LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Azione Revocatoria — Anno 2025

Pagina 11 di 18

359 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Azione Revocatoria

Provvedimenti

Azione revocatoria: creditore può agire dopo fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione revocatoria avviata da un creditore individuale rimane valida anche dopo la dichiarazione di fallimento del debitore. La legittimazione del creditore coesiste con quella del curatore fallimentare, finché quest'ultimo non subentra nell'azione. Inoltre, la pendenza di una querela di falso sulla garanzia a fondamento del credito non comporta la sospensione necessaria del giudizio revocatorio, se il titolo di credito è divenuto definitivo.
Continua »
Autosufficienza ricorso: inammissibile senza prove
Una società ricorre in Cassazione sostenendo che la Corte d'Appello avesse erroneamente ignorato documenti cruciali, ma il suo ricorso viene dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ribadisce il fondamentale principio di autosufficienza del ricorso: l'atto di appello deve contenere tutti gli elementi e gli estratti documentali necessari per consentire al giudice di decidere, senza che questi debba cercarli nei fascicoli processuali. La violazione di tale onere procedurale ha reso il ricorso inaccoglibile.
Continua »
Onere della prova e procura estera: la Cassazione
Una società estera agisce in revocatoria contro un fondo patrimoniale. Il debitore contesta la validità della procura della società e le prove prodotte. La Cassazione, nel dichiarare il ricorso inammissibile, chiarisce i principi sull'onere della prova in materia di rappresentanza societaria estera e sulla sufficienza della nota di trascrizione, ribadendo l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso.
Continua »
Società di fatto: la Cassazione sulla scissione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che riconosceva l'esistenza di una società di fatto tra due S.r.l. formalmente distinte ma operativamente unite. Di conseguenza, ha ritenuto legittima l'azione revocatoria promossa dal fallimento di una delle due società contro un'operazione di scissione. Tale operazione, pur compiuta formalmente da una sola entità, è stata considerata un atto dispositivo della società di fatto, volto a sottrarre patrimonio immobiliare alla garanzia dei creditori dell'intero gruppo.
Continua »
Fondo patrimoniale revocatoria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza che dichiarava inefficace la costituzione di un fondo patrimoniale nei confronti dei creditori di una società fallita. La decisione chiarisce che per una azione di fondo patrimoniale revocatoria è sufficiente un credito anche solo litigioso, non ancora accertato con sentenza definitiva. Inoltre, ha ribadito che l'azione deve essere promossa contro entrambi i coniugi, in quanto litisconsorti necessari, anche se il debito appartiene a uno solo di essi.
Continua »
Scientia damni: appello generico inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in un caso di azione revocatoria fallimentare. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi d'appello, che non avevano specificamente contestato la ricostruzione del primo giudice sulla sussistenza della scientia damni in capo al terzo acquirente. La Corte ha ribadito che l'appello deve contenere una critica puntuale alla ratio decidendi della sentenza impugnata, non potendosi limitare a riproporre le medesime argomentazioni del primo grado. La scientia damni era stata provata tramite presunzioni basate su vincoli familiari e cointeressenze patrimoniali tra il terzo e l'amministratore della società fallita.
Continua »
Azione revocatoria: dolo specifico per atti anteriori
La Corte di Cassazione conferma che, in un'azione revocatoria, se l'atto di disposizione del debitore è anteriore al sorgere del credito, il creditore deve provare il 'dolo specifico', ossia la preordinazione dolosa dell'atto al fine di pregiudicare il futuro creditore. Il 'dolo generico', ovvero la semplice consapevolezza di arrecare danno, non è sufficiente. La Corte ha rigettato il ricorso di una società creditrice che non ha fornito tale prova specifica contro un debitore che aveva conferito il proprio patrimonio in una nuova società prima di contrarre il debito.
Continua »
Azione revocatoria: fondo patrimoniale e donazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia, tramite azione revocatoria, della costituzione di un fondo patrimoniale e di una donazione immobiliare posti in essere da due fideiussori. La Corte ha stabilito che tali atti, rendendo più difficile il recupero del credito, integrano il requisito del pregiudizio ('eventus damni'), anche se il credito garantito è oggetto di contestazione in altra sede e l'immobile donato è gravato da ipoteca. È stata inoltre confermata la sufficienza della mera consapevolezza del danno ('scientia damni') da parte dei fideiussori, senza necessità di provare un'intenzione dolosa preordinata.
Continua »
Interesse ad agire appello: la Cassazione chiarisce
Un creditore ottiene in primo grado la revoca di una donazione fatta dal suo debitore. Durante il giudizio d'appello, un'altra sentenza definitiva accerta l'inesistenza del credito originario. Nonostante ciò, la Cassazione conferma che l'interesse ad agire appello del debitore e del donatario sussiste. L'obiettivo è infatti ottenere la riforma della prima sentenza sfavorevole per evitare che passi in giudicato, un interesse concreto e attuale che non viene meno con la scomparsa del credito.
Continua »
Modifica domanda: lecita se connessa alla vicenda
La Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica della domanda in corso di causa è legittima se rimane connessa alla vicenda sostanziale originaria e se rappresenta una reazione alle difese della controparte. Nel caso specifico, un curatore fallimentare ha agito in revocatoria contro una banca per una rimessa su conto corrente. La banca si è difesa invocando l'escussione di una garanzia finanziaria prestata da un terzo. Il curatore ha quindi modificato la domanda, qualificando la rimessa come "pagamento anomalo". La Corte ha ritenuto tale modifica ammissibile, poiché non ha introdotto una nuova vicenda ma ha solo adeguato la prospettazione giuridica in risposta agli elementi introdotti dalla banca, senza violare il diritto di difesa. Ha inoltre chiarito che l'azione revocatoria colpiva la rimessa sul conto del debitore fallito, non l'escussione della garanzia in sé.
