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Cessata Materia Del Contendere

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418 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cartelle di pagamento: prova notifica e stralcio debiti
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso relativo a diverse cartelle di pagamento per un valore di oltre 230.000 euro. La contribuente contestava la validità delle notifiche e la mancata applicazione dello sgravio automatico per i debiti minori. La Corte ha confermato che la prova della notifica può essere fornita anche tramite copie e presunzioni, ma ha accolto il ricorso limitatamente ai debiti oggetto di stralcio obbligatorio per legge, dichiarando per essi la cessazione della materia del contendere.
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Costi infragruppo: guida alla deducibilità fiscale
La Corte di Cassazione ha affrontato la complessa questione della deducibilità dei costi infragruppo sostenuti da una società italiana verso la propria capogruppo estera. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato l'inerenza di tali costi, relativi a servizi centralizzati di supporto e ricerca, ritenendoli privi di un vantaggio diretto e specifico per la filiale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, stabilendo che per dedurre i costi infragruppo non è sufficiente esibire il contratto o le fatture, ma occorre provare l'utilità effettiva e determinabile del servizio ricevuto. Inoltre, è stata confermata l'inderogabilità del principio di competenza temporale, negando alla società la possibilità di dedurre in un anno costi spettanti all'esercizio precedente.
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Abuso contratti a termine: risarcimento e novità
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'abuso contratti a termine nel settore pubblico, analizzando se la stabilizzazione del lavoratore escluda il risarcimento del danno. Con l'ordinanza interlocutoria, la Corte rimette la questione alla pubblica udienza per valutare l'impatto delle recenti riforme del 2024 sui giudizi pendenti.
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Accordo conciliativo tributario: fine della lite
Un ente non profit ha impugnato un accertamento IVA relativo a detrazioni non spettanti. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, durante il ricorso in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo tributario. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, ponendo fine alla disputa legale.
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Responsabilità soci società estinta: cosa dice la legge
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità soci società estinta per i debiti tributari. Se la cancellazione della società è avvenuta prima del 2014, non si applica la proroga di cinque anni per l'accertamento fiscale. La responsabilità dei soci è condizionata a quanto effettivamente percepito in sede di liquidazione, gravando sul fisco l'onere della prova.
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Rottamazione quater: estinzione giudizio Cassazione
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a una plusvalenza immobiliare non dichiarata. Durante il giudizio di legittimità, la parte ha aderito alla rottamazione quater pagando le prime rate. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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Obblighi informativi banca: guida al risarcimento
La Corte d'Appello ha condannato un istituto di credito al risarcimento dei danni per la violazione degli obblighi informativi banca. Il caso ha riguardato l'acquisto di azioni illiquide non quotate, dove l'intermediario ha omesso di fornire spiegazioni specifiche sui rischi, nonostante la firma di moduli di inadeguatezza prestampati.
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Tutela cautelare atipica: limiti e poteri gestori
Il Tribunale ha respinto un reclamo relativo a una richiesta di tutela cautelare atipica avanzata da un ex presidente di consiglio d'amministrazione. La decisione chiarisce che il desiderio di mantenere poteri gestori non costituisce un diritto soggettivo tutelabile d'urgenza.
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Poteri del Condominio di Gestione: la Cassazione
Un proprietario impugna una delibera per lavori straordinari, sostenendo la mancanza di poteri del 'condominio di gestione' in ambito di edilizia cooperativa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il condominio di gestione è pienamente legittimato a deliberare sia sull'amministrazione ordinaria che su quella straordinaria, senza distinzioni, fino al riscatto totale del mutuo dell'edificio.
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Definizione agevolata: estinzione del processo in Cassazione
Una società impugnava un avviso di accertamento ICI per aree fabbricabili. Dopo un esito sfavorevole in appello, ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio, la società aderiva alla definizione agevolata delle controversie tributarie. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo tra le parti, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio fiscale relativo a un credito IRES. La controversia, giunta in Cassazione dopo due gradi di giudizio favorevoli al contribuente, è terminata senza una decisione nel merito perché la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022, pagando l'importo dovuto. Tale adesione, secondo la legge, comporta la cessazione della materia del contendere e l'estinzione del processo.
