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Avviso Di Accertamento — Anno 2023

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781 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Avviso Di Accertamento

Provvedimenti

Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
Una contribuente, inquadrata come socio di fatto di un'associazione sportiva, ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF. Durante il giudizio di Cassazione, la parte ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, provvedendo al versamento integrale di quanto dovuto. La Suprema Corte, verificata la regolarità dell'adesione e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Studi di settore: cessazione attività e accertamento
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un professionista che riteneva inapplicabili gli **Studi di settore** a causa della cessazione della propria attività individuale al 31 dicembre. La Suprema Corte ha stabilito che la chiusura della partita IVA non costituisce causa di esclusione se l'attività prosegue sostanzialmente attraverso una società controllata dal medesimo soggetto. Il caso riguardava un odontoiatra che, pur avendo cessato la posizione individuale, continuava a operare tramite una società di cui deteneva il 99% delle quote. La decisione sottolinea come la normativa miri a contrastare chiusure fittizie volte a eludere i controlli fiscali basati sui parametri presuntivi.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a una società operante nel settore edile, contestando presunti ricavi non dichiarati legati all'acquisto di materie prime senza fattura. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la società ha presentato istanza di **definizione agevolata** ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Avendo documentato il pagamento della prima rata, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese di lite restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Una società operante nel settore industriale ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'IVA per diverse annualità. Dopo aver ottenuto ragione nei primi due gradi di merito, la causa è approdata in Cassazione su ricorso dell'Amministrazione Finanziaria. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo la contribuente dimostrato il regolare pagamento degli importi dovuti, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, confermando che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: chiusura liti in Cassazione
Una società e i suoi soci hanno impugnato diversi avvisi di accertamento relativi al recupero di costi per pubblicità ritenuti fittizi. L'Agenzia delle Entrate contestava l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da un fornitore privo di struttura aziendale. Dopo le sentenze sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, i contribuenti hanno presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, i ricorrenti hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, versando le somme richieste e chiedendo l'estinzione del processo. La Corte ha preso atto del perfezionamento della procedura di pace fiscale.
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Definizione agevolata: sospensione in Cassazione
Una società di trasporti ha impugnato una cartella di pagamento derivante da un presunto trasferimento d'azienda fraudolento finalizzato all'evasione IVA. Dopo che i giudici di merito avevano annullato l'atto per difetto di prova, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha richiesto la definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, verificata la sussistenza dei presupposti normativi, ha disposto la sospensione del giudizio per permettere il perfezionamento della regolarizzazione fiscale, confermando l'importanza della definizione agevolata come strumento di risoluzione dei contenziosi pendenti.
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Notifica avviso di accertamento e domicilio fiscale
Un professionista ha impugnato un avviso di presa in carico sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica avviso di accertamento presupposto, poiché inviata a un vecchio indirizzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica è valida se effettuata presso l'indirizzo indicato dal contribuente nella propria dichiarazione dei redditi, anche se diverso dalla residenza anagrafica. Il principio di buona fede e l'onere del contribuente di aggiornare i propri dati fiscali prevalgono sulle risultanze anagrafiche non comunicate formalmente all'ufficio tributario.
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Avviso di accertamento: firma valida senza dirigente
La Corte di Cassazione ha chiarito che la validità di un avviso di accertamento non è compromessa dalla mancanza della qualifica dirigenziale in capo al firmatario o al delegante. Nonostante la sentenza della Corte Costituzionale n. 37/2015 abbia dichiarato illegittime alcune nomine dirigenziali nelle agenzie fiscali, l'art. 42 del d.P.R. n. 600/73 richiede esclusivamente che l'atto sia sottoscritto dal capo dell'ufficio o da un funzionario della carriera direttiva delegato. Pertanto, la legittimità dell'atto tributario resta ferma anche se il firmatario non possiede il titolo di dirigente, purché appartenga all'area funzionale prevista dalla legge.
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Avviso di accertamento: valida la delega di firma
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro l'annullamento di un avviso di accertamento IRPEF. Il giudice di merito aveva ritenuto nullo l'atto perché la delega di firma era considerata troppo generica, mancando il nome del delegato. Gli Ermellini hanno invece chiarito che, trattandosi di delega di firma e non di funzioni, non è necessaria l'indicazione nominativa del soggetto delegato né la durata della delega, essendo sufficiente l'individuazione della qualifica professionale tramite ordini di servizio interni.
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Avviso di accertamento: validità delega firma
La Corte di Cassazione ha chiarito la validità della delega di firma per l'avviso di accertamento. Un contribuente aveva contestato la nullità dell'atto poiché la delega non indicava il nome del funzionario delegato. La Suprema Corte ha stabilito che la delega ex art. 42 d.P.R. 600/1973 è una delega di firma e non di funzioni, pertanto non richiede l'indicazione nominativa del delegato, essendo sufficiente l'individuazione della qualifica tramite ordini di servizio interni.
