La Corte di Cassazione ha stabilito che chi prima acquista merce contraffatta e poi la mette in vendita commette due reati distinti e non uno solo. Viene quindi confermato il principio del concorso tra ricettazione e commercio di prodotti falsi. Le due condotte, infatti, sono separate sia dal punto di vista strutturale che cronologico: prima si ricevono i beni illeciti (ricettazione), poi si compie l'azione di venderli (commercio di prodotti falsi). Di conseguenza, l'imputato è stato condannato per entrambi i reati, con una pena complessiva più grave, vedendo il suo ricorso respinto come inammissibile.
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