processo, rendendo inefficace la sentenza impugnata e compensando le spese legali.
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Spese legali: i limiti alla compensazione del giudice
Un contribuente, dopo aver vinto una causa tributaria relativa a vincite da gioco estere, si è visto compensare le spese legali. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la compensazione spese legali è illegittima se basata su motivazioni generiche e illogiche, come la 'peculiarità della controversia'. La Corte ha quindi annullato la decisione sulle spese, rinviando il caso al giudice di merito per una nuova valutazione basata su ragioni concrete e specifiche.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un'appellante, condannata in primo e secondo grado al risarcimento danni, presenta ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, deposita un atto di rinuncia al ricorso a seguito di un accordo transattivo tra le parti. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio e, in virtù dell'accordo, dispone la compensazione integrale delle spese legali, derogando al principio generale che le addebita alla parte rinunciante.
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Definizione agevolata: spese legali compensate
Una società e i suoi soci, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro l'Agenzia delle Entrate per un avviso di accertamento relativo a società di comodo, hanno aderito alla definizione agevolata durante il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio e compensato le spese legali, affermando che condannare il contribuente alle spese contrasterebbe con la finalità della legge sulla definizione agevolata, che mira a incentivare la chiusura delle liti.
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