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Cessazione Materia Del Contendere

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324 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Paga per ordine del giudice: non è cessazione materia del contendere
Un'azienda cliente contesta delle bollette energetiche ma paga secondo un piano imposto dal giudice per evitare il distacco della fornitura. La Corte d'Appello interpreta erroneamente questo pagamento come un'ammissione di debito, dichiarando la cessazione materia del contendere e bloccando il diritto dell'azienda di proseguire la causa. La Corte di Cassazione ribalta la decisione: pagare su ordine del giudice non significa rinunciare a contestare il debito. Viene così riaffermato il diritto dell'azienda di continuare la sua battaglia legale per accertare le somme non dovute e ottenerne la restituzione. La causa torna in Appello per essere riesaminata nel merito.
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Cessazione materia del contendere e limiti di età
La Corte di Cassazione ha stabilito che si verifica la cessazione materia del contendere in un procedimento disciplinare se il notaio, dopo aver impugnato la sanzione, rinuncia all'incarico avendo già superato i 65 anni. Poiché la legge impedisce il reintegro professionale dopo tale età, il procedimento disciplinare perde la sua utilità pratica.
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Pace Fiscale: chiude la causa per cessazione materia del contendere
Una designer di moda riceve un avviso di accertamento per maggiori imposte (IRPEF, IRAP, IVA) a causa di costi ritenuti indeducibili. Durante il processo davanti alla Corte di Cassazione, la contribuente aderisce alla definizione agevolata, pagando le somme richieste secondo il piano rateale. Questa mossa si rivela decisiva. La Corte, prendendo atto del pagamento e dell'adesione alla 'pace fiscale', dichiara l'estinzione del giudizio per intervenuta cessazione materia del contendere. In pratica, avendo risolto il debito alla radice, non c'era più motivo di litigare. La contribuente chiude così definitivamente la pendenza con il Fisco.
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Pace Fiscale in causa: la Cassazione e la cessazione materia del contendere
Una società contribuente impugna una cartella di pagamento emessa dall'Agente della Riscossione. Durante il giudizio in Cassazione, la società aderisce alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando il debito residuo. L'Amministrazione Finanziaria ne prende atto. La Corte Suprema, constatando che il motivo del contendere è venuto meno a seguito del pagamento, dichiara l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, il giudizio si chiude senza una decisione sul merito della questione originaria e ogni parte sostiene le proprie spese legali.
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Pagamento in corso di causa: la cessazione materia del contendere
Un contribuente aveva diritto a un rimborso fiscale legato ai benefici per il sisma della Sicilia del 1990. L'Amministrazione Finanziaria si opponeva, sostenendo che i fondi dedicati fossero esauriti. Durante il giudizio in Cassazione, l'Amministrazione ha però effettuato il pagamento integrale. La Corte ha quindi dichiarato la cessazione materia del contendere, poiché il contribuente, avendo ricevuto la somma, non aveva più interesse a proseguire la causa. Il ricorso dell'Amministrazione è stato dichiarato inammissibile e il processo si è concluso.
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Rottamazione-ter: no alla cessazione del contendere senza pagamenti
Un'azienda aderisce alla 'rottamazione-ter' per i suoi debiti fiscali ma non paga tutte le rate. La Commissione Tributaria dichiara erroneamente la cessazione materia del contendere, ritenendo sufficiente la sola adesione. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: per la cessazione materia del contendere non basta aderire alla definizione agevolata, ma è indispensabile fornire la prova del pagamento integrale di tutte le somme dovute. In assenza di tale prova, la rottamazione è inefficace e il processo deve continuare.
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Fisco vs Azienda: lite finita con la cessazione materia del contendere
Un'azienda riceve un avviso di accertamento IVA. Il Fisco contesta un'operazione di 'sale and lease back', considerandola un finanziamento mascherato per evadere l'imposta. L'azienda impugna l'atto. Durante il processo in Cassazione, però, aderisce a una definizione agevolata ('pace fiscale'), paga il dovuto e rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, prendendo atto dell'accordo, non entra nel merito della questione. Dichiara semplicemente la cessazione della materia del contendere, estinguendo il giudizio. In questo modo, il processo si chiude definitivamente senza un vincitore o un vinto sulla questione originaria.
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Pace Fiscale e Cassazione: la cessazione materia del contendere
Un'associazione sportiva ha impugnato un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata delle controversie, pagando le somme dovute. L'Agenzia delle Entrate ha quindi chiesto di chiudere il caso. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, dichiarando la cessazione della materia del contendere. Questa decisione ha estinto il processo, stabilendo che, come previsto dalla legge sulla definizione agevolata, le spese legali restano a carico di ciascuna parte che le ha anticipate. Di fatto, il processo si è concluso senza un vincitore o un vinto, ma con la chiusura della lite grazie all'accordo col Fisco.
