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Art. 746 Codice Civile

20 provvedimenti

Scioglimento della comunione ereditaria: stime e conguagli
Alcuni fratelli coeredi hanno avviato una complessa controversia familiare per ottenere lo scioglimento della comunione ereditaria sui patrimoni dei genitori defunti. La controversia riguardava la stima dei beni, l'inclusione di un terreno espropriato, la rinuncia a una dispensa da collazione e il calcolo dei conguagli in denaro. I giudici di merito avevano stabilito quote e conguagli basandosi su calcoli viziati e stime non aggiornate, respingendo l'appello con motivazioni contraddittorie. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso principale degli eredi lesi, sancendo che la valutazione dei beni da dividere deve avvenire ai valori di mercato attuali e che l'eccedenza delle donazioni impone precisi obblighi di rimborso monetario. La Suprema Corte ha così annullato la decisione impugnata, rinviando il giudizio per un corretto ricalcolo.
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Collazione ereditaria: la guida alla divisione
La Corte d'Appello ha confermato la validità di un sequestro conservativo legato a una disputa sulla collazione ereditaria. La decisione chiarisce che l'obbligo di conferire le donazioni ricevute opera anche nelle successioni testamentarie, a meno di dispensa espressa, distinguendosi nettamente dalla riunione fittizia usata per calcolare la lesione di legittima.
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Donazione indiretta: l’appartamento del padre divide i figli
La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi relativi a una disputa ereditaria tra fratelli riguardante l'acquisto di quattro appartamenti. Il padre aveva stipulato una permuta di un terreno riservandosi di nominare la figlia come acquirente degli immobili realizzati dal costruttore. La Corte d'Appello ha qualificato l'operazione come donazione indiretta, ordinando agli eredi della figlia di conferire i beni all'eredità. La Cassazione ha confermato che la donazione indiretta non richiede la forma solenne dell'atto pubblico con testimoni. Inoltre, ha chiarito che l'obbligo di conferimento consente agli eredi di scegliere tra la restituzione fisica dei beni o l'imputazione del loro valore economico, rigettando ogni richiesta di nullità.
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Collazione ereditaria: i regali in vita non cancellano l’eredità
Alla morte della madre, l'asse ereditario era composto solo da un modesto conto corrente. Alcuni eredi hanno chiesto la divisione e la collazione ereditaria di un fondo d'investimento acquistato in vita dalla madre e poi intestato a due delle figlie. La Corte d'Appello ha qualificato l'operazione come donazione indiretta, ordinando il conguaglio a favore degli altri coeredi. Le due figlie hanno fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che non fosse stata proposta un'azione di riduzione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la collazione ereditaria opera automaticamente quando si chiede la divisione, purché vi sia un minimo patrimonio ereditario residuo (relictum), senza necessità di avviare un'azione di riduzione. Le ricorrenti sono state condannate a pagare le spese di giudizio.
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Donazione indiretta: la farmacia di famiglia tra regalo e debito
Una complessa disputa familiare sorge dopo la morte della Madre per la divisione dell'eredità. La Figlia chiede lo scioglimento della comunione e la collazione dei beni donati in vita, tra cui una farmacia ceduta al fratello. La Corte d'Appello esclude la farmacia ritenendo mancasse la prova dell'intenzione di donare. La Cassazione accoglie il ricorso della Figlia: i giudici di secondo grado hanno ignorato una confessione scritta del fratello che ammetteva di non aver pagato nulla. La Suprema Corte stabilisce che si può configurare una donazione indiretta anche se vi sono stati pagamenti parziali, e che la confessione stragiudiziale andava valutata. La sentenza viene cassata con rinvio alla Corte d'Appello di Venezia per un nuovo esame.
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Negozio misto con donazione: finta vendita e vera eredità
Un uomo ha citato in giudizio la sorella per far accertare che la vendita delle quote della farmacia di famiglia, effettuata dalla madre prima di morire, nascondesse in realtà una donazione. La Corte d'Appello ha accertato che le quote, del valore di quasi due milioni di euro, erano state cedute a meno della metà del loro valore reale. I giudici hanno quindi qualificato l'operazione come un negozio misto con donazione per la parte di valore non pagata. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della sorella. La Suprema Corte ha chiarito che per calcolare il valore reale delle quote societarie occorre considerare anche l'avviamento e il valore della licenza commerciale dell'azienda.
