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Colloqui 41-Bis

21 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Colloqui 41-bis: Diritto alla videochiamata vince su fine emergenza
Una detenuta in regime speciale ottiene l'autorizzazione a svolgere i colloqui con i familiari tramite videochiamata, a causa delle difficoltà di spostamento legate alla pandemia. Il Ministero della Giustizia si oppone, sostenendo che la fine dei divieti di viaggio rendeva ingiustificata la misura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio importante: la 'grave difficoltà' a effettuare visite di persona non dipende solo dai divieti formali, ma anche dal rischio concreto per la salute di familiari anziani o fragili. La Corte ha quindi confermato la legittimità dei colloqui 41-bis in modalità telematica per tutelare il diritto ai legami familiari, anche in un contesto di emergenza sanitaria ridimensionata ma non cessata. Vince la detenuta.
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Colloqui 41-bis: no videochiamate senza emergenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17533/2023, ha annullato un'ordinanza che consentiva video-colloqui a un detenuto in regime speciale. La decisione impugnata si basava genericamente sull'emergenza pandemica, ma la Suprema Corte ha chiarito che per i colloqui 41-bis, deroghe alle visite in presenza richiedono una motivazione specifica e attuale su una 'gravissima difficoltà', non un semplice riferimento a uno stato di emergenza ormai cessato.
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Colloqui 41-bis: no videochiamata senza prova certa
Un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis ha richiesto di poter effettuare colloqui visivi a distanza con i familiari, adducendo notevoli difficoltà economiche e logistiche per gli incontri di persona. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha stabilito che, sebbene i colloqui 41-bis tramite videochiamata siano ammissibili, spetta al richiedente fornire una prova concreta e inequivocabile di "circostanze eccezionali" che rendano l'incontro di persona impossibile o estremamente difficile. In questo caso specifico, la certificazione ISEE e la semplice distanza geografica sono state ritenute prove insufficienti.
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Colloqui 41-bis: sicurezza prima degli affetti
Un detenuto sottoposto al regime speciale dei colloqui 41-bis ha richiesto di incontrare il figlio diciassettenne senza il vetro divisorio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. Secondo la Corte, le esigenze di sicurezza pubblica prevalgono sul diritto al mantenimento dei rapporti affettivi quando esiste un rischio concreto che il minore, data la sua età e la caratura criminale del genitore, possa essere strumentalizzato per veicolare messaggi all'esterno. La decisione sottolinea come l'interesse del minore non sia un diritto assoluto e debba essere bilanciato con la tutela della collettività.
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Colloqui 41-bis: Cassazione su contatti tra detenuti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Ministero della Giustizia contro l'autorizzazione a un colloquio telefonico tra due fratelli, entrambi detenuti in regime speciale. La decisione si fonda sulla carenza di interesse, dato che il colloquio era già avvenuto. La Corte ribadisce, inoltre, che i colloqui 41-bis tra familiari detenuti sono possibili, previo un attento bilanciamento tra esigenze di sicurezza e diritto all'affettività.
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Colloqui 41-bis: videochiamate solo in casi eccezionali
Un detenuto in regime speciale 41-bis ha richiesto di effettuare i colloqui familiari tramite videochiamata, adducendo difficoltà economiche e la notevole distanza della famiglia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che i colloqui 41-bis a distanza sono una misura eccezionale, ammissibile solo in caso di comprovata impossibilità o estrema difficoltà dei familiari a recarsi in istituto, e non per mere ragioni di convenienza o disagio.
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Colloqui 41-bis: la Cassazione sui limiti alle visite
Un detenuto in regime di 41-bis ha contestato le restrizioni sui contatti familiari, chiedendo colloqui visivi più lunghi e telefonate mensili garantite. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le limitazioni sui colloqui 41-bis non sono misure puramente punitive, ma strumenti necessari per recidere i legami con le organizzazioni criminali e tutelare la sicurezza pubblica, in linea con le finalità del regime speciale.
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Colloqui 41-bis: sicurezza vs famiglia, decide la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due fratelli detenuti in regime speciale che chiedevano di effettuare colloqui visivi e telefonici con i genitori, anch'essi detenuti. La decisione conferma il diniego del Tribunale, basato sul parere negativo della Direzione Distrettuale Antimafia. Secondo la Corte, le esigenze di sicurezza e il rischio di comunicazioni illecite tra membri della stessa organizzazione criminale prevalgono sul diritto ai rapporti familiari, legittimando il diniego ai colloqui 41-bis in questo specifico contesto.
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Colloqui 41-bis: Sicurezza Prevale su Diritto Famiglia
Un detenuto in regime 41-bis si è visto negare un video-colloquio con il fratello, anch'esso detenuto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i colloqui 41-bis possono essere negati se un parere dettagliato della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) evidenzia un concreto pericolo per la sicurezza, come il rischio che i detenuti, ancora ai vertici di un clan, possano concertare strategie criminali. La sentenza bilancia il diritto ai rapporti familiari con la preponderante esigenza di sicurezza pubblica.
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Colloqui 41-bis: no a videochiamate senza urgenza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che consentiva a un detenuto in regime 41-bis di effettuare colloqui in videochiamata per le difficoltà economiche della famiglia. La Corte ha ribadito che i colloqui 41-bis a distanza sono ammessi solo in casi eccezionali di impossibilità o gravissima difficoltà a svolgere la visita in presenza, a tutela delle esigenze di sicurezza.
