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Cancellazione Società

26 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cancellazione società: validità del ricorso legale
Una società in liquidazione ha impugnato una sentenza relativa a una cessione d'azienda e ai relativi vizi. Tuttavia, tra il momento del rilascio della procura speciale e la notifica del ricorso, è intervenuta la cancellazione società dal registro delle imprese. La Seconda Sezione Civile ha rilevato un contrasto giurisprudenziale sulla validità del ricorso e sulla responsabilità per le spese legali, rimettendo la questione alle Sezioni Unite per chiarire se operi il principio di ultrattività del mandato o se il ricorso debba essere dichiarato inammissibile.
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Cancellazione società: il socio eredita la locazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30832/2023, ha stabilito che la cancellazione della società conduttrice dal registro delle imprese non estingue il contratto di locazione. Si verifica un fenomeno di successione in cui il socio unico subentra in tutti gli obblighi contrattuali, inclusi il pagamento dei canoni e la restituzione dell'immobile. La Corte ha rigettato il ricorso del socio, confermando che i locatori possono agire direttamente nei suoi confronti per inadempimento.
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Cancellazione società: i crediti passano ai soci
La Corte di Cassazione ha stabilito che la cancellazione di una società dal registro delle imprese non comporta l'estinzione automatica dei suoi crediti. Si verifica un fenomeno successorio in cui i crediti si trasferiscono ai soci. Spetta al debitore dimostrare un'eventuale, inequivocabile rinuncia al credito da parte della società, non potendosi questa desumere dalla sola cancellazione volontaria.
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Cancellazione società: effetti sui crediti pendenti
La Corte di Cassazione stabilisce che la cancellazione di una società dal registro delle imprese non estingue i crediti pendenti. Questi si trasferiscono ai soci, i quali possono legittimamente agire per l'esecuzione di una sentenza favorevole ottenuta anche dopo l'estinzione della società. La mera cancellazione non implica una rinuncia tacita al credito, specialmente se il giudizio per il suo recupero è proseguito.
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Cancellazione società: che fine fanno i crediti?
Un'impresa individuale prosegue una causa per risarcimento danni contro una banca, originariamente avviata da una società in nome collettivo poi cancellata. I tribunali di merito negano la legittimazione ad agire, ritenendo il credito estinto con la cancellazione della società. In Cassazione, le parti rinunciano al ricorso, portando all'estinzione del giudizio senza una decisione nel merito sulla sorte dei diritti dopo la cancellazione societaria.
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Cancellazione società e processo: chi può opporsi?
Una banca ricorre in Cassazione sostenendo che la cancellazione della società attrice durante l'appello avrebbe dovuto interrompere il processo. La Corte rigetta, affermando che solo la parte colpita dall'evento estintivo (i successori della società) può eccepire la mancata interruzione. La cancellazione società non equivale a rinuncia al credito. Inammissibile il motivo sulla prescrizione per mancata contestazione di una delle 'ratio decidendi'.
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Cancellazione società: appello inammissibile
Un ex dipendente ha impugnato una sentenza sfavorevole, ma la società convenuta era stata cancellata dal Registro delle Imprese prima dell'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'azione legale doveva essere indirizzata agli ex soci e non all'ente estinto. La decisione sottolinea le conseguenze processuali della cancellazione società.
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Cancellazione società: i soci possono impugnare i debiti
Una società in nome collettivo veniva condannata al pagamento di canoni di locazione arretrati. Successivamente, veniva cancellata dal registro delle imprese. Gli ex soci proponevano appello, ma la Corte territoriale lo dichiarava inammissibile per difetto di legittimazione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che dopo la cancellazione società, i debiti si trasferiscono ai soci, i quali hanno pieno diritto di impugnare la sentenza di condanna per difendere il proprio patrimonio personale.
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Cancellazione società: la responsabilità dei soci
Le agenzie fiscali impugnano una decisione che annullava un'ipoteca su un ex socio di una società cancellata. La Cassazione, di fronte al tema della responsabilità del socio dopo la cancellazione società, sospende il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite per definire il principio di diritto.
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Cancellazione società: i crediti bancari sopravvivono
Una società ha citato in giudizio la propria banca per l'applicazione di oneri illegittimi su un conto corrente. Il Tribunale ha dato ragione alla società. La banca ha impugnato la sentenza sostenendo, tra l'altro, che la cancellazione della società dal Registro delle Imprese, avvenuta durante la causa, comportasse la rinuncia al credito. La Corte di Appello ha respinto il ricorso, affermando che la cancellazione societaria non estingue automaticamente i crediti pendenti e che l'onere di provare la rinuncia spetta al debitore. La Corte ha confermato la decisione di primo grado, ribadendo principi fondamentali in materia di onere della prova e validità della ricognizione di debito nei contenziosi bancari.
