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Azione Revocatoria — Anno 2025

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359 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Azione Revocatoria

Provvedimenti

Azione revocatoria: inefficace la vendita tra coniugi
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia, tramite azione revocatoria, di una vendita immobiliare e della costituzione di un fondo patrimoniale tra coniugi. L'operazione era stata posta in essere dal marito, debitore-fideiussore, a favore della moglie, pregiudicando così le ragioni di una società creditrice. La Corte ha rigettato i ricorsi dei coniugi, sottolineando la consapevolezza del danno da parte della moglie (scientia damni) e l'inammissibilità delle eccezioni procedurali sollevate tardivamente.
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Scientia decoctionis: la prova in Cassazione
Una società cooperativa in liquidazione ha agito in revocatoria contro un fornitore per pagamenti ricevuti nel 'periodo sospetto'. La Corte d'Appello, riformando la sentenza di primo grado, ha respinto la domanda per mancanza di prova della 'scientia decoctionis', ovvero la conoscenza dello stato di insolvenza da parte del creditore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, rigettando il ricorso della società. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione sulla sussistenza della scientia decoctionis costituisce un apprezzamento di fatto, non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato, e ha dichiarato inammissibili o infondati i numerosi motivi procedurali sollevati.
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Scientia decoctionis: prova e oneri nella revocatoria
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società cooperativa in liquidazione che aveva agito in revocatoria contro una banca. La Corte ha confermato che la prova della 'scientia decoctionis', ovvero la conoscenza dello stato di insolvenza da parte della banca, grava sulla procedura concorsuale. La valutazione degli elementi indiziari (segnalazioni in centrale rischi, andamento del conto, protesti) spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logicamente coerente, come nel caso di specie, dove i singoli indizi non sono stati ritenuti sufficienti a dimostrare la conoscenza effettiva dell'insolvenza.
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Subentro del curatore: ammesso anche in appello
La Corte di Cassazione chiarisce che il subentro del curatore fallimentare in un'azione revocatoria, avviata da un creditore, è un diritto potestativo esercitabile anche in appello. La Corte ha ritenuto irrilevante la precedente inerzia o la diversa posizione processuale assunta dal fallimento in primo grado. La decisione conferma inoltre la revoca di una compravendita immobiliare, basandosi su presunzioni per dimostrare la consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio ai creditori.
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Danno da lucro cessante: la liquidazione equitativa
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che condannava il promittente venditore al risarcimento del danno da lucro cessante in favore della società promissaria acquirente per inadempimento di un contratto preliminare di vendita immobiliare. L'ordinanza ribadisce la legittimità della liquidazione equitativa del danno, basata anche su documenti acquisiti d'ufficio dal consulente tecnico (CTU), quando la prova del suo esatto ammontare risulta difficile.
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Rinuncia al ricorso: no al raddoppio del contributo
Un istituto di credito aveva impugnato in Cassazione una sentenza di condanna nell'ambito di un'azione revocatoria fallimentare. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo, portando alla rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione è prevista solo per casi tassativi come il rigetto o l'inammissibilità dell'impugnazione.
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Legittimazione passiva revocatoria: chi risponde?
Una società in amministrazione straordinaria ha intentato un'azione revocatoria per recuperare pagamenti effettuati a favore di una banca capofila di un finanziamento in pool. La questione centrale riguarda la legittimazione passiva revocatoria: l'azione va diretta solo contro la banca che ha materialmente ricevuto i fondi (accipiens) o contro tutte le banche partecipanti al pool? Data la complessità, la Corte di Cassazione ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, sospendendo il giudizio.
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Azione inefficacia atti gratuiti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33157/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia fallimentare. Ha chiarito che l'azione di inefficacia degli atti gratuiti, prevista dall'art. 64 della Legge Fallimentare, non è soggetta ai brevi termini di decadenza stabiliti per le azioni revocatorie dall'art. 69-bis. La Suprema Corte ha basato la sua decisione sulla natura meramente dichiarativa e non costitutiva di tale azione, che la rende imprescrittibile. Questa pronuncia ribalta la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente applicato i termini di decadenza, e rafforza gli strumenti a disposizione della curatela per la ricostituzione del patrimonio del fallito.
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Cessione di azienda: quando è revocabile?
La Cassazione conferma la revocatoria di una presunta cessione di azienda tra coniugi. Anche se mascherata da cessazione e nuova apertura di attività, l'operazione è stata vista come un unico atto dispositivo volto a frodare i creditori. La Corte ha privilegiato la sostanza sulla forma, ritenendo irrilevante che il trasferimento fosse avvenuto tramite atti amministrativi anziché un contratto unico. La decisione protegge la garanzia patrimoniale dei creditori.
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Fondo patrimoniale: quando è revocabile dal creditore?
La Corte di Cassazione conferma che la creazione di un fondo patrimoniale è un atto a titolo gratuito e, come tale, facilmente revocabile dai creditori. L'ordinanza analizza il caso di una coppia che aveva costituito un fondo per proteggere i propri beni immobiliari, ma la società creditrice ha ottenuto la declaratoria di inefficacia. La Corte rigetta i motivi di ricorso, ribadendo la natura gratuita dell'atto e risolvendo questioni procedurali sulla procura telematica e la prova della cessione del credito.
