LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Collazione Per Imputazione

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Meccanismo successorio con cui l'erede, che ha ricevuto donazioni in vita dal defunto, ne 'imputa' il valore alla propria quota ereditaria, senza restituire materialmente il bene. Si tratta di un'operazione contabile per garantire la parità di trattamento tra coeredi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Scioglimento della comunione ereditaria: stime e conguagli
Alcuni fratelli coeredi hanno avviato una complessa controversia familiare per ottenere lo scioglimento della comunione ereditaria sui patrimoni dei genitori defunti. La controversia riguardava la stima dei beni, l'inclusione di un terreno espropriato, la rinuncia a una dispensa da collazione e il calcolo dei conguagli in denaro. I giudici di merito avevano stabilito quote e conguagli basandosi su calcoli viziati e stime non aggiornate, respingendo l'appello con motivazioni contraddittorie. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso principale degli eredi lesi, sancendo che la valutazione dei beni da dividere deve avvenire ai valori di mercato attuali e che l'eccedenza delle donazioni impone precisi obblighi di rimborso monetario. La Suprema Corte ha così annullato la decisione impugnata, rinviando il giudizio per un corretto ricalcolo.
Continua »
Divisione ereditaria: no a favoritismi per chi gestisce i beni
Una complessa vicenda familiare iniziata nel 1987 giunge in Cassazione per la divisione ereditaria dei beni di un padre e di un figlio. Il Ricorrente, coerede e amministratore di una società agricola che gestiva i terreni di famiglia, pretendeva l'assegnazione preferenziale di quasi tutti i terreni e un prelevamento di beni in natura per compensare una vecchia donazione ricevuta da un altro fratello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il ruolo di socio o amministratore in una società estranea all'eredità non attribuisce alcun diritto di preferenza sui beni. Inoltre, la parità tra i coeredi può essere garantita anche senza prelevamenti in natura, utilizzando conguagli in denaro calcolati dal consulente tecnico. Il Ricorrente perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
Continua »
Collazione per imputazione: stima alla morte, non alla divisione
Una complessa vicenda ereditaria vede contrapposti i coeredi per la divisione del patrimonio di una madre defunta. Quest'ultima aveva disposto dei beni per testamento, avvantaggiando una figlia, già beneficiaria di una donazione immobiliare. L'erede della figlia impugna la decisione d'appello contestando il calcolo della divisione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la collazione per imputazione dell'immobile donato deve avvenire stimando il bene al valore che aveva al momento dell'apertura della successione (morte della donante) e non al momento della divisione. Inoltre, la Corte chiarisce che le spese per la conservazione dei beni comuni, sostenute dopo la morte della testatrice, costituiscono debiti della comunione ereditaria e vanno tenute distinte dalle disposizioni testamentarie. La sentenza viene cassata con rinvio.
Continua »
Collazione per imputazione: interessi dovuti contro le disparità
La vicenda nasce dallo scioglimento della comunione ereditaria tra i figli di un uomo deceduto. Alcuni figli avevano ricevuto in vita donazioni immobiliari dal padre. Al momento di dividere l'eredità, si è proceduto tramite la collazione per imputazione: i donatari hanno trattenuto gli immobili, addebitandone il valore sulla propria quota. Sorge però il disaccordo sugli interessi legali di queste somme. La Corte d'Appello nega gli interessi, ritenendo sufficiente il prelievo compensativo di altri beni da parte degli eredi non donatari. La Cassazione ribalta la decisione. I giudici stabiliscono che gli interessi legali sulle somme soggette a collazione per imputazione decorrono obbligatoriamente dalla data di apertura della successione. Questo calcolo è indispensabile per garantire la parità di trattamento tra tutti i coeredi ed evitare ingiusti arricchimenti.
Continua »
Collazione per imputazione: quote eque contro calcoli errati
Una complessa divisione ereditaria tra fratelli giunge in Cassazione per chiarire le regole della collazione per imputazione. Il Coerede Donatario aveva ricevuto in vita donazioni di valore superiore alla sua quota ereditaria. La Corte d'Appello aveva erroneamente unificato le operazioni di collazione e divisione, calcolando i valori con criteri temporali disomogenei. La Cassazione ha chiarito che la collazione per imputazione e i prelevamenti degli altri eredi vanno calcolati al momento dell'apertura della successione, mentre la divisione dei beni residui si fa al valore attuale. Inoltre, ha stabilito che il giudice di rinvio è competente a decidere sulla restituzione delle somme pagate in forza di sentenze poi cassate. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Collazione per imputazione: l’immobile donato resta all’erede
Un padre dona un immobile a un figlio, che però muore prima di lui. I nipoti ereditano per rappresentazione. Al momento della divisione ereditaria, sorge un conflitto su come considerare l'immobile donato. La Corte di Cassazione chiarisce un principio fondamentale: in assenza di una scelta esplicita dell'erede di restituire il bene, si applica sempre la **collazione per imputazione**. Questo significa che i nipoti hanno il diritto di tenere l'immobile, semplicemente 'imputando' (cioè sottraendo) il suo valore dalla loro quota di eredità. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente che aveva erroneamente inserito l'immobile nella massa da dividere fisicamente.
Continua »
Collazione per imputazione: la scelta dell’erede
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19072/2024, ha chiarito che in una divisione ereditaria, l'erede che ha ricevuto donazioni di immobili e non esercita la facoltà di scelta sulla modalità di collazione (in natura o per valore), è tenuto alla collazione per imputazione. Questo meccanismo, che funge da criterio residuale, non può essere posticipato in attesa della valutazione economica dei beni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'erede donataria, confermando che la sua inerzia determina l'applicazione automatica della collazione per imputazione, tutelando così il diritto degli altri coeredi al prelevamento di beni di pari valore.
Continua »
Prelievo ex art. 725 c.c.: priorità all’erede non donatario
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito l'applicazione del prelievo ex art. 725 c.c. in una divisione ereditaria. Quando un erede ha ricevuto donazioni, l'erede non donatario ha diritto di prelevare in via prioritaria i beni residui in natura per ristabilire non solo l'uguaglianza quantitativa, ma anche quella qualitativa, prima della divisione finale del patrimonio residuo.
Continua »
Collazione per imputazione: il prelevamento degli eredi
In una disputa ereditaria tra fratelli, la Cassazione chiarisce le regole della collazione per imputazione. Se un erede ha ricevuto donazioni, gli altri coeredi hanno diritto di prelevare beni di pari valore dalla massa ereditaria, stimati all'apertura della successione, prima di procedere alla divisione. La Corte d'Appello aveva errato, omettendo di disporre tale prelevamento e violando la parità di trattamento tra eredi. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »