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Collegamento Negoziale

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256 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Collegamento negoziale: l’analisi della Cassazione
La Cassazione analizza un caso di collegamento negoziale tra un preliminare di vendita, una transazione e una procura. Ha confermato la risoluzione del contratto per inadempimento dell'acquirente, che non aveva versato l'intera somma pattuita per cancellare un'ipoteca, legittimando la revoca della procura.
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Collegamento negoziale tra mutuo e investimento: no
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che sosteneva l'esistenza di un collegamento negoziale tra un contratto di mutuo e un successivo investimento finanziario. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva tale collegamento a causa della mancanza di contemporaneità tra i due atti, ritenendo che il ricorso mirasse a una inammissibile rivalutazione dei fatti piuttosto che a una censura di legittimità.
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Opposizione all’esecuzione: il terzo può intervenire?
Un gruppo di società ha contestato un'esecuzione forzata basata su un contratto di mutuo, sostenendone la nullità a causa di un presunto collegamento con debiti illeciti su altri conti correnti. La Corte di Cassazione ha analizzato se le società del gruppo, non direttamente soggette all'esecuzione, potessero partecipare al giudizio di opposizione all'esecuzione. La Corte ha stabilito che un terzo può intervenire, a condizione di dimostrare un interesse giuridico concreto e attuale. Tuttavia, nel caso specifico, tale interesse è venuto meno dopo che i giudici di merito hanno escluso l'esistenza di un collegamento negoziale tra il mutuo e i debiti delle altre società.
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Art. 20 Imposta di Registro: i limiti del fisco
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la riqualificazione di una serie di operazioni complesse in un'unica cessione d'azienda non è legittima. L'analisi ai fini dell'imposta di registro, secondo il novellato art. 20 Imposta di Registro, deve limitarsi al singolo atto presentato per la registrazione, senza considerare elementi extra-testuali o atti collegati, salvo l'applicazione della specifica normativa antielusiva.
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Art. 20 Imposta di Registro: i limiti secondo la Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo un principio fondamentale sull'applicazione dell'Art. 20 Imposta di Registro. In seguito alle modifiche legislative, la tassazione di un atto deve basarsi esclusivamente sulla sua natura intrinseca e sui suoi effetti giuridici, senza considerare elementi esterni o atti collegati. La Corte ha chiarito che la riqualificazione di una serie di operazioni complesse in un'unica cessione d'azienda non è permessa ai sensi dell'art. 20, ma deve eventualmente seguire la specifica procedura antielusiva prevista dall'art. 10-bis dello Statuto del Contribuente.
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Riqualificazione fiscale: no ad atti collegati
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riqualificazione fiscale di una cessione di quote sociali in cessione d'azienda è illegittima se basata su atti negoziali collegati. L'imposta di registro si applica solo all'atto presentato per la registrazione, in base alla nuova interpretazione dell'art. 20 d.P.R. 131/1986. L'eventuale elusione va contestata con le norme antiabuso specifiche, che prevedono il contraddittorio con il contribuente.
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Collegamento negoziale e penale: la Cassazione chiarisce
Un costruttore e un proprietario terriero hanno strutturato un'operazione immobiliare (terreno in cambio di appartamenti) attraverso una vendita e un contratto preliminare. In seguito a controversie, il costruttore ha chiesto la risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, qualificando l'operazione come un "collegamento negoziale" finalizzato a una permuta. La Corte ha respinto il ricorso del costruttore, chiarendo che l'individuazione di un collegamento negoziale è una valutazione di fatto riservata ai tribunali di merito. Ha inoltre stabilito che una parte può rinunciare alla clausola penale durante il processo per chiedere l'adempimento in forma specifica, rispettando così il divieto di cumulo.
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Collegamento negoziale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che richiedeva il pagamento di 700.000 euro derivante da una transazione. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano annullato l'accordo per dolo, riconoscendo l'esistenza di un collegamento negoziale tra la transazione e un contratto di compravendita di materiale industriale. Il valore di tale materiale era stato fraudolentemente sovrastimato, invalidando così l'intera operazione economica voluta dalle parti.
