LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Azione Revocatoria — Anno 2023

Pagina 2 di 12

240 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Azione Revocatoria

Provvedimenti

Azione revocatoria e scissione: scontro sulla competenza
Tre curatele fallimentari hanno promosso un'azione revocatoria contro un atto di scissione societaria. Il Tribunale ordinario e la Sezione specializzata in materia di impresa si sono scontrati sulla competenza a decidere. La prima sezione civile della Cassazione, rilevando un forte contrasto giurisprudenziale, ha rimesso la questione alle Sezioni Unite. Si deve stabilire se l'azione revocatoria di una scissione societaria rientri tra le materie di competenza del Tribunale delle Imprese o se spetti al giudice ordinario, dato che l'azione mira solo a dichiarare l'inefficacia relativa dell'atto verso i creditori senza toccare la validità della scissione stessa.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: azioni societarie contro fisco
L'Agente della Riscossione ha promosso un'azione revocatoria ordinaria contro la Società Debitrice, la quale aveva ceduto il proprio ramo d'azienda a una Nuova Società gestita dallo stesso amministratore, ricevendo in cambio delle azioni. La Società Debitrice contestava l'esistenza del debito fiscale, ritenendolo non definitivo. La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia della cessione. I giudici hanno stabilito che anche un credito contestato (credito litigioso) legittima l'azione revocatoria ordinaria. Inoltre, lo scambio di beni materiali con azioni societarie riduce le garanzie del creditore, poiché le azioni sono titoli instabili e difficili da vendere rispetto ai beni aziendali originari. L'Agente della Riscossione vince definitivamente la causa.
Continua »
Azione revocatoria: donare la casa e tenere quote non basta
Un debitore ha donato alle figlie la nuda proprietà di un immobile, riservandosi il diritto di abitazione. La banca creditrice ha promosso un'azione revocatoria per dichiarare inefficace la donazione, ritenendo che l'atto riducesse le garanzie patrimoniali. Il debitore si è difeso sostenendo di possedere ancora quote societarie di valore superiore al debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del debitore, confermando l'inefficacia della donazione. I giudici hanno chiarito che, per l'azione revocatoria, il danno al creditore non richiede la perdita totale del patrimonio, ma basta una maggiore difficoltà nel recupero del credito. Le quote societarie, soggette a forti fluttuazioni di mercato e valutate in concreto molto meno del dichiarato, non offrivano le stesse garanzie di un immobile.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: casa ai genitori ma il debito resta
Un fideiussore, consapevole dei debiti della società da lui garantita, vendeva la nuda proprietà del proprio appartamento ai genitori. La banca creditrice avviava un'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficace la vendita, sostenendo che l'atto pregiudicasse il recupero del credito. I giudici di merito accoglievano la domanda, ritenendo provata la consapevolezza del danno tramite presunzioni, come il vincolo di parentela. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso del debitore. La Corte ha chiarito che l'eventus damni sussiste anche in presenza di un semplice pericolo di rendere più difficile la riscossione del credito. Inoltre, la vicinanza familiare costituisce un elemento grave e preciso per presumere la conoscenza del pregiudizio da parte dei terzi acquirenti.
Continua »
Azione revocatoria: come salvare il credito se il garante vende
Un creditore ha contestato la vendita di un capannone effettuata dal garante di un debito, ritenendola simulata o, in subordine, soggetta ad azione revocatoria per tutelare il proprio credito. Il Tribunale ha accolto la tesi della simulazione, ritenendo assorbita l'azione revocatoria. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione escludendo la simulazione e ritenendo che la revocatoria non fosse stata riproposta correttamente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del creditore, stabilendo che la domanda assorbita era stata validamente riproposta attraverso l'esposizione complessiva contenuta negli atti difensivi, senza necessità di formule sacramentali. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dell'azione revocatoria.
Continua »
Giudicato esterno: la sentenza definitiva blocca la nuova causa
L'erede della proprietaria originaria di un immobile ha impugnato tre contratti di compravendita, sostenendo la loro simulazione assoluta. Gli acquirenti promissari si sono opposti, eccependo l'esistenza di un precedente giudicato. Una precedente sentenza, infatti, aveva già accertato che la prima vendita era una simulazione soggettiva e che il vero acquirente era un terzo soggetto. La Corte d'Appello ha ritenuto che tale decisione costituisse un giudicato esterno, precludendo un nuovo esame sulla validità dei trasferimenti. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso delle eredi. La Suprema Corte ha ribadito che il giudicato esterno impedisce di ridiscutere questioni di fatto e di diritto che costituiscono la premessa logica indispensabile di una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti. Di conseguenza, le eredi hanno perso la causa e sono state condannate al pagamento delle spese legali.