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Azione revocatoria: valida anche per crediti futuri
Un ex amministratore dona un immobile alla moglie prima che un lodo arbitrale accerti un suo debito verso la società. La Cassazione conferma che l'azione revocatoria è esperibile anche per una mera aspettativa di credito, essendo sufficiente la consapevolezza del debitore di arrecare un potenziale pregiudizio al creditore.
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Iniziativa pubblico ministero: i poteri nel CCII
Una S.r.l. ricorre in Cassazione contro la propria liquidazione giudiziale, contestando l'iniziativa del pubblico ministero. La Suprema Corte rigetta il ricorso, stabilendo che, ai sensi del nuovo Codice della Crisi (art. 38 CCII), il P.M. ha un potere ampliato e può agire sulla base di qualsiasi notizia di insolvenza (notitia decoctionis) appresa nell'esercizio delle sue funzioni, anche se relativa a un soggetto diverso. L'ordinanza consolida la legittimità dell'azione del P.M. come strumento di tutela del mercato.
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Azione revocatoria trust: quando è inefficace?
Un debitore dona beni immobili alla moglie, la quale li conferisce in un trust, nominando il marito-debitore come trustee. L'Agenzia delle Entrate agisce in revocatoria contro entrambi gli atti. La Cassazione chiarisce che l'azione revocatoria del trust è fondata: una volta dichiarata l'inefficacia della donazione, anche il successivo atto di costituzione del trust, pur compiuto da un soggetto non debitore (la moglie), è travolto e reso inefficace nei confronti del creditore. Viene inoltre respinta l'eccezione sulla mancata citazione del trustee, in quanto il debitore-donante era già parte del giudizio sin dall'inizio.
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Contratti esteri e antitrust: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che i principi antitrust italiani e comunitari, in quanto norme di ordine pubblico economico, si applicano anche ai contratti di fideiussione stipulati all'estero (nella Repubblica di San Marino) da consumatori italiani, se tali contratti producono effetti nel mercato italiano. La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale applicabilità solo perché i contratti erano stati firmati in uno stato non membro dell'UE, rinviando il caso per un nuovo esame che valuti la potenziale nullità delle clausole anticoncorrenziali.
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Azione revocatoria: no con garanzia superiore al debito
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione revocatoria non può essere accolta se il creditore possiede già una garanzia reale (come un'ipoteca) di valore di gran lunga superiore al debito. In un caso riguardante la donazione di un immobile tra ex coniugi in sede di separazione, la Corte ha annullato la decisione di merito, precisando che il creditore ha l'onere di dimostrare il concreto pregiudizio (eventus damni), ovvero che la garanzia esistente è di difficile o infruttuosa escussione. Inoltre, ha chiarito che i trasferimenti patrimoniali previsti in un accordo di separazione non simulato costituiscono adempimento di un'obbligazione e non sono facilmente revocabili.
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Compensazione legale: quando è valida in fallimento?
Una società in liquidazione coatta amministrativa ha agito contro un istituto di credito per la revoca di alcuni addebiti in conto corrente. La banca ha eccepito la compensazione legale. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di appello, ha stabilito che per l'operatività della compensazione legale tra i saldi di diversi rapporti è sufficiente la mera esigibilità dei crediti reciproci, essendo del tutto irrilevante la circostanza che il conto corrente non sia stato formalmente chiuso.
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Adempimento del contratto: cosa succede se è tardivo?
Un ex socio otteneva un trasferimento immobiliare forzato dopo un ritardo. Successivamente, ha citato in giudizio la controparte per danni, sostenendo che la sua rinuncia agli utili societari era diventata invalida a causa del ritardato adempimento del contratto. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, affermando che, avendo imposto l'esecuzione del contratto, ne aveva confermato la validità e la sua rinuncia rimaneva vincolante. Eventuali danni sono limitati al solo ritardo e non alla perdita della controprestazione.
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Produzione documentale tardiva: i limiti per il terzo
Un istituto di credito interviene in un'azione revocatoria, ma la sua domanda viene respinta perché la prova del credito è viziata da produzione documentale tardiva. La Cassazione conferma che l'interveniente accetta la causa nello stato in cui si trova, comprese le preclusioni istruttorie già maturate.
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Eccezione di incompetenza: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione stabilisce che l'eccezione di incompetenza territoriale, in cause relative a diritti di obbligazione come l'azione revocatoria, deve contestare tutti i fori alternativi previsti dalla legge. Se l'eccezione è incompleta, viene dichiarata inammissibile e la competenza resta al giudice originariamente adito. Nel caso specifico, i convenuti avevano contestato solo alcuni dei fori possibili, rendendo la loro eccezione inefficace.
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Scientia decoctionis: prova e indizi bancari
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello che riteneva un istituto di credito a conoscenza dello stato di insolvenza (scientia decoctionis) di una società cooperativa. La prova è stata raggiunta tramite una serie di indizi, tra cui le segnalazioni in Centrale Rischi, l'andamento anomalo dei conti correnti e il mancato incasso di effetti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della banca, ribadendo che la valutazione di tali elementi indiziari costituisce un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità, se logicamente motivato. Di conseguenza, è stata confermata la revoca dei pagamenti effettuati dalla società a favore della banca per oltre un milione di euro.
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