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Carenza Di Potere

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30 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Liquidazione compenso CTU: quando il decreto è nullo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un decreto di liquidazione compenso CTU emesso dal giudice dopo la pubblicazione della sentenza che definisce il giudizio è nullo. Il provvedimento è stato considerato abnorme e pronunciato in carenza di potere, poiché con la sentenza il giudice esaurisce la sua funzione decisoria sul caso. Il CTU, per ottenere il suo compenso, dovrà agire con un decreto ingiuntivo.
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Diritto del detenuto: farina e lievito non sono un diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la scelta di specifici alimenti da parte di un carcerato, come farina e lievito, non rientra nel nucleo essenziale del diritto del detenuto a un'alimentazione sana. Tale scelta rappresenta una mera modalità di esercizio del diritto, la cui regolamentazione spetta alla discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria per ragioni di sicurezza. Di conseguenza, il magistrato di sorveglianza non ha giurisdizione per annullare un divieto di acquisto di tali prodotti, a meno che questo non comprometta il diritto fondamentale in sé. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza che consentiva l'acquisto, affermando la carenza di potere del giudice di sorveglianza sulla materia.
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Opposizione decreto liquidazione: i termini perentori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 313/2024, ha stabilito che l'opposizione al decreto di liquidazione del compenso di un CTU deve essere proposta contro il primo provvedimento emesso, entro il termine perentorio di 30 giorni. Eventuali atti successivi del giudice, che si limitino a confermare o correggere la motivazione del primo, sono emessi in carenza di potere e non fanno decorrere un nuovo termine. L'opposizione proposta contro il secondo atto è, pertanto, inammissibile per tardività.
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Obbligazione contrattuale Regione: Cassazione nega paga
Una società privata ha citato in giudizio una Regione per il pagamento di servizi socio-sanitari. Sebbene vittoriosa in primo grado, la Corte d'Appello e ora la Corte di Cassazione hanno respinto la sua richiesta. Il punto cruciale era una presunta obbligazione contrattuale Regione derivante da un accordo. La Cassazione ha confermato che l'accordo era stato correttamente interpretato dal giudice di merito come non idoneo a creare un'obbligazione di pagamento diretta, dichiarando inammissibile il ricorso della società.
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Obbligo di pagamento Regione: quando è valido?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una struttura sanitaria privata che chiedeva a un Ente Regionale il pagamento per prestazioni sociosanitarie. La Corte ha confermato la decisione d'appello, la quale aveva escluso un obbligo di pagamento della Regione, sia sulla base della legge che di un accordo specifico. Quest'ultimo è stato ritenuto inidoneo a creare un'obbligazione diretta, in quanto firmato da un dirigente senza potere e, in ogni caso, interpretato come un mero impegno a stanziare fondi e non come un'assunzione diretta del debito.
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Liquidazione compenso CTU: nullo il decreto post-sentenza
La Corte di Cassazione ha stabilito la nullità di un decreto di liquidazione compenso CTU emesso dal Tribunale dopo la pubblicazione della sentenza che definiva il giudizio. Secondo la Corte, una volta concluso il processo, il giudice esaurisce il proprio potere decisionale e non può più provvedere alla liquidazione delle spese per il consulente. Tale atto è stato definito 'abnorme' e cassato senza rinvio, chiarendo che il consulente può comunque recuperare il proprio compenso tramite un decreto ingiuntivo.
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Imputazione coatta: quando l’ordine del GIP è nullo
A seguito della richiesta di archiviazione di un procedimento contro ignoti, il Giudice per le indagini preliminari (GIP) ordinava al Pubblico Ministero di iscrivere una persona nel registro degli indagati e di formulare a suo carico un'imputazione coatta per truffa. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento, qualificandolo come atto abnorme. La Corte ha stabilito che il GIP non ha il potere di ordinare l'imputazione forzata nei confronti di un soggetto non ancora formalmente indagato, in quanto tale azione costituisce un'indebita ingerenza nelle funzioni della pubblica accusa e viola il diritto di difesa.
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Potere del giudice penale: i limiti alla disapplicazione
Un cittadino viene condannato per reati edilizi e ambientali. Nel suo ricorso alla Corte di Cassazione, contesta la legittimità della costituzione di parte civile del Comune, sostenendo un vizio nella procura rilasciata dal vicesindaco. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, cogliendo l'occasione per definire con precisione i confini del potere del giudice penale di disapplicare un atto amministrativo. La sentenza stabilisce che tale potere è eccezionale e non può essere esercitato per vizi che riguardano il mero esercizio di un potere esistente, ma solo in caso di assoluta carenza di potere. Gli altri motivi, volti a una rilettura delle prove, sono stati dichiarati inammissibili.
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Giurisdizione Giudice Penale: Stop Dopo il Dissequestro
La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione del giudice penale su un bene cessa con il provvedimento di dissequestro e la definizione del processo. Qualsiasi successiva controversia sulla proprietà del bene deve essere decisa dal giudice civile. Nel caso specifico, è stata annullata un'ordinanza di restituzione emessa dal giudice dell'esecuzione penale perché pronunciata in carenza assoluta di potere, essendo il bene stato dissequestrato anni prima e il procedimento penale concluso con un'assoluzione.
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Modifica DASPO GIP: chi è competente? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Procuratore, stabilendo un principio fondamentale sulla modifica DASPO GIP. Una volta convalidato, l'obbligo di presentazione può essere modificato solo dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e non dal Questore, poiché tale misura incide sulla libertà personale e richiede la garanzia giurisdizionale. Il caso riguardava un DASPO divenuto inefficace a seguito del trasferimento del titolo sportivo della squadra di calcio di riferimento.
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