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Collazione per imputazione: interessi dovuti contro le disparità
La vicenda nasce dallo scioglimento della comunione ereditaria tra i figli di un uomo deceduto. Alcuni figli avevano ricevuto in vita donazioni immobiliari dal padre. Al momento di dividere l'eredità, si è proceduto tramite la collazione per imputazione: i donatari hanno trattenuto gli immobili, addebitandone il valore sulla propria quota. Sorge però il disaccordo sugli interessi legali di queste somme. La Corte d'Appello nega gli interessi, ritenendo sufficiente il prelievo compensativo di altri beni da parte degli eredi non donatari. La Cassazione ribalta la decisione. I giudici stabiliscono che gli interessi legali sulle somme soggette a collazione per imputazione decorrono obbligatoriamente dalla data di apertura della successione. Questo calcolo è indispensabile per garantire la parità di trattamento tra tutti i coeredi ed evitare ingiusti arricchimenti.
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Collazione per imputazione: quote eque contro calcoli errati
Una complessa divisione ereditaria tra fratelli giunge in Cassazione per chiarire le regole della collazione per imputazione. Il Coerede Donatario aveva ricevuto in vita donazioni di valore superiore alla sua quota ereditaria. La Corte d'Appello aveva erroneamente unificato le operazioni di collazione e divisione, calcolando i valori con criteri temporali disomogenei. La Cassazione ha chiarito che la collazione per imputazione e i prelevamenti degli altri eredi vanno calcolati al momento dell'apertura della successione, mentre la divisione dei beni residui si fa al valore attuale. Inoltre, ha stabilito che il giudice di rinvio è competente a decidere sulla restituzione delle somme pagate in forza di sentenze poi cassate. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Collazione per imputazione: l’immobile donato resta all’erede
Un padre dona un immobile a un figlio, che però muore prima di lui. I nipoti ereditano per rappresentazione. Al momento della divisione ereditaria, sorge un conflitto su come considerare l'immobile donato. La Corte di Cassazione chiarisce un principio fondamentale: in assenza di una scelta esplicita dell'erede di restituire il bene, si applica sempre la **collazione per imputazione**. Questo significa che i nipoti hanno il diritto di tenere l'immobile, semplicemente 'imputando' (cioè sottraendo) il suo valore dalla loro quota di eredità. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente che aveva erroneamente inserito l'immobile nella massa da dividere fisicamente.
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Collazione ereditaria: guida alla divisione dei beni
Il caso riguarda una complessa divisione tra coeredi in cui l'attrice richiedeva la collazione ereditaria di un immobile donato dalla madre a una sorella premorta e la simulazione di una vendita. Il Tribunale ha accolto la domanda di collazione per la donazione priva di dispensa, ma ha rigettato la contestazione sulla vendita simulata per mancanza di prove certe sulla provenienza del denaro.
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Usufrutto congiuntivo: no indennità per migliorie
La Corte di Cassazione chiarisce che in presenza di un usufrutto congiuntivo, il diritto all'indennità per i miglioramenti apportati da uno degli usufruttuari, poi deceduto, non sorge fino alla morte dell'ultimo contitolare. Poiché il bene non viene restituito al nudo proprietario ma resta in godimento all'usufruttuario superstite per accrescimento, manca il presupposto fondamentale per la richiesta di indennizzo da parte degli eredi.
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Successione figlio naturale: parità retroattiva
La Corte di Cassazione, con la sentenza 9066/2023, ha stabilito la piena applicazione retroattiva del principio di parità tra figli nati nel matrimonio e fuori. In una causa di successione figlio naturale apertasi nel 1944, la Corte ha rigettato la tesi che voleva applicare la vecchia normativa discriminatoria, affermando che le riforme del 2012-2013 hanno sanato una situazione di illegittimità pregressa, garantendo quote ereditarie uguali. Ha inoltre cassato con rinvio la decisione per ricalcolare la divisione includendo una donazione soggetta a collazione.
