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Atto Unilaterale Recettizio

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98 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude la lite
Una società energetica, dopo un lungo contenzioso fiscale sull'applicazione di un'agevolazione per le accise sull'energia, ha rinunciato al proprio ricorso in Cassazione. La rinuncia è seguita a un accordo di ristrutturazione del debito con l'Agenzia Fiscale. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Competenza territoriale frode assicurativa: la guida
La Corte di Cassazione risolve un conflitto sulla competenza territoriale per frode assicurativa (art. 642 c.p.). La Corte stabilisce che il foro competente è quello della sede legale della compagnia assicuratrice, non dove è stata presentata la denuncia, chiarendo un punto cruciale in materia di frodi.
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Rinuncia al ricorso non notificata: inammissibilità
Una società, dopo aver presentato un ricorso per revocazione di una sentenza della Cassazione, vi rinunciava senza però notificare l'atto alla controparte. La Suprema Corte, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che una rinuncia al ricorso non notificata non estingue il processo, ma ne determina l'inammissibilità per sopravvenuto difetto di interesse. Di conseguenza, la società rinunciante è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Recesso socio: limiti della causa e onere della prova
Un socio recede da un'azienda agricola familiare, dando il via a una controversia sulla liquidazione della sua quota e su altre pretese risarcitorie. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi inferiori, stabilisce che l'oggetto del giudizio deve limitarsi strettamente alla quantificazione della quota derivante dal recesso socio. Eventuali ulteriori domande, come quelle per responsabilità precontrattuale, sono considerate estranee e devono essere trattate in procedimenti separati. L'ordinanza ribadisce la natura del recesso come atto unilaterale con effetti immediati, respingendo il ricorso.
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Subentro nel contratto d’appalto: la Cassazione decide
Una società committente contestava il pagamento a favore del fallimento di una società appaltatrice, negando la validità del subentro nel contratto d'appalto da parte del curatore. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3215/2024, ha respinto il ricorso, affermando che la volontà di subentrare, anche se comunicata informalmente, è valida se la controparte ne ha avuto conoscenza e se vi sono atti successivi, come il riconoscimento del debito da parte della controllante, che confermano la prosecuzione del rapporto.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Una società cooperativa, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale fino alla Corte di Cassazione, ha presentato una rinuncia al ricorso tramite il suo commissario liquidatore. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che la rinuncia, essendo un atto unilaterale recettizio di cui la controparte ha avuto conoscenza, produce i suoi effetti a prescindere dall'accettazione. Di conseguenza, ha disposto la compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione processo tributario
Una società cooperativa, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale fino in Cassazione, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che la rinuncia è un atto unilaterale che produce i suoi effetti nel momento in cui la controparte ne viene a conoscenza, indipendentemente dall'accettazione. Di conseguenza, le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibilità?
Una società committente, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello sfavorevole in una causa per il pagamento di onorari professionali ad alcuni architetti, ha dichiarato di voler rinunciare al ricorso. Tuttavia, non avendo notificato tale rinuncia alla controparte, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, anziché estinto. La Corte ha stabilito che la rinuncia non notificata, pur non producendo l'effetto estintivo, manifesta la mancanza di interesse a proseguire il giudizio, condannando la società rinunciante al pagamento delle spese legali secondo il principio di causalità.
