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Camera Di Consiglio

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563 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Revoca testimonianza: quando si perde la prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione di un assegno rubato. La sentenza affronta il tema della revoca testimonianza, chiarendo che la ripetuta e negligente mancata citazione dei testi da parte della difesa comporta la decadenza dal diritto alla prova, senza che il giudice debba motivare sulla superfluità della stessa. Questa decisione privilegia la ragionevole durata del processo e la responsabilizzazione delle parti processuali.
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Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue
Un istituto religioso, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di IMU, decide di presentare una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, prendendo atto della volontà della parte, dichiara l'estinzione del giudizio. Dato che il Comune resistente non si era costituito in giudizio, non vi è stata alcuna condanna al pagamento delle spese legali, né l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché depositato oltre il termine di 15 giorni. Questo caso evidenzia l'importanza del rispetto dei termini per impugnare, confermando che un ricorso tardivo non può essere esaminato nel merito, anche se le motivazioni fossero fondate.
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Traduzione sentenza bilingue: obbligo dell’ufficio
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la trattazione di un ricorso in materia di contratti bancari a causa della mancata trasmissione della traduzione in italiano della sentenza impugnata, originariamente redatta in tedesco. La Corte ha ribadito che la traduzione sentenza bilingue è un obbligo a carico dell'ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento, e non delle parti, disponendo di sollecitare la Corte d'Appello di Trento, sezione di Bolzano, ad adempiere.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia con accettazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito di un accordo tra le parti. Una controversia nata per la violazione delle distanze tra costruzioni si conclude prima della sentenza di merito. Le parti hanno depositato un atto congiunto di rinuncia al ricorso e di accettazione della stessa, con compensazione delle spese legali. La Corte, in base all'art. 391 cod. proc. civ., ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese.
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Termine impugnazione tardivo: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di condanna, in quanto presentato oltre il termine perentorio di 45 giorni. La Corte ha chiarito che il termine impugnazione tardivo non può essere esteso di 15 giorni nel caso di procedimenti camerali non partecipati, poiché non equiparabili a un giudizio in assenza. La tardività ha comportato la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Correzione errore materiale: rinvio invece di rigetto
La Corte di Cassazione, tramite un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale relativo a un suo precedente provvedimento. A causa di una svista, un ricorso era stato erroneamente rigettato, mentre avrebbe dovuto essere rinviato a una nuova udienza per un difetto procedurale. La Corte ha quindi annullato il rigetto e fissato una nuova data per la trattazione, applicando la procedura di correzione errore materiale.
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Ricorso tardivo estradizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza che concedeva l'estradizione di un cittadino verso uno Stato estero. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine di 15 giorni per l'impugnazione. Il caso in esame, incentrato su un ricorso tardivo estradizione, chiarisce che il termine decorre dalla lettura in udienza della sentenza con motivazione contestuale, confermando la rigidità delle scadenze processuali in materia.
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Termine ricorso ingiusta detenzione: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per riparazione per ingiusta detenzione perché presentato oltre il termine perentorio di 15 giorni. L'ordinanza sottolinea che il termine ricorso ingiusta detenzione decorre dalla notifica del provvedimento impugnato e la sua inosservanza comporta, oltre alla condanna alle spese, il pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Competenza territoriale multa: la Cassazione decide
Un cittadino si oppone a un'intimazione di pagamento per multe stradali mai notificate. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, stabilisce che la competenza territoriale multa spetta al Giudice di Pace del luogo dove è stata commessa la violazione e non a quello di residenza del presunto trasgressore, poiché si tratta di un'opposizione che contesta il merito della sanzione.
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Rinvio a pubblica udienza per rilievo nomofilattico
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a pubblica udienza di un ricorso presentato da una società contro l'Agenzia del Demanio. La decisione è stata motivata dalla presenza di una questione giuridica di particolare importanza per l'uniforme interpretazione del diritto (rilievo nomofilattico), già oggetto di rinvio in un altro procedimento analogo. La Corte ha ritenuto opportuno trattare anche il presente caso in pubblica udienza per garantire coerenza e approfondimento.
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Rinvio in pubblica udienza: Cassazione decide per caso INPS
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio in pubblica udienza di un ricorso presentato da un ente previdenziale nazionale. La decisione è stata motivata dalla particolare rilevanza delle questioni giuridiche sollevate, che necessitano di un approfondito dibattito pubblico per garantire una corretta e uniforme interpretazione della legge, in linea con la funzione nomofilattica della Corte. La causa, quindi, non è stata decisa in camera di consiglio ma sarà discussa pubblicamente in una data futura.
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Procedimento in Cassazione: le parti del giudizio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23946/2025, delinea le parti di un complesso procedimento in Cassazione. Il caso vede contrapposti il fallimento di un imprenditore, in qualità di ricorrente, e l'imprenditore stesso insieme a un terzo soggetto come controricorrenti. Il documento, di natura prettamente processuale, fissa lo svolgimento di un'udienza in camera di consiglio e fa riferimento a una precedente pronuncia della Suprema Corte, senza però decidere nel merito la questione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo in Cassazione
Un imprenditore individuale, dopo aver proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza di condanna al pagamento emessa dalla Corte d'Appello, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, specificando che, ai sensi dell'art. 390 c.p.c., tale rinuncia è un atto unilaterale che non necessita dell'accettazione della controparte per essere efficace, determinando il passaggio in giudicato della sentenza impugnata.
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Estinzione giudizio Cassazione: rinuncia e accordo
L'ordinanza analizza un caso di estinzione giudizio Cassazione a seguito della rinuncia al ricorso da parte degli appellanti e della contestuale accettazione da parte della controparte. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che, in virtù dell'accordo tra le parti, non si procede alla condanna alle spese legali, applicando l'articolo 391 del codice di procedura civile.
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Correzione errore materiale: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale in un proprio provvedimento. L'errore consisteva in un refuso nel cognome di una delle parti. La Corte ha chiarito che tali imprecisioni sono emendabili se non generano incertezza sull'identità dei soggetti coinvolti, procedendo alla correzione senza disporre sulle spese legali.
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Udienza pubblica da remoto: sentenza nulla senza link
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria perché, nonostante la richiesta dei contribuenti per un'udienza pubblica da remoto, il giudice di secondo grado ha deciso la causa in camera di consiglio senza consentire la partecipazione del loro difensore. La Corte ha stabilito che la mancata garanzia del contraddittorio, omettendo di fornire il link per il collegamento o di attivare la procedura alternativa della trattazione scritta, costituisce una grave violazione del diritto di difesa e determina la nullità della sentenza.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un cittadino proponeva ricorso per cassazione contro un Comune. Successivamente, lo stesso cittadino depositava un atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della rinuncia secondo l'art. 390 c.p.c., ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Non è stata emessa alcuna statuizione sulle spese legali poiché il Comune non si era costituito in giudizio.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un conduttore aveva impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che dichiarava la risoluzione del suo contratto di locazione per grave inadempimento. Prima della decisione, tuttavia, ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata formalmente accettata dall'ente locatore. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la sentenza d'appello e decidendo di non provvedere sulle spese processuali, data l'accettazione della rinuncia.
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Istanza via PEC: inammissibile nel processo penale
Un condannato chiede il rinvio di un'udienza per legittimo impedimento, inviando un'istanza via PEC due giorni prima. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Motivi: nel processo penale, l'istanza via PEC da parte privata non è una forma di comunicazione valida; inoltre, la richiesta di rinvio per legittimo impedimento presuppone una espressa volontà di presenziare, che mancava, ed è stata presentata fuori termine.
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