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Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Un contribuente ha impugnato diversi avvisi di accertamento relativi a IRPEF, IVA e IRAP per gli anni 2004, 2005 e 2006. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il ricorrente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge 130/2022 e della Legge 197/2022, documentando il pagamento delle somme dovute. La Suprema Corte, verificata la regolarità della procedura e l'assenza di dinieghi da parte dell'Amministrazione Finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
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Legittimazione passiva: errore nel ricorso tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da una contribuente operante come centro trasmissione dati. Il motivo principale risiede nel difetto di legittimazione passiva: la ricorrente ha erroneamente citato in giudizio l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nonostante l'atto impositivo originario (IRPEF, IRAP e IVA) fosse stato emesso dall'Agenzia delle Entrate. Tale errore procedurale ha precluso l'esame dei motivi di merito relativi alla rideterminazione del reddito e alla raccolta scommesse.
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Rottamazione quater: guida all’estinzione del processo
Una contribuente, titolare di un'impresa familiare, ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRPEF, IRAP e IVA per l'anno 2007. Dopo la conferma della pretesa tributaria nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, la parte ha presentato istanza di estinzione del processo avendo aderito alla Rottamazione quater prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, verificata la regolarità della documentazione e la corrispondenza tra le cartelle e l'atto impugnato, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
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Delega di firma: validità avviso accertamento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente riguardante la validità di un avviso di accertamento per IRPEF e IVA. Il fulcro della controversia riguardava la **Delega di firma** conferita dal Direttore Provinciale a un funzionario di area terza. Il contribuente sosteneva l'illegittimità dell'atto per mancanza di indicazioni specifiche sulla durata e sulle ragioni della delega. La Suprema Corte ha invece confermato che la delega di firma non richiede i requisiti formali della delega di funzioni, essendo sufficiente che il sottoscrittore appartenga alla carriera direttiva. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché non presentava argomentazioni idonee a superare l'orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
Una società operante nel settore delle scommesse ha impugnato alcuni avvisi di accertamento relativi al recupero dell'imposta unica per gli anni 2010-2012. Dopo i rigetti nei primi due gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha scelto di aderire alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo dimostrato il pagamento integrale delle somme dovute, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia tributaria.
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Definizione agevolata e chiusura liti fiscali
La controversia nasce dall'impugnazione di avvisi di accertamento emessi contro un professionista per il mancato versamento dell'IVA su prestazioni veterinarie rese a un ente pubblico. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, il contribuente ha fatto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il ricorrente ha aderito alla **definizione agevolata** prevista dal D.L. n. 193/2016, saldando i debiti tributari oggetto della lite. La Suprema Corte, preso atto dell'avvenuto pagamento e della regolarità dell'istanza, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: stop alle liti per i soci
Una socia di una società di persone ha impugnato un avviso di accertamento relativo a imposte dirette e IVA. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la società ha presentato domanda di **definizione agevolata** ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento degli importi dovuti. La Suprema Corte ha rilevato che il perfezionamento della sanatoria da parte della società, in qualità di coobbligata, estende i suoi effetti benefici anche ai soci. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
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Notifica avviso di accertamento: validità ed errori.
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che contestava la validità della notifica avviso di accertamento a causa di una discrepanza numerica tra l'atto e la ricevuta di ritorno. La Corte ha stabilito che la produzione dell'avviso di ricevimento postale è sufficiente a provare il perfezionamento della notifica, operando la presunzione di conoscenza ex art. 1335 c.c. L'errore di una singola cifra nel numero identificativo è stato qualificato come mero errore materiale, non idoneo a invalidare la procedura, poiché l'atto era comunque riconducibile al destinatario.
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Avviso di accertamento: nullità per delega mancante
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un avviso di accertamento emesso nei confronti di una società operante nel settore edile. La controversia verteva sulla validità della sottoscrizione dell'atto da parte di un funzionario delegato. La Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato nullo l'atto poiché la delega di firma non era stata né allegata né riprodotta nell'avviso, impedendo al contribuente il controllo sulla legittimità del potere esercitato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria poiché quest'ultima non ha impugnato correttamente tutte le ragioni autonome della decisione, rendendo definitiva la nullità per difetto di motivazione.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
Una società operante nel settore degli appalti ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo a costi di sponsorizzazione sportiva ritenuti non inerenti. Dopo una vittoria in appello, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, depositando le ricevute di pagamento. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate e confermando l'insussistenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
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