La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31252/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due fratelli condannati per traffico di cocaina. I ricorrenti contestavano l'uso di intercettazioni estere ottenute dalla Francia, l'identificazione dei parlanti e l'applicazione della recidiva. La Corte ha confermato la piena utilizzabilità delle captazioni straniere secondo l'art. 270 c.p.p., ha ribadito che la perizia fonica non è obbligatoria per l'identificazione e ha ritenuto corretta la valutazione sulla recidiva, basata sulla continuità criminale e la pericolosità sociale degli imputati.
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