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Coltivazione Domestica

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38 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Coltivazione domestica: quando diventa reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un individuo che praticava la coltivazione domestica di cannabis. La sentenza chiarisce che la presenza di una filiera produttiva completa, con grandi quantità di sostanza e strumenti per il confezionamento, trasforma l'attività in reato, escludendo l'uso personale, nonostante l'incensuratezza dell'imputato.
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Coltivazione domestica: quando è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per coltivazione di stupefacenti. La difesa sosteneva si trattasse di una coltivazione domestica per uso personale, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito. Secondo l'ordinanza, il numero di piante e la quantità di dosi ricavabili escludevano sia la non punibilità della condotta sia la configurabilità del fatto di lieve entità.
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Coltivazione domestica: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13687/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la coltivazione domestica di otto piante di cannabis. La Corte ha stabilito che la notevole quantità di prodotto ricavabile (stimata in 246 dosi) esclude sia la destinazione a uso esclusivamente personale sia l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Coltivazione domestica: quando è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la coltivazione di 30 piante di marijuana. La Corte ha stabilito che la presenza di attrezzature professionali (lampade, temporizzatori, pannelli riflettenti) e il numero di piante escludono la natura di coltivazione domestica per uso personale, configurando invece un'attività destinata allo spaccio.
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Coltivazione domestica: quando è reato? Analisi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6944/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la coltivazione di sette piante di marijuana. La Corte ha stabilito che la coltivazione domestica non era di lieve entità, dati il numero e le dimensioni delle piante (fino a 1,5 metri), escludendo la non punibilità per uso personale e confermando la condanna.
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Coltivazione domestica: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per coltivazione domestica di marijuana. I tentativi di contestare la valutazione delle prove e l'attendibilità delle analisi sul THC sono stati respinti, poiché costituiscono una richiesta di riesame del merito, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la condanna e l'obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione.
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Coltivazione domestica: quando è reato? Analisi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la detenzione di 140 grammi di marijuana e la coltivazione di 5 piante in una serra artigianale. La Corte ha stabilito che la presenza di una serra attrezzata, una bilancia di precisione e materiale per il confezionamento escludono la configurabilità di una 'coltivazione domestica' per solo uso personale, rendendo la condotta penalmente rilevante. È stata inoltre negata l'applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto e delle attenuanti generiche.
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Coltivazione domestica: quando scatta il reato?
Un individuo è stato condannato per aver coltivato 15 piante di cannabis. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo la tesi della coltivazione domestica per uso personale. La decisione si basa su indizi quali il numero di piante, la loro dislocazione in più vani dell'abitazione e la presenza di un bilancino di precisione, elementi ritenuti sufficienti a indicare un'offensività della condotta e una potenziale destinazione allo spaccio.
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Coltivazione domestica: quando è reato? Cassazione
Un padre viene condannato per aver coltivato, in concorso con il figlio, cinque piante di marijuana nel giardino di casa. La Corte di Cassazione, pur respingendo la tesi difensiva della coltivazione domestica per uso personale a causa delle dimensioni delle piante e delle tecniche avanzate di irrigazione, ha annullato la sentenza di condanna. La decisione finale si basa sull'estinzione del reato per prescrizione, essendo trascorso il tempo massimo previsto dalla legge per la sua punibilità.
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Coltivazione domestica e uso terapeutico: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la coltivazione di 32 piante di marijuana. L'imputato sosteneva si trattasse di cannabis "light" per uso terapeutico personale. La Corte ha ribadito che il numero elevato di piante e le modalità di occultamento escludono la configurabilità della coltivazione domestica per uso personale, rendendo irrilevante il movente terapeutico, peraltro non adeguatamente provato. È stata inoltre confermata la mancata concessione dell'attenuante del fatto di lieve entità.
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Coltivazione domestica: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la coltivazione di tre piante di marijuana. Data l'elevata quantità di dosi ricavabili (459) e la strumentazione professionale utilizzata, i giudici hanno escluso sia la non punibilità per coltivazione domestica ad uso personale, sia la fattispecie di lieve entità.
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Coltivazione domestica: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la coltivazione di sostanze stupefacenti. L'imputato sosteneva che la coltivazione fosse per uso personale, ma la Corte ha ritenuto che l'allestimento di una vera e propria serra professionale all'interno di un intero appartamento, con porta blindata e videosorveglianza, fosse un chiaro indice della destinazione della sostanza allo spaccio, rendendo irrilevante la tesi della coltivazione domestica.
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Coltivazione domestica: quando non è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per coltivazione di sostanze stupefacenti, ribadendo il principio della non punibilità della cosiddetta "coltivazione domestica". La decisione si fonda sulla giurisprudenza delle Sezioni Unite (sent. "Caruso"), secondo cui la coltivazione in forma domestica, con tecniche rudimentali, un numero esiguo di piante e destinata all'esclusivo uso personale, non integra il reato per mancanza di tipicità, in assenza di indici di un inserimento nel mercato illegale.
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Coltivazione domestica: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un individuo accusato di coltivazione domestica di cannabis. La presenza di due serre artigianali e un quantitativo di oltre 3 kg di sostanza stupefacente sono stati ritenuti elementi decisivi per escludere l'uso personale e configurare il reato, rendendo il ricorso inammissibile.
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Coltivazione domestica: non è reato per uso personale
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per coltivazione domestica di dieci piantine di marijuana. La sentenza stabilisce che tale attività, se svolta con mezzi rudimentali e destinata al solo uso personale, non costituisce reato per mancanza di concreta offensività, distinguendola nettamente dal traffico di stupefacenti.
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Coltivazione domestica: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la coltivazione di 25 piante di marijuana. Secondo la Corte, il numero di piante, il potenziale ricavato di quasi 40 dosi e le modalità di coltivazione non rudimentali escludono la configurabilità di una semplice coltivazione domestica per uso personale e l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Coltivazione domestica: quando non è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione conferma l'assoluzione di un uomo per la coltivazione di 48 piante di marijuana. La sentenza stabilisce che la coltivazione domestica non è reato se le tecniche sono rudimentali, il numero di piante esiguo, il prodotto minimo e destinato esclusivamente all'uso personale, senza indizi di spaccio.
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Coltivazione stupefacenti: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di coltivazione di stupefacenti, confermando la condanna per due imputati coinvolti in una piantagione di 646 piante di marijuana. La sentenza ribadisce il principio distintivo tra la "coltivazione domestica" per uso personale, considerata non punibile, e quella "tecnico-agraria" su larga scala, che costituisce reato. Nel caso di specie, il numero di piante, le attrezzature professionali e la quantità di sostanza già essiccata (12 kg) sono stati elementi decisivi per qualificare l'attività come illecita e destinata allo spaccio. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibile il ricorso di un imputato e rigettato quello dell'altro.
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