La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta documentale di un soggetto ritenuto amministratore di fatto di una società fallita. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile riguardo alla qualifica, provata tramite testimonianze, ma la sentenza è stata annullata con rinvio per la rideterminazione delle pene accessorie. A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 222/2018, la durata di tali pene non può più essere fissa a dieci anni, ma deve essere commisurata dal giudice alla gravità del fatto.
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