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Rottamazione e Cessazione Materia del Contendere: Causa Fiscale Annullata
Una società impugna una cartella di pagamento per IRAP non versata. Durante il processo in Cassazione, la società aderisce alla 'rottamazione-ter', una definizione agevolata dei debiti fiscali. L'Agente della Riscossione conferma che, a seguito dell'adesione, nulla è più dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto che il debito originario è stato estinto, dichiara la cessazione della materia del contendere. Questa decisione chiude definitivamente il processo, poiché non esiste più un oggetto su cui litigare. La causa si estingue e il contribuente non deve più nulla.
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Cessazione materia del contendere: guida legale.
Una società di infrastrutture ferroviarie ha contestato la propria responsabilità per i danni causati dalla costruzione di un cavalcaferrovia. Nonostante un accordo transattivo, il caso affronta la distinzione tra estinzione del processo e cessazione materia del contendere, confermando la legittimazione passiva del costruttore.
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Cessazione materia del contendere: accordo tra le parti
Una dipendente pubblica chiedeva un compenso extra per attività di stima immobiliare. Dopo due sentenze sfavorevoli, il caso giunge in Cassazione. Tuttavia, le parti raggiungono un accordo e la Corte dichiara la cessazione materia del contendere, chiudendo definitivamente la lite.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia tra un ente previdenziale e un suo dipendente. Il caso riguardava la richiesta di una retribuzione aggiuntiva per attività di stima immobiliare svolte fuori orario di lavoro. Le corti di merito avevano dato ragione al lavoratore, ma prima della decisione finale della Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo di conciliazione, estinguendo così il giudizio.
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Cessazione materia del contendere: la guida completa
Un dipendente pubblico ha citato in giudizio un ente previdenziale per ottenere una retribuzione aggiuntiva per mansioni ritenute extra. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo durante il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al processo senza una decisione nel merito, proprio a causa dell'accordo raggiunto tra le parti.
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Cessazione materia del contendere: la Rottamazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in un caso riguardante contributi previdenziali non versati. La società ricorrente, durante il giudizio, ha aderito alla "rottamazione ter", pagando integralmente il debito e rinunciando al ricorso. La Corte ha stabilito che l'adesione a una definizione agevolata e il conseguente pagamento estinguono il giudizio, poiché viene a mancare l'oggetto stesso della disputa.
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Cessazione materia del contendere: l’accordo in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza il caso di un licenziamento in cui le parti hanno raggiunto un accordo transattivo durante il processo. La Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, compensando le spese e chiarendo che, in questi casi, non è dovuto il versamento dell'ulteriore contributo unificato, poiché la sentenza impugnata perde efficacia.
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Cessazione materia del contendere: il caso esaminato
In un caso di licenziamento illegittimo giunto fino in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione materia del contendere, compensando le spese legali e stabilendo che l'appellante non è tenuto al versamento dell'ulteriore contributo unificato, data la sopravvenuta inefficacia della sentenza impugnata.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Un contenzioso tributario relativo a avvisi di accertamento IRPEF è giunto in Cassazione. Il caso si è concluso prima di una decisione nel merito, poiché il contribuente ha aderito con successo a una definizione agevolata della controversia. Di conseguenza, non essendo stata presentata istanza di prosecuzione del giudizio entro i termini di legge, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione materia del contendere, lasciando le spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Cessazione materia del contendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della richiesta di cessazione della materia del contendere avanzata dall'Agenzia Fiscale. La decisione è scaturita dall'adesione della società contribuente a una definizione agevolata della controversia. Di conseguenza, il processo è stato dichiarato estinto e le spese legali sono state compensate tra le parti, escludendo l'applicazione del cosiddetto 'doppio contributo unificato' a carico della parte ricorrente.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Una società energetica e l'Agenzia delle Dogane erano in lite per il pagamento di accise. Durante il ricorso in Cassazione, è intervenuta una transazione fiscale omologata dal tribunale che ha risolto il debito. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, confermando che un accordo tra le parti prevale sul giudizio pendente.
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Cessazione materia del contendere: cosa succede?
Un contribuente impugna avvisi di accertamento per IRAP e IVA. Durante il processo in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate annulla parzialmente gli avvisi. Il contribuente rinuncia al ricorso. La Corte dichiara la cessazione materia del contendere per sopravvenuta carenza di interesse, specificando che in questi casi non è dovuto il 'doppio contributo unificato'.
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