La Corte di Cassazione ha annullato l'assoluzione di un individuo (Il Relatore) accusato di diffamazione aggravata e continuata contro un'associazione (L'Associazione) e i suoi rappresentanti. Il Relatore aveva diffuso dichiarazioni, anche online, che attribuivano a L'Associazione la promozione di 'inculturazione del gender' e 'istigazione all'omosessualità' tramite materiali 'pornografici' a minori, distorcendo i reali scopi dell'ente. La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto le affermazioni legittima critica politica. La Cassazione ha stabilito che la libertà di espressione non giustifica accuse false o attacchi personali basati su fatti manipolati, specialmente se costituiscono hate speech. Il caso torna in appello per un nuovo esame, mentre i ricorsi di altri due soggetti (I Presidenti dell'Associazione) sono stati dichiarati inammissibili per difetto di legittimazione.
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