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Bancarotta Fraudolenta Extraneus

10 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Bancarotta fraudolenta extraneus: la responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta extraneus a carico di un amministratore di una società terza. Il caso riguardava la stipula di contratti svantaggiosi che drenavano risorse dalla società poi fallita a favore di un'altra realtà. La Corte ha stabilito che la distrazione rileva anche se compiuta anni prima del fallimento e che il dolo dell'estraneo consiste nella consapevolezza del depauperamento del patrimonio sociale a danno dei creditori.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: quando scatta?
Un soggetto è stato condannato per concorso in bancarotta fraudolenta per aver acquistato un'auto a prezzo vile dall'impresa individuale della coniuge, poi fallita. La Cassazione ha confermato la responsabilità, chiarendo che per la complicità del terzo (bancarotta fraudolenta extraneus) non è necessaria la specifica conoscenza dello stato di insolvenza, ma basta la consapevolezza di contribuire a depauperare il patrimonio a danno dei creditori. Ha però annullato con rinvio la sentenza riguardo la negata attenuante per la speciale tenuità del danno, imponendo una valutazione più precisa.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: il ruolo del consulente
La Corte di Cassazione ha esaminato la responsabilità di un consulente, quale 'extraneus' nel reato di bancarotta fraudolenta, e di un amministratore. La Corte ha confermato la condanna del consulente per bancarotta patrimoniale, riconoscendolo come regista di un'operazione che ha sottratto beni alla società fallita. Tuttavia, ha annullato con rinvio la condanna per bancarotta documentale, ritenendo la motivazione insufficiente a provare il suo specifico contributo alla falsificazione contabile. L'appello dell'amministratore, che si professava una mera 'testa di legno', è stato invece respinto, confermando il suo ruolo attivo nella gestione societaria.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: quando si risponde
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un soggetto esterno (extraneus) per il reato di bancarotta fraudolenta. La sentenza chiarisce che la partecipazione a operazioni fittizie che depauperano il patrimonio di una società in crisi, con la consapevolezza di danneggiare i creditori, è sufficiente per configurare la responsabilità penale. L'appello è stato dichiarato inammissibile poiché le azioni poste in essere rappresentano un reato di pericolo concreto, indipendentemente dalla successiva restituzione dei beni.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta extraneus di un socio che, attraverso un'altra società, aveva acquistato il parco auto della società poi fallita senza corrispondere il prezzo e senza adeguate garanzie. La Corte ha stabilito che il reato si perfeziona con la spoliazione dei beni, essendo sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di arrecare un danno ai creditori. La successiva parziale restituzione di una somma non esclude la sussistenza del reato.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto, qualificato come 'extraneus', condannato per bancarotta fraudolenta. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e rappresentavano un tentativo inammissibile di rivalutare i fatti. È stata confermata la logicità della motivazione della corte territoriale riguardo la consapevole partecipazione dell'imputato all'operazione distrattiva, anche in assenza di un dolo specifico di profitto, considerato elemento fattuale e non costitutivo del reato.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: la responsabilità
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale a carico dell'amministratore di una società e di un complice esterno (extraneus). La Corte ha ritenuto provato che, attraverso un fittizio contratto di consulenza, i due avessero orchestrato la distrazione di ingenti risorse (denaro, quadri e codici sorgente di un software) dal patrimonio della società, poi fallita. La sentenza chiarisce che per la responsabilità del concorrente esterno è sufficiente la consapevolezza di contribuire a un'operazione che depaupera la società, creando un pericolo per i creditori, senza che sia necessario uno specifico intento di causare il fallimento.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: dolo e prove
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un soggetto terzo (extraneus) accusato di concorso in bancarotta fraudolenta per aver acquisito un'autovettura di scarso valore da una società poi fallita. La sentenza chiarisce che per la configurazione del reato di bancarotta fraudolenta extraneus non è necessaria la conoscenza specifica dello stato di dissesto, ma è sufficiente la consapevolezza di partecipare a un'operazione che depaupera il patrimonio sociale a danno dei creditori. Anche la distrazione di un bene di valore modesto è penalmente rilevante.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta extraneus a carico di un soggetto che, pur esterno alla società fallita, ne ha determinato il dissesto. Attraverso la creazione di una nuova società, l'imputato ha ottenuto finanziamenti bancari poi sistematicamente dirottati per sanare i debiti di altre aziende del suo gruppo, svuotando il patrimonio della nuova entità a danno dei creditori. La sentenza rigetta la tesi dei vantaggi di gruppo, sottolineando come ogni operazione debba essere valutata nell'interesse della singola società.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: dolo e prescrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 334/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore, condannato per concorso in bancarotta fraudolenta extraneus. Il caso riguarda la vendita di capannoni di una società, poi fallita, a un prezzo irrisorio, e la successiva rivendita a una società collegata agli amministratori della prima. La Corte ha confermato che per il dolo dell'extraneus è sufficiente la consapevolezza di partecipare a un'operazione che depaupera il patrimonio sociale, senza necessità di conoscere lo stato di dissesto. Inoltre, ha ribadito che la prescrizione per la bancarotta fraudolenta decorre dalla data della sentenza di fallimento e non dal compimento degli atti distrattivi.
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