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Cessata Materia Del Contendere — Anno 2025

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68 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cessata Materia Del Contendere

Provvedimenti

Preavviso di iscrizione ipotecaria: i termini per agire
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo all'impugnazione di un preavviso di iscrizione ipotecaria. La Corte ha confermato che il ricorso del contribuente era inammissibile perché presentato oltre i termini di legge. Ha inoltre dichiarato la cessazione della materia del contendere per le cartelle di importo inferiore a 1.000 euro, in virtù dell'annullamento automatico previsto dalla legge. La decisione sottolinea l'importanza di agire tempestivamente contro gli atti della riscossione.
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Sospensione processo tributario: rottamazione quater
Un contribuente, dopo aver aderito alla definizione agevolata dei carichi fiscali (cd. rottamazione quater), ha richiesto l'estinzione del processo pendente in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato la richiesta di estinzione, disponendo invece la sospensione del processo tributario fino al 2027. La decisione chiarisce che l'estinzione del giudizio è subordinata al completo e effettivo pagamento di tutte le somme dovute, e non alla semplice adesione alla procedura.
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Cessata materia del contendere: la guida completa
Un noto istituto di credito aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello che lo condannava al pagamento di differenze retributive in un caso di interposizione di manodopera. Prima della decisione della Corte di Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la cessata materia del contendere, chiudendo il processo poiché la controversia era stata risolta privatamente. La decisione ha stabilito che l'accordo sostituisce la sentenza impugnata e che, avendo le parti regolato anche le spese, non vi erano ulteriori questioni da decidere.
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Definizione agevolata: estingue il processo in Cassazione
Un contribuente, oggetto di accertamenti fiscali per capitali detenuti all'estero, aveva ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio grazie allo 'scudo fiscale'. Durante il ricorso per Cassazione promosso dall'Agenzia delle Entrate, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, ponendo fine alla disputa senza una decisione nel merito.
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Definizione agevolata: stop al contenzioso fiscale
L'Agenzia delle Entrate aveva sanzionato un'azienda per la mancata indicazione separata, nella dichiarazione dei redditi del 2007, di costi derivanti da operazioni con un fornitore in un paese "black list". La società contribuente, durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata per le violazioni formali prevista dal D.L. 119/2018, versando l'importo richiesto. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuto pagamento e della natura formale della violazione, ha dichiarato il giudizio estinto per cessata materia del contendere.
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Opposizione atti esecutivi tardiva: costi a chi perde
Una società proponeva opposizione contro un pignoramento mobiliare. Sebbene il pignoramento non fosse stato proseguito dal creditore, il tribunale condannava la società al pagamento delle spese legali, ritenendo l'opposizione presentata fuori termine. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che una opposizione atti esecutivi tardiva giustifica la condanna alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale, e che il termine per opporsi decorre dalla notifica del pignoramento al legale rappresentante.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
Un contribuente ha contestato diverse cartelle esattoriali di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa sull'impugnazione estratto di ruolo, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo è che il contribuente non ha fornito la prova di subire un pregiudizio specifico, come ora richiesto dalla legge. La controversia è stata dichiarata cessata solo per una cartella che rientrava nella sanatoria dei debiti inferiori a 1.000 euro.
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Cessata materia del contendere: il caso in Cassazione
Un contribuente impugnava diverse intimazioni di pagamento. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorreva in Cassazione. Durante il procedimento, aderiva a due diverse forme di definizione agevolata per sanare i debiti oggetto della causa. Di conseguenza, sia il contribuente che l'Agenzia delle Entrate chiedevano alla Corte di chiudere il caso. La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessata materia del contendere per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una società contesta una cartella IVA, e dopo vari gradi di giudizio, la Cassazione dichiara estinto il procedimento a seguito di una richiesta di definizione agevolata. L'Agenzia delle Entrate chiede la revocazione di tale ordinanza, ma in seguito annulla il proprio diniego alla definizione e chiede essa stessa la cessazione della materia del contendere. La Corte accoglie la richiesta, confermando l'estinzione del giudizio di revocazione e compensando le spese.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione chiarisce i motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati di droga. La decisione si fonda su due motivi principali: in primis, la sopravvenuta sentenza definitiva di patteggiamento ha reso la questione cautelare superata (cessata materia del contendere). In secondo luogo, la Corte ha ritenuto il ricorso comunque manifestamente infondato, data la comprovata pericolosità sociale del soggetto, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali.
