Una recente sentenza della Cassazione affronta il tema della cointestazione del conto corrente tra coniugi. Un marito, unico percettore di reddito, aveva versato i suoi guadagni su conti gestiti dalla moglie. Quest'ultima aveva prelevato ingenti somme, a suo dire, per i bisogni familiari. La Corte ha stabilito che la moglie deve restituire quasi 1,2 milioni di euro. Il marito ha infatti superato la presunzione di comproprietà al 50%, dimostrando che i soldi provenivano esclusivamente dal suo lavoro. I prelievi della moglie sono stati quindi considerati un'appropriazione indebita e non un legittimo contributo alla vita familiare, portando alla sua condanna.
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