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Avviso Di Liquidazione — Anno 2023

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57 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Avviso Di Liquidazione

Provvedimenti

Imposta di successione: limiti al ricorso
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa all'imposta di successione, contestando la mancanza di chiarezza e l'esistenza di una dichiarazione integrativa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati non rispettavano i nuovi criteri dell'Art. 360 c.p.c. e risultavano contraddittori riguardo all'acquisizione di prove documentali.
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Sospensione del giudizio tributario: le novità
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione contro una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato due avvisi di liquidazione relativi a lodi arbitrali. L'annullamento era stato motivato da un difetto di motivazione degli atti impositivi. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha richiesto la sospensione del giudizio invocando la normativa sulla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del procedimento fino al 16 gennaio 2023 per consentire l'espletamento delle procedure previste dalla legge.
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Abitazione di lusso: il sottotetto conta nei 240 mq
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca delle agevolazioni prima casa per un contribuente il cui immobile superava i 240 mq di superficie utile. Il punto centrale riguarda l'inclusione del sottotetto nel calcolo complessivo per definire un'abitazione di lusso. Secondo i giudici, ai fini fiscali rileva il criterio della utilizzabilità di fatto degli spazi e non quello della loro abitabilità legale. Pertanto, anche locali con altezze ridotte o privi di requisiti igienico-sanitari concorrono a determinare la metratura se idonei a ospitare attività della vita quotidiana.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a un avviso di liquidazione per imposta di registro su una sentenza di usucapione. I contribuenti hanno presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197/2022, fornendo prova del versamento della rata prevista. La decisione conferma che il perfezionamento della definizione agevolata comporta la chiusura del contenzioso, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Avviso di liquidazione: quando è nullo per motivazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un avviso di liquidazione relativo all'imposta di registro su una sentenza civile. L'atto impositivo è stato ritenuto nullo per difetto di motivazione, poiché indicava solo il numero di repertorio dell'atto tassato senza specificarne la tipologia, la data, la base imponibile o l'aliquota applicata. La Suprema Corte ha ribadito che l'avviso di liquidazione deve contenere tutti gli elementi essenziali per permettere al contribuente un esercizio immediato del diritto di difesa, senza costringerlo a complesse attività di ricerca dei presupposti della pretesa fiscale.
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Definizione agevolata e avviso di liquidazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una società contro il diniego di **definizione agevolata** opposto dall'Agenzia delle Entrate. La controversia riguardava l'imposta di registro applicata a un decreto di omologa di concordato fallimentare. L'ufficio sosteneva che l'avviso di liquidazione non fosse definibile in quanto atto di mera riscossione. La Suprema Corte ha invece stabilito che, se l'atto esprime una pretesa fiscale basata su una valutazione giuridica innovativa e non su un semplice calcolo, esso ha natura di atto impositivo. Di conseguenza, la lite è suscettibile di condono, portando all'estinzione del giudizio.
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Abitazione di lusso: calcolo superficie utile
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una sentenza che aveva riconosciuto i benefici prima casa a un contribuente. Il nodo centrale riguarda la definizione di **abitazione di lusso**: la Corte ha stabilito che nel calcolo della superficie utile di 240 mq devono essere inclusi locali come guardaroba, lavanderie e ripostigli, anche se non abitabili. Inoltre, è stato censurato l'uso acritico di una perizia di parte per escludere ampie porzioni dell'immobile dal conteggio fiscale.
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Agevolazione prima casa: le regole sulla residenza
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due contribuenti contro la revoca dell'agevolazione prima casa. L'Agenzia delle Entrate aveva recuperato le imposte ordinarie poiché i soggetti non avevano trasferito la residenza nei termini di legge. I ricorrenti hanno invocato la forza maggiore a causa di ritardi nei lavori di ristrutturazione e l'esistenza di un giudicato favorevole per un condebitore solidale. Inoltre, è stata segnalata l'adesione alla definizione agevolata dei carichi pendenti. La Corte ha sospeso la decisione per verificare se la sanatoria fiscale copra effettivamente l'atto impugnato.
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Abitazione di lusso: quando si perde il bonus?