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Colloqui 41-bis: No a videochiamate senza necessità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che consentiva a un detenuto in regime speciale di effettuare videochiamate mensili al posto delle visite di persona. Secondo la Suprema Corte, la sostituzione dei colloqui 41-bis con modalità a distanza è ammessa solo in presenza di circostanze eccezionali che rendano impossibile o estremamente difficile la visita in carcere, condizioni che devono essere provate caso per caso e non possono essere dedotte da un principio generale.
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Colloqui 41-bis: no videochiamate senza eccezioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11052 del 2024, ha annullato un'ordinanza che autorizzava in via generale i colloqui 41-bis tramite videochiamata. La Suprema Corte ha ribadito che la modalità a distanza è consentita solo in situazioni eccezionali di impossibilità o grave difficoltà, non per ragioni di mera distanza o difficoltà economiche.
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Colloqui 41-bis: il diritto ai legami familiari
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava i colloqui telefonici tra un detenuto in regime 41-bis e sua sorella, anch'essa sottoposta allo stesso regime. La Corte ha stabilito che il diniego non può basarsi automaticamente sul parere negativo, seppur non vincolante, della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). Il giudice deve effettuare una valutazione autonoma, concreta e specifica, bilanciando le esigenze di sicurezza con il fondamentale diritto del detenuto a mantenere i legami familiari. Una decisione che si limita a recepire il parere della DDA senza un'analisi approfondita dei rischi specifici è viziata da 'motivazione apparente' e, pertanto, illegittima.
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Colloqui 41-bis: no all’accorpamento delle visite
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto in regime di 41-bis che chiedeva di poter raggruppare i colloqui familiari mensili. La Corte ha confermato la legittimità del provvedimento dell'amministrazione penitenziaria che impone una distanza di circa 30 giorni tra i colloqui 41-bis, motivando la decisione con superiori esigenze di sicurezza pubblica per evitare flussi informativi concentrati con l'esterno.
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Colloqui 41-bis: Videochiamate solo per impossibilità
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un detenuto in regime speciale che chiedeva di effettuare colloqui via video con i familiari. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva concesso il videocollegamento solo per la madre, affetta da gravi patologie invalidanti, ma non per gli altri congiunti, la cui difficoltà economica era stata solo genericamente dichiarata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, stabilendo che i colloqui 41-bis in modalità telematica sono possibili solo di fronte a una provata e grave impossibilità dei familiari a recarsi in istituto.
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Colloqui 41-bis: Vetro divisorio con figli minori
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del mantenimento del vetro divisorio durante i colloqui tra un detenuto in regime 41-bis e il figlio infraquattordicenne. La decisione non è automatica ma si basa su una valutazione specifica del rischio, bilanciando il diritto alla vita familiare con le esigenze di sicurezza. In questo caso, la pericolosità del detenuto e il rischio di strumentalizzazione del minore per veicolare messaggi hanno giustificato la misura restrittiva, in linea con i principi stabiliti dalla Corte Costituzionale.
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Colloqui 41-bis: No a videochiamate senza ostacoli
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che concedeva a un detenuto la possibilità di scegliere i colloqui 41-bis tramite videochiamata. La Suprema Corte ha riaffermato il principio consolidato secondo cui le videochiamate per i detenuti in regime speciale sono un'eccezione, ammissibile solo in caso di comprovata impossibilità o gravissima difficoltà a svolgere i colloqui in presenza, e non un diritto di scelta.
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Colloqui 41-bis: No a visite ravvicinate, dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della circolare che impone un intervallo di circa 30 giorni tra i colloqui per i detenuti in regime speciale. La richiesta di un detenuto di raggruppare le visite per comodità dei familiari è stata respinta, poiché la regola degli 'intervalli regolari' per i colloqui 41-bis è essenziale per prevenire comunicazioni con le organizzazioni criminali e garantire la sicurezza pubblica, che prevale sull'interesse privato.
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Colloqui 41 bis: sì a videochiamate, no a incontri
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46305/2024, si è pronunciata sul tema dei colloqui 41 bis tra familiari entrambi sottoposti al regime di detenzione speciale. Il caso riguardava la richiesta di una madre detenuta di incontrare il figlio, anch'egli detenuto al 41 bis. La Corte ha stabilito che i colloqui sono ammessi tramite videochiamata controllata, in quanto strumento idoneo a bilanciare il diritto alla relazione familiare e le esigenze di massima sicurezza. Ha invece annullato la parte dell'ordinanza che autorizzava l'incontro in presenza, ritenendolo incompatibile con le finalità del regime speciale.
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Colloqui 41-bis: diritto affettivo e onere della prova
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una richiesta di colloquio tra due familiari, entrambi detenuti in regime speciale. Il Ministero della Giustizia aveva impugnato la concessione del colloquio, basandosi su un parere negativo della Direzione Distrettuale Antimafia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, non entrando nel merito del bilanciamento tra diritti e sicurezza, ma per una ragione procedurale: il Ministero non aveva allegato al ricorso il parere della D.D.A., violando il principio di autosufficienza e rendendo impossibile per la Corte verificare le censure mosse. La decisione sottolinea l'importanza degli oneri processuali anche per le parti pubbliche.
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