Un avvocato ha proposto opposizione contro il decreto che liquidava in soli 754,00 euro, a fronte di una richiesta di 1.540,00 euro, il suo compenso come difensore d'ufficio in un processo penale. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione senza distinguere le somme per le diverse fasi del giudizio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la liquidazione dei compensi professionali non può avvenire in modo globale e cumulativo. Il giudice deve specificare dettagliatamente le singole voci di spesa e le competenze per ciascuna fase del processo, per consentire il controllo del rispetto delle tariffe forensi. La decisione impugnata è stata cassata con rinvio.
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