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Cessata materia del contendere: il caso risolto
Una lavoratrice ha citato in giudizio la sua azienda per demansionamento. La Corte d'Appello ha riconosciuto il demansionamento ma ha negato il risarcimento dei danni. Durante il ricorso in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, estinguendo la lite. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la cessata materia del contendere, compensando le spese legali tra le parti.
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Cessata materia del contendere: il caso si estingue
La Corte di Cassazione dichiara la cessata materia del contendere in un ricorso per revocazione presentato da un gruppo di medici. La decisione è motivata dal fatto che la sentenza d'appello, oggetto del ricorso, era già stata annullata con rinvio dalla stessa Corte in un altro procedimento, rendendo inutile una pronuncia sulla revocazione.
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Estinzione giudizio tributario: il caso in Cassazione
Un Ente Locale e una sua società partecipata hanno chiesto l'estinzione del giudizio tributario in Cassazione. La Corte ha accolto la richiesta per cessata materia del contendere, poiché l'atto impositivo era stato annullato, compensando le spese e chiarendo che non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Inammissibilità ricorso per definizione agevolata
Un contribuente ha chiesto l'estinzione del giudizio tributario in Cassazione, sostenendo di aver aderito a una definizione agevolata. La Suprema Corte ha chiarito che la sola adesione non è sufficiente a estinguere il processo, ma dimostra una carenza di interesse a proseguire. Di conseguenza, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione giudizio per cessata materia del contendere
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario per cessata materia del contendere. La decisione è scaturita dall'annullamento dell'avviso di liquidazione da parte dell'ente impositore, che ha eliminato l'oggetto della controversia. Le spese legali, secondo l'accordo tra le parti, restano a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società energetica impugnava un avviso di accertamento in materia di transfer pricing. Dopo la soccombenza nei primi due gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione. Successivamente, le parti raggiungevano un accordo e la società rinunciava al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: quando cessa la lite?
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario tra un Ente Locale e una società a partecipazione pubblica. La causa, relativa a una tassa sull'occupazione di suolo pubblico, si è conclusa dopo che lo stesso Ente ha annullato l'atto impositivo oggetto della controversia, determinando così la cessata materia del contendere. La Corte ha compensato le spese e ha escluso l'applicazione del doppio contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in una controversia fiscale. La decisione segue l'annullamento dell'atto impositivo da parte dell'ente comunale, che ha portato alla cessazione della materia del contendere tra le parti. La Corte ha inoltre compensato le spese e escluso il pagamento del doppio contributo unificato, chiarendo i limiti applicativi della sanzione.
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Rottamazione e lite estinta: il caso deciso in Cassazione
Una società impugnava una cartella di pagamento, attribuendo l'errore al proprio consulente. Durante il ricorso per Cassazione promosso dall'Agenzia delle Entrate, la società ha aderito alla rottamazione dei ruoli, pagando le somme dovute. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, dato che l'adesione alla sanatoria ha risolto la controversia.
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Definizione agevolata: estinzione giudizio e oneri
In un contenzioso fiscale, un contribuente ha richiesto una definizione agevolata. Il giudice d'appello ha dichiarato estinto il processo, presumendo l'esito positivo della procedura per il solo silenzio delle parti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice ha il dovere di verificare attivamente che il contribuente abbia adempiuto a tutti gli oneri previsti dalla legge (deposito dell'istanza e prova del pagamento) prima di poter dichiarare l'estinzione del giudizio. La mera presunzione non è sufficiente.
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