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Calunnia Aggravata

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Falsa rapina per gelosia: condanna per Calunnia aggravata
Un uomo ha presentato una falsa denuncia alle forze dell'ordine, sostenendo di aver subito un tentativo di rapina della propria catenina ad opera di due sconosciuti. Le indagini hanno rivelato che la lite era in realtà scaturita da motivi personali legati a dissapori sentimentali e che l'uomo conosceva la reale causale dello scontro. L'autorità giudiziaria lo ha condannato per calunnia aggravata, poiché ha attribuito falsamente un reato grave a persone innocenti. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che il calcolo della pena per il reato tentato contestato supera i dieci anni di reclusione, integrando la calunnia aggravata. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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Calunnia aggravata: condanna per aver incastrato l’ex capo
La Cassazione conferma la condanna per calunnia aggravata a un ex agente di polizia locale che, per vendetta dopo un licenziamento, aveva nascosto cocaina nell'auto della sua ex comandante per accusarla falsamente di spaccio. La Corte ha ritenuto irrilevante l'assoluzione del presunto complice e ha confermato la sussistenza del reato e delle aggravanti, inclusa quella dei futili motivi e dell'abuso di funzioni.
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Calunnia aggravata: quando scatta la prescrizione?
Un uomo viene condannato per calunnia aggravata per aver falsamente accusato l'ex compagna e il padre di lei di estorsione aggravata. La Corte di Cassazione, pur respingendo i motivi del ricorso, dichiara il reato estinto per prescrizione. Tuttavia, conferma le statuizioni civili, obbligando l'imputato a risarcire i danni alle vittime.
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Calunnia aggravata: quando la falsa accusa è reato
La Corte di Cassazione si pronuncia su un complesso caso di calunnia aggravata, annullando parzialmente un'ordinanza di arresti domiciliari. La sentenza distingue tra due episodi di presunta calunnia: una contro un giornalista, ritenuta sussistente, e una contro un imprenditore, per la quale si richiede una nuova valutazione. Viene inoltre accolto il ricorso della Procura, imponendo di riesaminare l'aggravante di aver agito per agevolare un'associazione mafiosa. La decisione chiarisce i confini del reato di calunnia, specialmente riguardo alla prova della consapevolezza della falsità dell'accusa.
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Calunnia aggravata: la Cassazione conferma la custodia
La Corte di Cassazione conferma la custodia in carcere per un imputato accusato di calunnia aggravata. La sentenza stabilisce che le false accuse contro un testimone e un giornalista non erano mosse da ragioni personali, ma miravano a favorire un'organizzazione mafiosa, inquinando indagini su gravi fatti criminali del passato. La Corte ha ritenuto sufficienti gli indizi di colpevolezza e la sussistenza dell'aggravante, giustificando la massima misura cautelare.
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