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Chiamata In Garanzia

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27 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità avvocato: quando il nesso causale manca
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i contorni della responsabilità professionale avvocato. Nel caso analizzato, un legale si era costituito tardivamente in un giudizio locatizio. La Corte ha stabilito che, per ottenere un risarcimento, non è sufficiente provare l'errore del professionista, ma è necessario dimostrare il nesso causale: il cliente deve provare che una difesa tempestiva e corretta avrebbe avuto una ragionevole probabilità di successo. In assenza di tale prova, la domanda di risarcimento viene respinta. La sentenza affronta anche la ripartizione delle spese legali quando viene chiamata in causa un'assicurazione.
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Responsabilità Geometra: l’errore non esclude il compenso
Un geometra ammette un errore di progettazione ma richiede comunque il pagamento del suo compenso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21027/2024, chiarisce un principio fondamentale sulla responsabilità professionale geometra: assumersi la responsabilità per i danni derivanti da un errore non implica una rinuncia automatica al proprio onorario. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva negato il compenso, distinguendo nettamente l'obbligo risarcitorio dal diritto alla retribuzione per l'opera svolta.
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Impugnazione incidentale tardiva: la Cassazione decide
Una paziente cita in giudizio una clinica per un intervento chirurgico non riuscito. La clinica chiama in causa il chirurgo. La domanda della paziente viene respinta, ma le spese tra lei e il chirurgo vengono compensate. Il chirurgo propone un'impugnazione incidentale tardiva per ottenere il pagamento delle spese. La Corte d'Appello la dichiara inammissibile. La Cassazione, pur correggendo la motivazione e affermando l'ammissibilità generale dell'impugnazione incidentale tardiva, rigetta il ricorso del chirurgo nel merito.
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Chiamata in garanzia: la notifica in appello è d’obbligo
Una residente cita in giudizio un condominio per i danni subiti a causa di una caduta. Il condominio effettua una chiamata in garanzia nei confronti dell'impresa costruttrice. Dopo il rigetto in primo grado, la danneggiata appella la sentenza notificando l'atto solo al condominio. La Cassazione chiarisce che la chiamata in garanzia determina l'inscindibilità della causa, rendendo obbligatoria la notifica dell'appello anche al terzo garante, pena la nullità del procedimento. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio.
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Vendita a catena: la rivalsa del rivenditore
In un caso di vendita a catena, un'officina acquista un macchinario difettoso da un rivenditore, che a sua volta lo aveva comprato dal produttore. La Cassazione ha confermato il diritto del rivenditore di agire in rivalsa contro il produttore per i vizi del bene. La Corte ha stabilito che la responsabilità del produttore deriva dal contratto di vendita con il rivenditore e non dalle norme sulla responsabilità del produttore. Inoltre, il produttore, perdendo l'appello, è stato condannato a pagare le spese legali di tutte le parti, inclusa l'officina, in base al principio di causalità.
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Responsabilità professionale avvocato: il dovere del cliente
Una lavoratrice cita in giudizio il proprio avvocato per non aver avviato una causa per mobbing, causandone la prescrizione. La Corte d'Appello rigetta la domanda, confermando la sentenza di primo grado. La decisione si fonda sulla mancata collaborazione della cliente, che non ha fornito al legale i nominativi dei testimoni, elemento essenziale per l'azione legale. Viene quindi esclusa la responsabilità professionale avvocato, poiché l'insuccesso della causa è imputabile alla condotta omissiva della stessa assistita.
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Massimale contributivo: quando non si applica?
Una società si opponeva a un avviso di addebito per contributi non versati, sostenendo di aver correttamente applicato il massimale contributivo. Il Tribunale di Napoli ha respinto l'opposizione, chiarendo che il massimale contributivo non si applica ai lavoratori con anzianità assicurativa anteriore al 1996 che non abbiano esercitato l'opzione per il sistema contributivo. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di chiamare in causa il consulente, affermando che il datore di lavoro è l'unico debitore verso l'ente previdenziale.
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