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Capitale Fondiario

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il valore economico di un immobile, calcolato sulla base dei suoi costi di costruzione e di altri fattori pertinenti, al netto del deprezzamento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rendita catastale: tra costi di ricostruzione e valori di mercato
Una società commerciale ha presentato una dichiarazione DOCFA per aggiornare il valore catastale di un supermercato. L'Agenzia delle Entrate ha rettificato la stima aumentando la rendita catastale tramite il criterio del costo di ricostruzione deprezzato. I giudici di secondo grado hanno annullato l'accertamento, ritenendo obbligatoria l'indagine sui prezzi di mercato e considerando il costo di ricostruzione un metodo solo sussidiario. L'ente impositore ha proposto ricorso per cassazione lamentando la violazione dei criteri di estimo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ufficio tributario. I magistrati hanno chiarito che la stima del valore di mercato e quella del costo di ricostruzione operano su un piano di piena alternatività e senza alcuna gerarchia prestabilita. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Rettifica della rendita catastale: mercato batte costo
Alcuni contribuenti hanno presentato una dichiarazione DOCFA per ridurre il valore catastale di due unità commerciali (categoria D/8). L'Agenzia delle Entrate ha notificato avvisi di accertamento operando la rettifica della rendita catastale mediante il criterio del valore di mercato. I proprietari hanno impugnato gli atti, sostenendo la necessità di applicare il criterio del costo di ricostruzione. I giudici di merito hanno confermato la stima dell'Ufficio, ritenendo inammissibile il cambio di metodo difensivo. La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso dei contribuenti. La Suprema Corte ha chiarito che il contribuente può correggere le dichiarazioni passate, ma l'Amministrazione può scegliere liberamente tra valore di mercato e costo di ricostruzione, senza un ordine gerarchico imposto.
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Rendita catastale: il tasso fisso batte i moltiplicatori
L'Agenzia delle Entrate ha rettificato la rendita catastale proposta da una società per un immobile produttivo di categoria D, applicando il saggio di fruttuosità del 2%. La società ha contestato l'accertamento. Secondo l'impresa, l'Ufficio doveva ridurre il tasso di redditività perché la legge aveva aumentato i moltiplicatori di legge. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla società, sostenendo una necessaria reciprocità tra tasso e moltiplicatori. L'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che il saggio di capitalizzazione è fissato tassativamente dalla legge nella misura del 2% per gli immobili industriali. Tale percentuale non dipende dalle variazioni dei moltiplicatori fiscali.
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Rendita Catastale: Annullata per Errore sul Costo di Ricostruzione
Una società contesta la rettifica della rendita catastale di alcuni suoi immobili commerciali di pregio, situati in un parcheggio sotterraneo. L'Agenzia delle Entrate aveva basato la sua stima sul criterio del costo di ricostruzione. I giudici tributari hanno confermato l'accertamento, ma commettendo un errore: hanno giustificato la decisione usando un criterio diverso, quello del confronto con immobili simili. La Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che la valutazione del giudice deve essere coerente con il metodo usato dall'Agenzia. Se si applica il criterio del costo di ricostruzione rendita catastale, il giudizio deve vertere sulla corretta applicazione di quel metodo, incluso il deprezzamento, e non su altri.
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Saggio di fruttuosità: fisso al 2% per immobili D
La Corte di Cassazione ha stabilito che il saggio di fruttuosità per la determinazione della rendita catastale degli immobili del gruppo D è fissato per legge al 2% e non può essere modificato discrezionalmente dall'Agenzia delle Entrate o dal giudice. La controversia nasceva dalla decisione di una Commissione Tributaria Regionale di ridurre tale saggio all'1,50% per una stazione elettrica, adducendo motivazioni legate all'obsolescenza tecnologica. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, ribadendo che il saggio è determinato in misura fissa e inversa rispetto ai moltiplicatori catastali, senza spazio per valutazioni discrezionali sulla vetustà dell'immobile.
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