La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 46204/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino, chiarendo i presupposti per la causa di giustificazione in caso di reazione a pubblico ufficiale. La Corte ha ribadito che non basta una mera illegittimità dell'atto, ma è necessaria una condotta arbitraria e persecutoria dell'agente. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una rivalutazione dei fatti, di competenza esclusiva dei giudici di merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
Continua »