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Divisione ereditaria: testamento in appello è valido
In una complessa causa di divisione ereditaria, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: è ammissibile presentare un testamento olografo per la prima volta in appello. La Corte ha chiarito che la richiesta di divisione si basa sul diritto di proprietà, che è "autodeterminato". Pertanto, modificare il titolo della successione (da legittima a testamentaria) non costituisce una domanda nuova inammissibile. La sentenza ha cassato la decisione d'appello, rinviando il caso per una nuova valutazione che tenga conto del testamento tardivamente prodotto.
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Collazione per imputazione: la scelta dell’erede
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19072/2024, ha chiarito che in una divisione ereditaria, l'erede che ha ricevuto donazioni di immobili e non esercita la facoltà di scelta sulla modalità di collazione (in natura o per valore), è tenuto alla collazione per imputazione. Questo meccanismo, che funge da criterio residuale, non può essere posticipato in attesa della valutazione economica dei beni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'erede donataria, confermando che la sua inerzia determina l'applicazione automatica della collazione per imputazione, tutelando così il diritto degli altri coeredi al prelevamento di beni di pari valore.
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Sospensione processo civile: quando è illegittima?
Un fratello intenta una causa per la restituzione di un immobile concesso in comodato alla sorella. Quest'ultima si oppone, eccependo la pendenza di una causa di divisione ereditaria che, a suo dire, incide sulla proprietà del bene. Il Tribunale sospende il primo giudizio. La Corte di Cassazione annulla l'ordinanza, affermando il principio secondo cui la sospensione processo civile ex art. 295 c.p.c. è illegittima se la causa pregiudiziale pende dinanzi allo stesso ufficio giudiziario, dovendosi in tal caso procedere alla riunione dei procedimenti.
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Donazione indiretta: prova libera anche per la collazione
In una causa di divisione ereditaria, due fratelli contestavano una donazione indiretta di un immobile fatta dal padre alla sorella. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo che la prova di una donazione indiretta, ai fini della collazione, non soffre dei limiti probatori previsti per la simulazione. Pertanto, l'erede può dimostrare la liberalità con ogni mezzo, incluse le presunzioni, anche senza agire in riduzione per lesione della quota di legittima.
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Collazione ereditaria: l’obbligo di restituzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17198/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di collazione ereditaria. Quando il valore di un bene donato a un erede legittimario supera la sua quota ereditaria, egli è tenuto a restituire l'eccedenza in denaro alla massa ereditaria. Questa restituzione è un effetto legale automatico della collazione e non richiede una separata azione di riduzione. La decisione mira a garantire l'uguaglianza tra i coeredi e a rispettare la volontà del testatore, consentendo agli altri eredi di prelevare beni di pari valore prima della divisione finale.
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Donazione indiretta: prova e oneri nella successione
Una vedova sosteneva che l'appartamento assegnato al figliastro da una cooperativa costituisse una donazione indiretta da parte del marito defunto. La Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che l'onere della prova grava su chi fa valere la donazione. È stato ritenuto insufficiente dimostrare la mera sostituzione del figlio al padre nella qualità di socio senza provare che il padre avesse effettivamente sostenuto tutti i costi per l'acquisto del bene con spirito di liberalità.
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Donazione Indiretta Azienda: Cassazione chiarisce
In una disputa ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione affronta il tema della donazione indiretta di un'azienda. La Corte rigetta i ricorsi di entrambi, stabilendo un principio fondamentale: la valutazione dell'azienda donata, ai fini della determinazione della quota di legittima, deve essere effettuata al momento dell'apertura della successione (data del decesso) e non alla data dell'atto di donazione. La sentenza conferma inoltre la validità delle prove indiziarie per accertare la natura di donazione di un trasferimento patrimoniale.
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Collazione per imputazione: il prelevamento degli eredi
In una disputa ereditaria tra fratelli, la Cassazione chiarisce le regole della collazione per imputazione. Se un erede ha ricevuto donazioni, gli altri coeredi hanno diritto di prelevare beni di pari valore dalla massa ereditaria, stimati all'apertura della successione, prima di procedere alla divisione. La Corte d'Appello aveva errato, omettendo di disporre tale prelevamento e violando la parità di trattamento tra eredi. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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