Un uomo ha trasportato il proprio fratello privo di documenti dalla Grecia all'Italia a bordo della propria auto, sbarcando con una nave. I giudici hanno condannato il conducente per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, disponendo anche la confisca del veicolo. La difesa ha sostenuto il motivo umanitario e la solidarietà familiare, negando la sussistenza del crimine e contestando l'aggravante dell'uso di trasporti internazionali. La Corte di Cassazione ha confermato la sussistenza del reato e la perdita dell'auto, specificando che l'intento altruistico non scusa la condotta illecita. Tuttavia, i giudici supremi hanno cancellato l'aggravante speciale dei trasporti di linea perché dichiarata incostituzionale, rinviando alla Corte d'appello per rideterminare una pena più bassa.
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