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Revocazione sentenza: appello in Cassazione inammissibile
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione promosso dall'Amministrazione Finanziaria. La decisione si fonda sul fatto che, durante la pendenza del giudizio di legittimità, la sentenza d'appello impugnata era stata revocata dallo stesso giudice che l'aveva emessa. Questa revocazione della sentenza ha causato la cessazione della materia del contendere e la conseguente carenza di interesse a proseguire l'impugnazione, rendendo l'appello privo di oggetto.
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Soccombenza virtuale: quando l’ente paga in ritardo
Un cittadino ha citato in giudizio un ente previdenziale per ottenere il pagamento di un'indennità di accompagnamento. L'ente ha saldato il dovuto solo dopo l'avvio della causa. Il Tribunale aveva compensato le spese, ma la Corte d'Appello ha riformato la decisione applicando il principio di soccombenza virtuale. Poiché il ritardo dell'ente era ingiustificato e ha costretto il cittadino ad agire legalmente, l'ente è stato condannato al pagamento di tutte le spese legali di entrambi i gradi di giudizio.
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Definizione agevolata socio: effetti sul contenzioso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2492/2026, ha dichiarato l'estinzione del giudizio di un socio di una società di persone. Sebbene la definizione agevolata della società non si estenda automaticamente ai soci, in questo caso la procedura ha riguardato l'atto impositivo originario, che costituiva il presupposto della pretesa fiscale sia verso la società che verso i singoli soci. Venendo meno l'atto principale, è cessata la materia del contendere anche per il socio.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Una contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento. Durante il processo, ha aderito a una definizione agevolata dei debiti ("saldo e stralcio"). La Corte di Cassazione ha stabilito che tale adesione, manifestando la volontà di non proseguire il contenzioso, causa una sopravvenuta carenza di interesse. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, senza però estinguere il processo, poiché non era stata fornita la prova del pagamento integrale del debito agevolato.
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Cessata materia del contendere: accordo e fine del caso
A seguito di un licenziamento, annullato in appello, le parti hanno proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, hanno raggiunto un accordo transattivo. La Suprema Corte, preso atto dell'accordo, ha dichiarato la cessata materia del contendere, annullando di fatto gli effetti della sentenza impugnata e compensando le spese legali.
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Cessata materia del contendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario per cessata materia del contendere. La controversia, relativa alla misura dell'aggio di riscossione, è venuta meno a seguito di una transazione intervenuta tra il contribuente e l'Agenzia delle Entrate, che ha comportato l'annullamento integrale del debito. Di conseguenza, non sussistendo più l'oggetto della disputa, il processo è stato terminato con compensazione delle spese legali.
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Definizione agevolata: costi black list e liti fiscali
Una società ha ottenuto l'estinzione di un contenzioso fiscale relativo a una sanzione di 50.000 euro per l'omessa indicazione di costi 'black list'. La Corte di Cassazione ha confermato che l'adesione alla definizione agevolata per irregolarità formali, con il pagamento di soli 200 euro, è sufficiente per determinare la cessazione della materia del contendere, chiudendo definitivamente il giudizio.
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Cessata materia del contendere: accordo e spese
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze di un accordo transattivo tra le parti in pendenza di giudizio. La Corte ha dichiarato la cessata materia del contendere, determinando la perdita di efficacia della sentenza impugnata e la compensazione integrale delle spese legali, escludendo il raddoppio del contributo unificato. La decisione si basa sul principio che l'accordo estingue l'interesse delle parti a una pronuncia nel merito.
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Cessata materia contendere per debiti sotto i 1000€
Un contribuente impugna un'intimazione di pagamento, lamentando la mancata notifica della cartella esattoriale prodromica. Il contenzioso giunge fino alla Corte di Cassazione, la quale dichiara la cessata materia del contendere. La decisione si fonda sulla normativa sopravvenuta (D.L. 119/2018) che ha disposto l'annullamento automatico dei debiti fiscali di importo residuo fino a 1000 euro affidati agli agenti della riscossione tra il 2000 e il 2010, come quello oggetto della causa.
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