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Causa Del Contratto

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50 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Contratto di apprendistato nullo senza formazione
La Corte di Cassazione ha confermato la conversione di un contratto di apprendistato in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La decisione si fonda sulla totale assenza di formazione erogata alla lavoratrice, elemento che la Corte ha ritenuto essenziale e qualificante per la causa stessa del contratto. Secondo i giudici, la mancanza dell'obbligo formativo snatura l'apprendistato, trasformandolo di fatto in un ordinario rapporto di lavoro fin dal suo inizio. La sentenza sottolinea che le sanzioni amministrative previste dalla legge non escludono questa fondamentale tutela per il lavoratore.
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Cessione gestione impianto sportivo: il contratto vale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7205/2025, ha rigettato il ricorso di due acquirenti che contestavano un contratto di cessione gestione impianto sportivo. Gli acquirenti sostenevano di essere stati ingannati, credendo di acquistare un'azienda redditizia anziché la mera gestione di un'associazione no-profit. La Corte ha stabilito che il contratto era chiaro nel suo oggetto e che l'errata valutazione della redditività non costituisce un motivo valido per l'annullamento o la risoluzione, riaffermando il principio di autoresponsabilità delle parti nella valutazione della convenienza economica di un affare.
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Mutuo di scopo: quando un prestito è nullo?
Un imprenditore ottiene un mutuo ipotecario e utilizza immediatamente la somma per estinguere un debito preesistente della sua società verso la stessa banca. Successivamente, contesta la validità del contratto, sostenendo che si trattasse di un fittizio mutuo di scopo, nullo per mancanza di causa, poiché non ha mai avuto la reale disponibilità del denaro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato stabilito che il contratto era un mutuo ordinario e non un mutuo di scopo, in quanto la destinazione delle somme è stata una libera scelta del mutuatario, come dimostrato da una sua disposizione scritta, e non una condizione essenziale del contratto.
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Nullità swap: la Cassazione conferma l’invalidità
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per un contratto di interest rate swap. La Corte di Cassazione ha confermato le sentenze dei gradi inferiori, dichiarando il contratto nullo a causa della mancata indicazione del valore 'Mark to Market', degli scenari probabilistici e dei costi impliciti. Questa omissione informativa, secondo la Corte, costituisce un vizio strutturale che porta alla nullità swap del contratto, rendendolo invalido fin dall'origine.
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Contratto swap: valido anche dopo estinzione mutuo?
Una società estingue un mutuo anticipatamente ma le viene richiesto il pagamento di un valore negativo per chiudere il contratto swap associato. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, confermando la validità dello swap. Per la Corte, il contratto, per scelta del cliente, ha trasformato la sua finalità da copertura a speculativa dopo la cessazione del mutuo.
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Mutuo di scopo: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una società creditrice, chiarendo la distinzione tra mutuo fondiario e mutuo di scopo. In un caso di fallimento, il Tribunale aveva rigettato l'ammissione al passivo di un credito derivante da un mutuo, qualificandolo erroneamente come 'mutuo di scopo' e ritenendo non provata la realizzazione della finalità. La Cassazione ha stabilito che la mera enunciazione dei motivi del finanziamento (es. acquisto di un immobile) non è sufficiente per qualificare un contratto come mutuo di scopo. È necessario che la realizzazione di tale scopo diventi parte integrante della causa del contratto, con un obbligo giuridico a carico del mutuatario, cosa che non si verifica nel normale mutuo fondiario. La causa è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
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Patto commissorio: vendita con riscatto nulla
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto di compravendita immobiliare con patto di riscatto. La Corte ha stabilito che l'operazione non costituiva una reale vendita, ma un modo per aggirare il divieto di patto commissorio, in quanto la sua unica funzione era quella di garantire un debito preesistente. La sproporzione tra il prezzo di vendita e il valore del bene, insieme ad altri indizi, ha rivelato la natura illecita dell'accordo, che mirava a far acquisire la proprietà al creditore in caso di inadempimento del debitore.
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Contratto IRS: quando è nullo secondo la Cassazione
Una società manifatturiera ha citato in giudizio un istituto di credito per la nullità di un contratto IRS. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: un contratto IRS è nullo se l'investitore non viene messo in condizione di conoscere preventivamente gli elementi essenziali per valutare il rischio (alea), come i criteri di calcolo del Mark to Market, gli scenari probabilistici e i costi impliciti. La mancata trasparenza su questi punti determina sia una nullità strutturale del contratto per indeterminatezza dell'oggetto, sia una violazione degli obblighi informativi della banca. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Mutuo solutorio: la Cassazione rinvia alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un caso riguardante la validità di un mutuo solutorio, ovvero un finanziamento concesso per estinguere debiti pregressi. Riconoscendo la particolare importanza della questione, già rimessa a un organo superiore, la Corte ha rinviato il giudizio in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite, che fornirà un indirizzo definitivo sulla materia.
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Plusvalenza lease back: come si tassa? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito il corretto trattamento fiscale della plusvalenza lease back. L'Agenzia delle Entrate sosteneva la tassazione immediata e integrale nell'anno della cessione del bene. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la plusvalenza derivante da un'operazione di sale and lease-back deve essere ripartita e tassata lungo tutta la durata del contratto di leasing. Questa decisione si fonda sul principio della prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica, riconoscendo la natura finanziaria dell'operazione piuttosto che quella di una mera vendita.
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