La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro il decreto di espulsione emesso dalla Prefettura. Il Giudice di Pace aveva già respinto il ricorso originario poiché il permesso di soggiorno era scaduto da oltre dieci mesi e lo straniero non aveva dimostrato la convivenza con la madre italiana. Davanti alla Suprema Corte, il ricorrente ha lamentato l'applicazione automatica dell'espulsione e la mancata valutazione della propria situazione familiare, in particolare il rapporto con il figlio minore. I giudici hanno ritenuto i motivi generici e astratti, non essendo provato se tali questioni fossero state sollevate nei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, il provvedimento di espulsione rimane pienamente valido ed efficace.
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