Continua »
Consecuzione delle procedure e revocatoria fallimentare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11647/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di azione revocatoria fallimentare. In un caso in cui un fallimento è seguito a una procedura di concordato preventivo, la Corte ha affermato che, in virtù della consecuzione delle procedure, la normativa applicabile e i relativi termini di decadenza devono essere individuati con riferimento alla data di inizio della prima procedura (il concordato) e non a quella della successiva dichiarazione di fallimento. Di conseguenza, ha rigettato il ricorso di un creditore che sosteneva l'applicabilità di una normativa diversa basata sulla data del fallimento. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo relativo alla prova della conoscenza dello stato di insolvenza, ribadendo che tale accertamento di fatto spetta al giudice di merito.
Continua »
Violazione del contraddittorio: sentenza nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che dichiarava inefficace un fondo patrimoniale. La decisione è stata motivata da una grave violazione del contraddittorio: la mancata comunicazione a un difensore dell'udienza di precisazione delle conclusioni. La Corte ha ribadito che tale vizio procedurale comporta la nullità della sentenza senza che la parte debba dimostrare un pregiudizio specifico, poiché il danno è insito nella lesione del diritto di difesa.
Continua »
Azione revocatoria: quando un atto è a titolo gratuito
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia del conferimento di un immobile da parte di una società debitrice a un'altra entità collegata. La Suprema Corte ha qualificato l'operazione come atto a titolo gratuito, suscettibile di azione revocatoria, poiché rendeva più incerta la riscossione del credito. Per questo tipo di atti, è sufficiente la semplice consapevolezza del debitore del pregiudizio arrecato al creditore, senza necessità di provare un'intenzione fraudolenta o la malafede del terzo beneficiario.
Continua »
Periodo sospetto: la data della domanda, non il decreto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12148/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di azione revocatoria fallimentare. In caso di consecuzione tra concordato preventivo e fallimento, il 'periodo sospetto' per la revoca degli atti pregiudizievoli ai creditori decorre dalla data di deposito della domanda di concordato e non dalla data del successivo decreto di ammissione. La Suprema Corte ha cassato la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente posticipato l'inizio del periodo di osservazione, accogliendo la tesi del curatore fallimentare e riaffermando il principio della 'consecuzione delle procedure' per tutelare la par condicio creditorum sin dal primo momento di emersione della crisi.
Continua »
Simulazione fondo patrimoniale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra la costituzione di un fondo patrimoniale e la sua presunta simulazione. In un caso riguardante un creditore che agiva contro un debitore, la Corte ha stabilito che se i coniugi intendono effettivamente creare un vincolo di destinazione sui beni per i bisogni della famiglia, non si può parlare di simulazione fondo patrimoniale. L'atto è reale e voluto. Lo strumento corretto per il creditore che si ritiene danneggiato è l'azione revocatoria, non quella di simulazione.
Continua »
Azione revocatoria e fallimento: chi agisce?
Un creditore ha avviato un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile effettuata dal proprio debitore. Successivamente, il debitore è stato dichiarato fallito e il curatore ha raggiunto un accordo transattivo con gli acquirenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che, con l'intervento del curatore, il singolo creditore perde il diritto di proseguire l'azione revocatoria, che diventa improcedibile. Questo perché l'azione deve andare a beneficio di tutti i creditori collettivamente e non solo di chi l'ha iniziata.
Continua »
Ricorso inammissibile: i limiti del riesame in merito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori avverso la sentenza che aveva reso inefficaci i loro fondi patrimoniali. La Corte ha stabilito che un ricorso inammissibile si verifica quando non rispetta i requisiti formali, come l'indicazione precisa degli atti e documenti a sostegno, e quando chiede un riesame dei fatti, precluso in sede di legittimità.
Continua »
Prova presuntiva: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di Corte d'Appello che aveva accolto un'azione revocatoria promossa da una banca. La decisione si fonda sul corretto uso della prova presuntiva da parte del giudice di merito per dimostrare la consapevolezza del pregiudizio da parte del terzo acquirente. La Cassazione ha ribadito che il ricorso non può limitarsi a proporre una diversa valutazione dei fatti, ma deve evidenziare un vizio logico-giuridico nell'applicazione delle norme sulle presunzioni, cosa non avvenuta nel caso di specie.
Continua »
Azione revocatoria: i presupposti secondo la Cassazione
Un istituto di credito ha intentato un'azione revocatoria contro un debitore che aveva venduto l'unico immobile di sua proprietà a dei parenti. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, rendendo la vendita inefficace nei confronti del creditore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso degli acquirenti e chiarendo che i legami familiari, uniti ad altri indizi, possono costituire una valida prova presuntiva dell'intento fraudolento (consilium fraudis). La Corte ha inoltre ribadito che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove, ma solo per contestare errori di diritto.
Continua »
Azione revocatoria subacquirente: estensione domanda
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un'azione revocatoria, il curatore fallimentare può estendere la domanda anche al subacquirente, ovvero a chi ha acquistato il bene in un secondo momento. Il caso riguardava una complessa catena di vendite immobiliari iniziata da una società garante, poi fallita. La Corte ha chiarito che l'intervento del curatore permette di ampliare l'azione contro tutti gli acquirenti successivi per tutelare i creditori, senza che ciò costituisca una domanda nuova e inammissibile. L'ordinanza conferma la validità dell'azione revocatoria subacquirente promossa dalla curatela fallimentare.
Continua »