Il caso riguarda il ricorso di un uomo sorpreso a trasportare venti chilogrammi di cocaina utilizzando telefoni criptati e un'auto modificata nella propria autorimessa. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna, ritenendo le circostanze attenuanti generiche equivalenti, e non prevalenti, rispetto all'aggravante dell'ingente quantità di droga, disponendo anche la confisca del denaro sproporzionato rispetto al suo reddito inesistente. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando il bilanciamento delle attenuanti e l'aggravante. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la concessione delle circostanze attenuanti generiche ha lo scopo di mitigare la pena sotto il minimo edittale; se il giudice fissa una pena superiore, il diniego della loro prevalenza è un mero calcolo insindacabile. Confermata la condanna e la confisca.
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