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Buona Fede Soggettiva

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Lo stato psicologico di chi ignora di ledere un diritto altrui. In materia di indebito, consiste nell'ignoranza, al momento della ricezione, del fatto che il pagamento non era dovuto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Donazione di terreni comunali: niente usucapione decennale
Una madre concede in donazione alla figlia convivente alcuni terreni detenuti in affitto dal Comune, dichiarando nel rogito un possesso ultraventennale ma limitato ai soli fini catastali e senza pregiudizio dei diritti di terzi. L'ente pubblico avvia una causa per rivendicare la proprietà dei terreni e invalidare l'atto. La figlia resiste in giudizio chiedendo che sia accertata l'usucapione decennale sui fondi ricevuti. La Corte di Cassazione respinge la domanda della donataria. La presenza nell'atto notarile di clausole dubbie sulla reale titolarità del bene esclude la buona fede dell'acquirente, impedendo l'acquisto abbreviato della proprietà.
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Beni mafiosi: la buona fede dei creditori nella confisca
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'ammissione al passivo dei crediti bancari garantiti da ipoteca su beni sottoposti a misura antimafia. Il tribunale di merito aveva respinto le richieste di alcuni istituti di credito e di un creditore privato, presumendo la malafede delle banche per via dell'elevato importo dei mutui e dei legami opachi dell'imprenditore indagato. I giudici di legittimità hanno invece accolto i ricorsi bancari, ribadendo che la buona fede dei creditori nella confisca si presume se l'istituto ha rispettato le ordinarie regole di diligenza professionale e la disciplina antiriciclaggio all'epoca dell'erogazione. La Cassazione ha quindi ammesso direttamente i crediti bancari, rigettando il ricorso del privato.
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Asta e usucapione abbreviata: acquisto valido dopo 10 anni
Un coerede accettava con beneficio di inventario la quota di un capannone e successivamente registrava una rinuncia all'eredità. Gli organi di un concordato preventivo mettevano in vendita l'intero bene, ritenendo la rinuncia efficace. Un'acquirente comprava l'immobile all'asta. Dopo oltre dieci anni, il coerede rivendicava la proprietà di metà del capannone, sostenendo la nullità della propria rinuncia. Gli aventi causa dell'acquirente opponevano l'acquisto per usucapione abbreviata. La Suprema Corte ha confermato la validità dell'usucapione abbreviata: l'affidamento generato dagli organi della procedura fallimentare esclude la colpa grave dell'acquirente, consolidando l'acquisto decennale in buona fede.
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Acquisto a non domino: il quadro rubato torna alla proprietaria
Una donna chiede la restituzione di un prezioso dipinto del Seicento, sottrattele nel 1991. Il quadro viene ritrovato anni dopo nella disponibilità di un collezionista, che sostiene di averlo comprato regolarmente da un privato e invoca l'acquisto a non domino in buona fede. Il Tribunale e la Corte d'Appello ordinano la restituzione dell'opera alla legittima proprietaria, escludendo la buona fede dell'acquirente a causa di gravi negligenze nell'acquisto (mancanza di certificati, pagamento in contanti fuori dalle norme e assenza di verifiche sulla provenienza). La Corte di Cassazione conferma la decisione: la presunzione di buona fede cade davanti alla colpa grave. Inoltre, nega all'acquirente il diritto di rivalersi sul venditore, poiché l'intera operazione commerciale su un bene rubato è contraria al buon costume. Vince la proprietaria originaria, che riottiene il dipinto.
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Usucapione Decennale: Salvi i Terzi se il Primo non Paga
Una complessa vicenda immobiliare vede i venditori originari agire in giudizio per riavere i propri immobili, il cui trasferimento era stato ordinato da un giudice a condizione del pagamento del saldo prezzo, mai avvenuto. Nel frattempo, i primi acquirenti avevano venduto gli appartamenti a terzi. La Cassazione ha stabilito che i terzi acquirenti sono diventati legittimi proprietari per **usucapione decennale**. Avendo acquistato in buona fede, con un titolo astrattamente idoneo e posseduto gli immobili per oltre dieci anni, il loro diritto prevale. Il mancato pagamento del prezzo da parte dei primi acquirenti non invalida automaticamente i trasferimenti successivi, ma porta alla risoluzione del primo rapporto, senza pregiudicare i diritti acquisiti dai terzi.
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Buona fede soggettiva e possesso: la guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del riconoscimento della buona fede soggettiva in capo a un possessore che aveva acquistato un fondo da un soggetto non proprietario. Nonostante le contestazioni degli eredi della legittima proprietaria, i giudici hanno stabilito che la complessità delle vicende catastali e una rettifica ufficiale dell'autorità finanziaria avevano creato un'apparenza di titolarità insuperabile con l'ordinaria diligenza. Poiché l'errore non era imputabile a colpa grave, al possessore è stato riconosciuto il diritto agli indennizzi per i miglioramenti apportati al fondo durante il periodo di occupazione.
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Buona fede accipiens: quando decorrono gli interessi?
Una società, dopo aver ricevuto e poi rinunciato a un contributo pubblico, si opponeva alla richiesta di restituzione del Ministero, eccependo la prescrizione. La Cassazione, con l'ordinanza n. 12362/2024, ha stabilito due principi fondamentali: 1) il termine di prescrizione per la restituzione decorre non dalla rinuncia del privato, ma dal successivo decreto di revoca dell'amministrazione; 2) ha accolto il ricorso sul tema della buona fede accipiens, chiarendo che questa è presunta e la successiva rinuncia al beneficio non dimostra automaticamente la malafede al momento della ricezione. Pertanto, gli interessi non decorrono dal giorno del pagamento ma dalla domanda giudiziale, salvo prova contraria della malafede.
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Risoluzione contratto investimento: la restituzione
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla restituzione a seguito della risoluzione contratto investimento per inadempimento dell'intermediario. In caso di mancata informativa sui rischi, l'investitore deve restituire non solo i titoli ma anche tutte le cedole percepite, in quanto prestazioni contrattuali. La buona fede non rileva per trattenere le cedole, ma solo per la decorrenza degli interessi legali sulla somma da restituire. La Suprema Corte stabilisce un principio di equilibrio per evitare arricchimenti ingiustificati.
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