Un contribuente ha impugnato la revoca dell'agevolazione 'prima casa', negata perché l'immobile era stato classificato come abitazione di lusso a causa della sua superficie superiore a 240 mq. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il superamento della soglia di 240 mq di superficie utile è un criterio autonomo e sufficiente per definire un'abitazione di lusso, escludendola dai benefici fiscali. La Corte ha anche ribadito che non vi è un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per questo tipo di accertamenti fiscali.
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Estinzione del giudizio: il caso della rinuncia
L'ordinanza analizza un caso di estinzione del giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione. L'Amministrazione Finanziaria, dopo aver impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale sfavorevole, ha rinunciato al proprio ricorso. La controparte ha accettato la rinuncia, portando la Corte a dichiarare la fine del processo senza una decisione nel merito, ma con la conferma della sentenza precedente. Le spese legali sono state lasciate a carico delle rispettive parti.
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Definizione agevolata: quando l’avviso è impositivo
La Corte di Cassazione stabilisce che un avviso di liquidazione, se è il primo atto a comunicare una maggiore pretesa fiscale, ha natura impositiva e non meramente liquidatoria. Di conseguenza, la controversia che ne deriva è ammissibile alla definizione agevolata. La Corte ha accolto il ricorso di una società, chiarendo che la sostanza dell'atto prevale sulla sua forma, permettendo così l'estinzione del giudizio tramite condono.
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Prescrizione credito tributario: 10 anni per agire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33154/2023, ha chiarito i termini per la riscossione dell'imposta di registro. Una volta che l'avviso di liquidazione diventa definitivo per mancata impugnazione, l'Agenzia delle Entrate ha dieci anni per agire. La Corte ha stabilito che non si applicano i più brevi termini di decadenza, ma solo la prescrizione del credito tributario ordinaria decennale, distinguendo nettamente la disciplina rispetto a quella delle imposte dirette.
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Conguaglio divisionale: quando scatta la tassazione?
Una contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione relativo a un conguaglio divisionale, contestando la mancanza di chiarezza sul superamento della soglia del 5% e la carenza di motivazione dell'atto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'assegnazione di beni eccedenti la quota di diritto costituisce una presunzione assoluta di vendita ai fini fiscali. Inoltre, ha ritenuto l'avviso sufficientemente motivato in quanto faceva riferimento all'atto notarile di divisione, già in possesso della parte.
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Prezzo valore: quando esercitare l’opzione?
Con la sentenza n. 31100/2023, la Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale sul sistema del prezzo valore per le imposte immobiliari. Il caso riguardava una divisione giudiziale di immobili. La Corte ha stabilito che l'opzione per questo regime fiscale agevolato deve essere esercitata tassativamente prima che l'Agenzia delle Entrate emetta un avviso di liquidazione o accertamento. Una richiesta presentata dopo la notifica dell'atto fiscale, ad esempio tramite un'istanza in autotutela, è considerata tardiva e quindi inefficace, facendo perdere al contribuente il diritto al beneficio.
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Definizione agevolata: quando l’avviso è impositivo
Una società si è vista negare la definizione agevolata di una lite fiscale poiché l'atto impugnato era un avviso di liquidazione, considerato dall'Amministrazione Finanziaria un mero atto di riscossione. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che quando un avviso di liquidazione è il primo atto a comunicare una pretesa fiscale maggiore, basata su una nuova qualificazione giuridica dei fatti, esso assume natura di atto impositivo e la controversia può essere definita in via agevolata.
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Rimborso imposta di registro: chi può chiederlo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la parte di un contratto non può chiedere il rimborso dell'imposta di registro se l'avviso di liquidazione è stato notificato solo al notaio e quest'ultimo ha provveduto al pagamento. Il versamento da parte del notaio, in qualità di obbligato in solido, definisce il rapporto tributario anche per le altre parti, precludendo un'autonoma richiesta di rimborso imposta di registro. Si presume infatti che le parti siano state informate e abbiano acconsentito a non impugnare l'atto.
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Definizione agevolata anche per avvisi di liquidazione
Una società contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione che applicava l'imposta di registro in misura proporzionale anziché fissa. Durante il contenzioso, la richiesta di definizione agevolata è stata negata dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che l'avviso di liquidazione, esprimendo una nuova e maggiore pretesa fiscale, ha natura di atto impositivo e rientra quindi nell'ambito della definizione agevolata. Di conseguenza, avendo la società pagato, il giudizio è stato dichiarato estinto.
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