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Compensare Le Spese

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Decisione del giudice con cui stabilisce che ciascuna parte del processo debba pagare le proprie spese legali, senza addebitarle alla parte sconfitta. Avviene solitamente in casi di particolare complessità o quando cambiano gli orientamenti giurisprudenziali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Improcedibilità del ricorso: l’onere del deposito
Una complessa disputa societaria tra eredi di un gruppo imprenditoriale si conclude in Cassazione con una declaratoria di improcedibilità del ricorso. La Corte ha stabilito che il mancato deposito della sentenza impugnata, onere che grava sia sul ricorrente principale che, in sua assenza, su quello incidentale, impedisce l'esame nel merito della controversia.
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Rinuncia al ricorso: effetti anche se irregolare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22376/2024, ha chiarito gli effetti di una rinuncia al ricorso presentata in modo irregolare. Nel caso di specie, una società aveva impugnato una decisione relativa a un'iscrizione ipotecaria per un debito tributario, ma in seguito a una transazione, aveva manifestato la volontà di rinunciare al ricorso. Sebbene l'atto di rinuncia fosse viziato perché firmato dal solo difensore senza mandato speciale, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, compensando le spese e escludendo l'applicazione del doppio contributo unificato.
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Carenza di Interesse Ricorso: Analisi Cassazione 20093/24
Un cittadino straniero ha impugnato un provvedimento di trasferimento in un altro Stato UE secondo il Regolamento Dublino. Durante il giudizio, il Ministero dell'Interno ha decretato la competenza italiana a decidere sulla sua domanda di protezione, rendendo inefficace il trasferimento. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché una decisione nel merito non avrebbe più portato alcun vantaggio al ricorrente.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata
Una società e i suoi soci, dopo aver impugnato una sentenza tributaria sfavorevole, hanno aderito a una definizione agevolata della controversia. Di conseguenza, hanno presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, compensando le spese legali tra le parti in ragione dell'accordo transattivo raggiunto.
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Liquidazione spese legali: Cassazione e minimi inderogabili
Una cittadina ricorre in Cassazione contestando la liquidazione delle spese legali, ritenuta inferiore ai minimi tariffari. La Corte accoglie il ricorso, affermando che la liquidazione spese legali deve rispettare i parametri ministeriali vigenti al momento della decisione, anche se successivi a quelli del giudizio di primo grado. La Corte cassa la decisione e riliquida le spese applicando le tariffe più recenti.
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Cessazione materia del contendere: il caso di Venezia
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in un caso tra una società e un comune. La disputa, nata da un'ordinanza-ingiunzione, si è conclusa dopo che il comune ha annullato il proprio atto in autotutela, riconoscendo l'illegittimità del provvedimento a monte sulla base di una nuova giurisprudenza della Cassazione. Le spese legali sono state compensate.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso tra un gruppo assicurativo e uno studio legale. La decisione è stata presa a seguito della rinuncia reciproca ai ricorsi da parte di entrambe le parti, le quali hanno anche concordato la compensazione delle spese legali. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una sentenza sul merito della questione.
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