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Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22926/2025, chiarisce la natura della rinuncia al ricorso. A seguito della rinuncia presentata dai ricorrenti, la controparte si opponeva chiedendo una pronuncia nel merito e la condanna alle spese. La Corte ha dichiarato estinto il processo, ribadendo che la rinuncia al ricorso è un atto unilaterale recettizio che produce il suo effetto estintivo nel momento in cui giunge a conoscenza del destinatario, a prescindere dall'accettazione di quest'ultimo. La Corte ha inoltre deciso di non pronunciarsi sulle spese di lite.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un contribuente, dopo aver impugnato una cartella di pagamento e aver perso nei primi due gradi di giudizio, presenta ricorso in Cassazione per poi rinunciarvi. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio e condanna il ricorrente al pagamento delle spese legali, chiarendo che la rinuncia al ricorso è un atto unilaterale che non necessita di accettazione per essere efficace. Viene inoltre escluso l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Una parte, dopo aver perso in Appello in una causa su un testamento olografo, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, deposita una rinuncia al ricorso basata su un accordo transattivo. La Cassazione dichiara estinto il processo, spiegando che la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede l'accettazione delle altre parti per essere efficace. Le spese legali vengono compensate in virtù dell'accordo tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione senza spese
Un amministratore, dopo aver impugnato una sentenza di secondo grado in materia di responsabilità sociale, ha deciso di effettuare una rinuncia al ricorso. La controparte ha accettato tale rinuncia, accordandosi per la compensazione delle spese. La Corte di Cassazione, applicando l'art. 390 c.p.c., ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che l'accettazione è rilevante solo per evitare la condanna alle spese, ma non per l'efficacia della rinuncia stessa, che è un atto unilaterale.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo in Cassazione
Un imprenditore individuale, dopo aver proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza di condanna al pagamento emessa dalla Corte d'Appello, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, specificando che, ai sensi dell'art. 390 c.p.c., tale rinuncia è un atto unilaterale che non necessita dell'accettazione della controparte per essere efficace, determinando il passaggio in giudicato della sentenza impugnata.
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Eccezione di inadempimento: canone non dovuto alla P.A.
Un ente locale emetteva un'ingiunzione di pagamento a due operatori di taxi acqueo per il canone di utilizzo dei pontili. Gli operatori si opponevano, sollevando l'eccezione di inadempimento per le gravi carenze di sicurezza dei pontili. La Corte d'Appello accoglieva la loro tesi, ritenendo legittimo il rifiuto di pagare il canone a fronte dell'inadempimento dell'ente. La Corte di Cassazione ha poi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso da parte dell'ente stesso.
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Opzione sistema contributivo: la forma è essenziale
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opzione per il sistema contributivo integrale deve essere esercitata dal lavoratore con una dichiarazione scritta e inviata direttamente all'Ente previdenziale. Una semplice comunicazione verbale al datore di lavoro, anche se seguita dalla corretta compilazione dei flussi UniEmens, non è sufficiente e non produce effetti. Di conseguenza, il datore di lavoro che applica il massimale contributivo senza una valida opzione commette un'illegittima autoriduzione del carico contributivo ed è tenuto a versare le differenze.
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Rinuncia al ricorso: quando causa l’inammissibilità
Un lavoratore, dopo aver perso in Appello una causa per il compenso del lavoro domenicale, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, pur rilevando la mancata notifica della rinuncia alla controparte, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sul principio che la rinuncia, anche se inidonea a estinguere il processo, dimostra una carenza sopravvenuta di interesse a proseguire il giudizio, rendendo così l'impugnazione inammissibile. Le spese legali sono state compensate.
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Impugnazione delibera condominiale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condomino, stabilendo principi chiave sull'impugnazione delibera condominiale. La Corte ha confermato che il termine di cinque giorni per la convocazione dell'assemblea decorre dalla data del rilascio dell'avviso di giacenza della raccomandata, non dal ritiro effettivo. Inoltre, ha ribadito che la mancata allegazione di documenti, come i preventivi, al verbale non ne causa l'invalidità, essendo sufficiente il diritto del condomino di visionarli presso l'amministratore.
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Rinuncia al ricorso: quando è causa di inammissibilità
Un lavoratore, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole della Corte d'Appello, ha depositato un atto di rinuncia al ricorso senza notificarlo al Comune resistente. La Suprema Corte, pur non potendo dichiarare l'estinzione del processo, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse del ricorrente a proseguire il giudizio, un principio consolidato in giurisprudenza. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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