Continua »
Risarcimento del danno contrattuale: quote salve, risarcimento ko
I Proprietari di quote societarie hanno ceduto le proprie partecipazioni in cambio di terreni tramite un contratto di permuta. A causa del grave inadempimento degli Acquirenti, i Proprietari hanno chiesto la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno contrattuale. Sebbene il Tribunale avesse riconosciuto un ingente risarcimento, la Corte d'Appello ha riformato la decisione, escludendo il danno per mancanza di prova sul suo esatto ammontare (quantum). La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei Proprietari. La Suprema Corte ha chiarito che l'azione revocatoria accerta il credito solo in via incidentale, senza creare un giudicato vincolante. Tuttavia, poiché i ricorrenti non hanno contestato efficacemente tutte le autonome ragioni della decisione d'appello (tra cui l'incertezza sul quantum), la decisione di rigetto del risarcimento è stata confermata, con la condanna dei ricorrenti alle spese.
Continua »
Azione revocatoria: il fondo patrimoniale non salva i beni
Un Amministratore riceve la notifica di un'azione di responsabilità da parte del Fallimento dell'Azienda. Solo ventitré giorni dopo, l'Amministratore e la moglie costituiscono un fondo patrimoniale inserendovi i propri immobili. Il Fallimento promuove un'azione revocatoria per rendere inefficace il trasferimento dei beni. I coniugi si difendono sostenendo che il credito del Fallimento è contestato in un'altra causa e che il processo va sospeso. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dei coniugi. I giudici confermano che l'azione revocatoria può essere avviata anche per tutelare un credito litigioso, senza necessità di sospendere la causa in attesa dell'esito del giudizio sul debito principale. Vince il Fallimento, che può aggredire i beni.
Continua »
Ricorso per revocazione: errore di fatto o di giudizio?
Il Creditore ha promosso un'azione revocatoria per annullare la vendita di un immobile effettuata dal Debitore a favore di un Terzo Acquirente. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio e la dichiarazione di inammissibilità del ricorso ordinario da parte della Cassazione, il Creditore ha proposto un ricorso per revocazione. Il ricorrente sosteneva che la Corte avesse commesso un errore di fatto non valutando correttamente alcune memorie difensive. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. I giudici hanno chiarito che la contestazione riguardava l'interpretazione di prove e documenti, configurando un errore di giudizio e non un errore di fatto. Inoltre, la questione era già stata ampiamente discussa tra le parti, escludendo così i presupposti per la revocazione.
Continua »
Responsabilità professionale del notaio: ritardo ma nessun danno
I Debitori costituiscono un fondo patrimoniale nel 1999, ma il Notaio lo annota nei registri dello stato civile solo nel 2003. Nel frattempo, i Debitori contraggono ingenti debiti e le banche avviano con successo azioni revocatorie per pignorare i beni. I Debitori chiedono il risarcimento dei danni per la responsabilità professionale del notaio, sostenendo che il ritardo abbia impedito la prescrizione delle azioni dei creditori. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso: la prescrizione dell'azione revocatoria decorre solo dal giorno in cui l'atto è reso pubblico tramite annotazione. Di conseguenza, anche con un'annotazione tempestiva, i creditori avrebbero potuto agire utilmente. Inoltre, manca la prova di un danno concreto e attuale al patrimonio dei Debitori, escludendo il nesso di causa-effetto tra l'errore del professionista e il pregiudizio lamentato.
Continua »
Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col Fisco
Una società di persone impugnava l'avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate recuperava l'IVA detratta per l'acquisto di immobili, ritenendo l'operazione fittizia e priva di inerenza. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ricorreva in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società presentava istanza per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della sussistenza dei presupposti di legge, ha disposto la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di definizione agevolata.
Continua »
Frode alla legge e danno ai creditori: la svolta in Cassazione
Una società vendeva un immobile a un'altra azienda, la quale otteneva un finanziamento bancario garantito da ipoteca sul bene, per poi rivenderlo alla prima. In seguito al fallimento della venditrice, il Curatore chiedeva la nullità dei contratti per frode alla legge, sostenendo che l'operazione servisse a sottrarre l'immobile ai creditori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso delle banche, stabilendo che il danno ai creditori (frode ai terzi) non equivale a una frode alla legge e non determina la nullità del contratto. Per tutelare i creditori, l'ordinamento prevede l'azione revocatoria, che rende l'atto inefficace ma non nullo. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
Continua »
Cessione del credito: il nuovo creditore vince contro la frode
Una banca, creditrice verso un uomo, impugna la cessione di una casa fatta da quest'ultimo alla ex moglie durante la separazione, ritenendola una mossa per non pagare. Nel corso della causa, la banca effettua una cessione del credito a una società specializzata. I giudici d'appello bloccano la causa, sostenendo che la nuova società non possa proseguire l'azione revocatoria avviata dalla banca. La Corte di Cassazione ribalta questa decisione. I giudici chiariscono che il trasferimento del credito comporta automaticamente anche il passaggio di tutte le tutele e le azioni conservative collegate, inclusa l'azione revocatoria. Di conseguenza, il nuovo creditore ha il pieno diritto di proseguire la causa per proteggere il proprio credito. La sentenza d'appello viene annullata e la causa dovrà essere nuovamente discussa.