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Commercializzazione di azioni e debiti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di una banca di riacquistare azioni proprie, derivante da un precedente accordo con una compagnia assicurativa, non si trasferisce alla banca cessionaria in caso di crisi. Tale debito rientra nelle passività escluse dalla cessione, in quanto connesso alla commercializzazione di azioni e ai rapporti con gli azionisti. La domanda della compagnia assicurativa contro la banca cessionaria è stata quindi respinta, confermando che tali obbligazioni restano in capo alla procedura di liquidazione della banca originaria.
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Clausola compromissoria: estensione e limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che una clausola compromissoria, presente in un solo contratto all'interno di una serie di accordi tra loro collegati (collegamento negoziale), non si estende automaticamente agli altri. La volontà di devolvere le liti ad arbitri deve essere espressa e non può essere presunta. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando che le controversie relative al contratto con la clausola devono essere decise da arbitri, mentre le altre restano di competenza del giudice ordinario.
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Successione nei contratti: l’accordo collettivo vale
Una società che acquista un ramo d'azienda nel settore carburanti è tenuta a rispettare gli accordi collettivi stipulati dalla precedente proprietà. La Corte di Cassazione ha confermato il principio della successione nei contratti, stabilendo che, in assenza di un nuovo accordo, quello esistente si trasferisce automaticamente al cessionario, obbligandolo a corrispondere i benefici economici previsti per i gestori.
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Cessione di azienda: successione nei contratti
Una società che acquisisce un ramo d'azienda nel settore della distribuzione di carburanti è tenuta a rispettare un preesistente accordo collettivo che ne regola le condizioni economiche. La Corte di Cassazione ha confermato che il principio della successione automatica nei contratti, elemento cardine della cessione di azienda, si applica a meno che non sia previsto diversamente da norme specifiche. La decisione sottolinea che l'acquirente subentra nella posizione contrattuale del cedente, ereditando anche i collegamenti negoziali esistenti.
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Inadempimento appalto: la Cassazione e gli atti interni
Un consorzio ha citato in giudizio un ente pubblico per inadempimento di un contratto di appalto di servizi, sostenendo che le delibere interne dell'ente garantissero un volume di lavoro maggiore. La Corte di Cassazione ha rigettato la tesi del 'collegamento negoziale' tra contratto e delibere, affermando che queste ultime sono atti interni preparatori e non vincolanti. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello per omessa pronuncia su uno specifico profilo di inadempimento, relativo alla modalità di consegna del materiale, rinviando la causa per un nuovo esame su quel punto.
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Affitto d’azienda o locazione? La Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società franchisor che qualificava come affitto d'azienda il contratto con cui concedeva un locale commerciale a un franchisee. I giudici confermano la natura di locazione commerciale, stabilita nei gradi di merito, sottolineando che la valutazione della sostanza del contratto è un'analisi di fatto non riesaminabile in sede di legittimità, specialmente in presenza di una 'doppia conforme' decisione di primo grado e appello.
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Corrispettivo aeroportuale: quando è legittimo?
Una compagnia aerea ha citato in giudizio una società petrolifera per la restituzione di un corrispettivo aeroportuale pagato per la fornitura di carburante, sostenendone l'illegittimità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il pagamento trova la sua legittima causa nel contratto di fornitura. La Corte ha inoltre chiarito che, nell'ambito di un'azione risarcitoria, spetta all'acquirente dimostrare di non aver trasferito il maggior costo (il c.d. "passing-on") sui propri clienti.
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Cessione del credito: nullo se l’oggetto è incerto
Un'acquirente si oppone a un decreto ingiuntivo sostenendo di aver estinto il debito con una cessione del credito. Il Tribunale rigetta l'opposizione, dichiarando nulla la cessione del credito per indeterminatezza dell'oggetto, poiché il contratto non specificava il credito ceduto, confermando l'obbligo di pagamento.
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