Un venditore ambulante esponeva su una bancarella 599 DVD e 380 CD duplicati abusivamente e privi del contrassegno SIAE. I giudici di merito lo hanno condannato per ricettazione e violazione del diritto d'autore per un quantitativo superiore a cinquanta supporti. L'imputato ha proposto ricorso per Cassazione, sostenendo di ignorare la provenienza illecita e chiedendo la riqualificazione del fatto in una fattispecie meno grave di semplice detenzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'assenza del marchio, unita all'elevato numero di supporti, dimostra pienamente la consapevolezza della contraffazione. Inoltre, l'esposizione diretta al pubblico integra la vendita vera e propria e non la semplice custodia. La Corte ha confermato la condanna dell'ambulante e ha imposto il pagamento delle spese processuali insieme a 3.000 euro alla Cassa delle Ammende per la vendita di CD e DVD pirata.
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