Continua »
Azione revocatoria: la donazione ai familiari non salva la casa
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia della donazione di immobili compiuta da un debitore a favore della moglie e della figlia. I creditori, rappresentati da istituti bancari e successivamente da società cessionarie del credito, hanno promosso con successo l'azione revocatoria. Il debitore aveva donato la nuda proprietà e l'usufrutto dei beni poco prima del fallimento della società di cui era garante. La Suprema Corte ha chiarito che per gli atti gratuiti successivi al sorgere del debito basta la semplice consapevolezza del pregiudizio arrecato alle ragioni dei creditori. Inoltre, i nuovi creditori succeduti nella titolarità del credito beneficiano automaticamente degli effetti della revoca dell'atto fraudolento.
Continua »
Responsabilità professionale del notaio: il ritardo costa la casa
Una cliente perde la proprietà della propria quota di un immobile a causa della tardiva annotazione della convenzione matrimoniale di separazione dei beni da parte del professionista incaricato. Il creditore del marito pignora il bene poiché l'atto gli è inopponibile. La cliente agisce in giudizio per far valere la responsabilità professionale del notaio e ottenere il risarcimento del danno. Il professionista si difende sostenendo che il bene sarebbe stato comunque perso tramite azione revocatoria. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del professionista, confermando la sua responsabilità esclusiva e condannandolo a risarcire l'intero valore del bene perso oltre alle spese legali, non essendovi prova che l'azione revocatoria sarebbe stata accolta.
Continua »
Simulazione dell’atto costitutivo: debiti veri e finte società
I Debitori, dopo aver ricevuto una richiesta di pagamento da parte della Compagnia di Assicurazioni (creditrice in regresso), hanno costituito due società e trasferito a queste i propri beni immobili per sottrarli al pignoramento. La Compagnia di Assicurazioni e una Banca creditrice hanno impugnato queste operazioni. La Corte di Cassazione ha confermato che la simulazione dell'atto costitutivo di una società di capitali iscritta al registro delle imprese non è configurabile, poiché l'ente ormai esiste per i terzi. Inoltre, l'intento di sottrarre beni ai creditori non dimostra una simulazione assoluta delle vendite né rende illecita la loro causa, ma legittima unicamente l'azione revocatoria. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dei Debitori, confermando l'inefficacia dei trasferimenti immobiliari nei confronti dei creditori.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: il trust familiare non salva i beni
Il Debitore istituisce un trust familiare trasferendo i propri immobili a un amministratore fiduciario a favore dei figli. L'operazione avviene pochi giorni dopo una condanna al pagamento di oltre tre milioni di euro in favore dei fratelli per una divisione ereditaria. I fratelli promuovono un'azione revocatoria ordinaria per dichiarare inefficace il trasferimento dei beni. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del Debitore, confermando che l'azione revocatoria ordinaria può colpire l'atto istitutivo del trust e che anche un credito litigioso o eventuale legittima l'azione. Il trust familiare è qualificato come atto a titolo gratuito, rendendo più semplice la revoca. Il Debitore perde la causa e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Azione revocatoria: la separazione non salva i beni dai creditori
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia del trasferimento di beni immobili effettuato da un ex amministratore di una società fallita a favore della moglie e dei figli in sede di separazione consensuale. La Curatela Fallimentare ha promosso con successo l'azione revocatoria per tutelare i creditori. Il debitore si era difeso sostenendo di essere solo un amministratore di facciata ("testa di legno") e che spettasse ai creditori provare la mancanza di altri beni. I giudici hanno invece ribadito che la quasi totale dismissione del patrimonio fa presumere il danno per i creditori, gravando sul debitore l'onere di provare il contrario. Inoltre, la qualifica formale di amministratore non esclude la consapevolezza del pregiudizio arrecato. L'appello del debitore è stato rigettato, confermando la revoca dei trasferimenti immobiliari.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: no ai passaggi di beni sospetti
L'Azienda fallita ha ceduto certificati obbligazionari per un valore di 400.000 euro a una società terza. Il Curatore fallimentare ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per dichiarare inefficace tale cessione, sostenendo che l'atto avesse svuotato il patrimonio aziendale a danno dei creditori. I giudici di merito hanno accolto la domanda, rilevando che l'atto non aveva un reale corrispettivo e che la società acquirente conosceva lo stato di dissesto dell'alienante. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso della società terza. La Corte ha chiarito che i prospetti contabili e le note esattoriali dimostrano l'esistenza dei debiti anteriori e che la valutazione delle prove spetta esclusivamente al giudice di merito, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: creditore batte la finta vendita
Una lavoratrice, creditrice di circa 150.000 euro nei confronti dei suoi ex datori di lavoro, ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per dichiarare inefficace la vendita di un immobile effettuata da questi ultimi a un terzo acquirente, che lo aveva poi trasferito a una società. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accolto la domanda. La Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso dell'acquirente e della società. La Corte ha chiarito che per l'azione revocatoria ordinaria basta che l'atto renda più difficile o incerto il recupero del credito. Spetta al debitore dimostrare che il suo patrimonio residuo sia ampiamente sufficiente a coprire il debito, prova che in questo caso non è stata fornita in modo concreto, rendendo inutile anche la richiesta di una consulenza tecnica d'ufficio.
Continua »