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Codice Antimafia

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47 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Diritti dei terzi: quando il bene sequestrato non c’è più
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'investitrice che chiedeva la restituzione di oro conferito a una società poi sottoposta a sequestro. Poiché l'oro era stato venduto e il bene non era più specificamente identificabile, i diritti dei terzi si trasformano da diritto di proprietà a diritto di credito, da far valere nelle apposite procedure concorsuali previste dal Codice Antimafia. L'appello per il dissequestro del bene fisico perde quindi di interesse concreto e attuale.
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Dissequestro terzo creditore: quando l’appello è inammissibile
Un terzo, creditore in buona fede di una società sottoposta a sequestro, chiedeva il dissequestro di metalli preziosi. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che la corretta procedura per il recupero del credito non è l'appello per il dissequestro, specialmente se l'asset è stato venduto, ma l'insinuazione al passivo secondo il Codice Antimafia. L'appello meramente ripetitivo di istanze già respinte è inammissibile.
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Dissequestro inammissibile: oro e diritti del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un investitore per il dissequestro di oro conferito a una società e successivamente venduto dall'amministratore giudiziario. La sentenza chiarisce che il diritto del terzo di buona fede si trasforma in un diritto di credito, da far valere non con l'appello per il dissequestro, ma tramite la procedura di ammissione al passivo prevista dal Codice Antimafia. Il ricorso è stato giudicato inammissibile per mancanza di interesse concreto e attuale.
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Dissequestro beni terzi: inammissibile se c’è credito
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'investitrice che chiedeva la restituzione di oro, oggetto di un contratto di investimento con una società poi sottoposta a sequestro. La Corte ha stabilito che, una volta che l'amministratore giudiziario ha venduto l'oro, il diritto di proprietà dell'investitrice si è trasformato in un mero diritto di credito. Pertanto, la richiesta di dissequestro beni terzi non è più la via corretta, dovendo l'interessata far valere le proprie ragioni nell'apposita procedura di verifica dei crediti prevista dal Codice Antimafia.
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Dissequestro beni: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un investitore per il dissequestro beni (oro) precedentemente affidati a una società e poi sottoposti a sequestro. La decisione si fonda sul fatto che, essendo i beni stati venduti dall'amministratore giudiziario, il diritto dell'investitore si è trasformato da diritto di proprietà a un mero diritto di credito. Tale diritto deve essere fatto valere nelle procedure concorsuali previste dal Codice Antimafia, rendendo l'istanza di dissequestro priva di interesse concreto e attuale.
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Dissequestro beni terzo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un investitore per il dissequestro beni terzo, nello specifico una quantità d'oro. L'investitore, pur riconosciuto in buona fede, vede il suo diritto di proprietà trasformato in un diritto di credito da esercitare secondo le procedure del Codice Antimafia. L'inammissibilità deriva dalla natura ripetitiva dell'appello e dalla sopravvenuta carenza di interesse, poiché i beni erano già stati venduti e il ricavato versato in un fondo statale.
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Tutela del terzo creditore: quando l’appello è inammissibile
Un individuo, terzo estraneo a un procedimento penale, ha visto il suo investimento in metalli preziosi sequestrato. Dopo la vendita dei beni da parte dell'amministratore giudiziario, ha presentato ricorso per la restituzione o il controvalore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, statuendo che il diritto del ricorrente si era trasformato in un diritto di credito. La corretta via legale non è più l'impugnazione per il dissequestro, ma la partecipazione alla procedura di verifica dei crediti prevista dal Codice Antimafia, delineando i confini della tutela del terzo creditore in contesti di sequestro preventivo.
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