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Cancellazione società e ricorso: la Cassazione decide
Una società di telecomunicazioni ricorre in Cassazione contro una società di infrastrutture per un presunto inadempimento contrattuale. Tuttavia, la ricorrente viene cancellata dal registro delle imprese dopo aver conferito il mandato al legale ma prima della notifica del ricorso. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione procedurale sulla validità del ricorso, sospende il giudizio e rinvia la questione alle Sezioni Unite, in attesa di una loro pronuncia su un caso analogo.
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Cancellazione società: la rinuncia tacita ai crediti
Una società, dopo aver ottenuto un'ordinanza di pagamento contro una banca, viene cancellata dal registro delle imprese. I giudici di merito interpretano tale atto come una rinuncia tacita al credito. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul tema della cancellazione società e la sorte dei crediti non liquidati, ha sospeso la decisione e rinviato la causa, in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite per fare chiarezza definitiva sulla questione.
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Cancellazione società: che fine fanno i crediti?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce il destino dei crediti di una società a seguito della sua estinzione. Il caso riguardava una richiesta di pagamento per un subappalto. Durante il giudizio, la società creditrice veniva cancellata dal registro imprese. Il debitore sosteneva che la cancellazione della società comportasse l'abbandono del credito. La Suprema Corte ha rigettato questa tesi, stabilendo che i crediti certi, liquidi ed esigibili, già accertati in primo grado e inseriti in bilancio, non si estinguono ma si trasferiscono ai soci per successione universale, i quali possono proseguire l'azione legale.
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Cancellazione società: effetti sul processo in corso
In un caso di appalto con vizi, la società committente viene cancellata dal registro imprese durante il giudizio di appello. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 13777/2024, stabilisce che la cancellazione società non rende l'appello inammissibile se notificato al difensore della società estinta, grazie al principio di ultrattività del mandato. Tuttavia, quando il difensore dichiara l'evento estintivo in giudizio, il processo deve essere interrotto per consentire la riassunzione nei confronti dei soci. La mancata interruzione comporta la nullità della sentenza.
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Cancellazione società: i crediti non si estinguono
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato sulla presunta sopravvenienza attiva derivante dalla cancellazione di una società sua creditrice. La Corte di Cassazione ha stabilito che la cancellazione società dal registro delle imprese non comporta l'estinzione automatica dei crediti, i quali si trasferiscono ai soci. Di conseguenza, non si genera alcun reddito tassabile per il debitore. La Corte ha accolto il ricorso, cassando la sentenza e rinviando il caso alla commissione tributaria regionale.
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Cancellazione società: responsabilità soci e Fisco
Un ex socio di una Srl a ristretta base partecipativa ha impugnato un avviso di accertamento per utili extrabilancio notificatogli dopo la cancellazione della società. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il differimento quinquennale degli effetti fiscali della cancellazione società si applica a tutte le forme di estinzione, non solo a quelle volontarie. Viene così confermata la piena responsabilità del socio per i debiti tributari della società estinta, derivanti dalla presunzione di distribuzione degli utili occulti.
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Cancellazione società: nullo il ricorso dell’estinta
Una società, dopo la sua cancellazione dal registro delle imprese, ha avviato un contenzioso tributario contro l'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile, annullando la sentenza precedente senza rinvio. La motivazione si fonda sul principio che la cancellazione società determina la sua estinzione giuridica, privandola della capacità processuale di agire in giudizio, un vizio insanabile che inficia il processo sin dall'inizio.
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Cancellazione società: illegittimo l’avviso fiscale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 993/2024, ha annullato senza rinvio un avviso di accertamento notificato a una società già estinta. Il caso verteva sulla legittimità di un atto impositivo emesso nei confronti di una S.r.l. dopo la sua cancellazione dal registro delle imprese, avvenuta prima dell'entrata in vigore della normativa che estende il potere impositivo per cinque anni. La Corte ha ribadito che la cancellazione società ha un effetto estintivo immediato e che la nuova legge non è retroattiva. Pertanto, la notifica a un soggetto giuridicamente inesistente è radicalmente nulla.
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Cancellazione società: debiti fiscali e soci
Un'ordinanza della Cassazione affronta il tema della responsabilità dei soci per debiti fiscali dopo la cancellazione della società. Il caso riguarda un socio a cui è stato notificato un avviso di accertamento per utili extrabilancio dopo che la società era stata cancellata a seguito di fallimento. La Corte Suprema, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla legittimazione passiva del socio e sull'interesse ad agire del Fisco, ha sospeso la decisione in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite, lasciando aperta la questione cruciale sulla sorte dei debiti fiscali post-estinzione societaria.
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Cancellazione società: quando è opponibile ai terzi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un punto cruciale sull'efficacia della cancellazione società dal registro delle imprese. La Corte ha stabilito che la data che conta per l'opponibilità ai terzi (incluso il Fisco) è quella dell'effettiva iscrizione della cancellazione nel registro, non una data retroattiva stabilita da un provvedimento giudiziario. Di conseguenza, le notifiche di atti fiscali avvenute prima di tale iscrizione sono valide, mentre quelle successive devono essere indirizzate agli ex soci per essere efficaci.
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