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Atto Pubblico

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226 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Querela di falso: come impugnare un verbale
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di querela di falso promossa da un automobilista contro un verbale della Polizia Locale. L'automobilista sosteneva di essere in sosta e non in circolazione, contestando anche le foto prodotte dagli agenti. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che l'onere della prova della falsità grava su chi la denuncia e che i motivi d'appello devono essere specifici. Ha inoltre confermato che il valore di una causa di querela di falso è sempre indeterminabile ai fini della liquidazione delle spese legali.
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Clausola visto e piaciuto: non vale con vizi occulti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola 'visto e piaciuto' non esonera il venditore dalla garanzia per i vizi della cosa venduta se questi sono stati occultati in mala fede. Nel caso specifico, l'acquisto di un autocarro usato con difetti strutturali nascosti da una riverniciatura ha portato alla risoluzione del contratto. La Corte ha ritenuto che la deliberata dissimulazione dei vizi rende inefficace la clausola, confermando la condanna del venditore alla restituzione del prezzo.
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Querela di falso: firma falsa e notifica nulla
Un contribuente impugna un avviso di accertamento sostenendo di non averlo mai ricevuto e che la firma sull'avviso di ricevimento è falsa. La Corte d'Appello conferma che la querela di falso è lo strumento corretto per contestare la notifica. Dimostrare la falsità della firma è sufficiente per provare il mancato ricevimento dell'atto e, di conseguenza, la sua nullità, senza necessità di provare che nessuno fosse presente al domicilio.
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Donazione in conciliazione giudiziale: quando è nulla?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2360/2024, ha stabilito la nullità di una donazione immobiliare inserita in un verbale di conciliazione giudiziale. La Corte ha chiarito che, nonostante il verbale sia un atto pubblico, una donazione richiede requisiti di forma più stringenti, come la presenza di due testimoni, che non possono essere elusi. La decisione ha annullato l'accordo, invalidando la donazione fatta da una madre ai figli per mancanza della forma solenne prescritta dalla legge.
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Falso ideologico: donare beni altrui è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per falso ideologico a carico di un padre e un figlio che avevano donato terreni demaniali, attestando falsamente al notaio una proprietà acquisita per usucapione. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, rigettando la tesi del 'falso innocuo' e sottolineando che la facile verificabilità della verità non esclude il reato, data la fede privilegiata dell'atto notarile. È stata inoltre confermata la piena responsabilità del figlio a titolo di concorso nel reato.
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Falsa autocertificazione: reato anche durante il Covid
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione, stabilendo che la falsa autocertificazione presentata per giustificare gli spostamenti durante l'emergenza Covid-19 costituisce il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico (art. 483 c.p.). La Corte ha chiarito che tale dichiarazione ha una funzione probatoria specifica e che il principio del 'nemo tenetur se detegere' non trova applicazione in questo contesto, poiché si tratta di una dichiarazione amministrativa.
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Querela di falso: testamento e testimoni assenti
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha dichiarato parzialmente falso un testamento pubblico. La controversia riguardava una querela di falso promossa per l'assenza dei testimoni al momento della dichiarazione delle volontà del testatore al notaio. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'interesse ad agire nella querela di falso sussiste per la sola necessità di rimuovere l'incertezza sulla veridicità di un atto pubblico, a prescindere dalle conseguenze sulla validità del testamento. Ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi relativi alla valutazione delle prove, ribadendo che tale compito spetta esclusivamente ai giudici di merito.
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Prova testimoniale: la Cassazione e i limiti di valore
Una società si oppone all'esclusione di un credito dallo stato passivo di un fallimento. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la certificazione di conformità di un notaio su una fattura può conferirle data certa. Inoltre, chiarisce che il diniego della prova testimoniale basato solo sul valore del contratto è illegittimo se il giudice non fornisce una motivazione specifica, considerando la natura delle parti e del rapporto, invece di limitarsi a un richiamo tautologico della norma.
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Dichiarazione mendace: vale come atto pubblico? La Cass.
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione, stabilendo che una dichiarazione mendace resa da un privato in un'istanza volta a ottenere una licenza dalla Pubblica Amministrazione integra il reato di falsità ideologica previsto dall'art. 483 c.p. La Corte ha chiarito che, per effetto del d.P.R. 445/2000 (Testo Unico sulla documentazione amministrativa), tali autocertificazioni sono equiparate ad attestazioni fatte in un atto pubblico, rendendo la falsità penalmente rilevante. Il caso è stato rinviato alla Corte d'appello per un nuovo giudizio.
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Donazione indiretta: collazione e prova in giudizio
La Corte d'Appello di Firenze chiarisce la disciplina della donazione indiretta in un caso di successione ereditaria. Un padre aveva pagato un immobile per la figlia, e dopo la sua morte, l'altro figlio ha agito in giudizio. La Corte ha stabilito che si tratta di donazione indiretta dell'immobile, soggetta a collazione. La sentenza sottolinea come l'onere della prova gravi su chi sostiene che le somme versate dal de cuius siano state restituite, riformando la decisione di primo grado.
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Disconoscimento sottoscrizione: la querela di falso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un fermo amministrativo e delle cartelle esattoriali. La Corte ha stabilito che il disconoscimento sottoscrizione su un avviso di ricevimento, essendo quest'ultimo un atto pubblico, non è sufficiente. È necessaria una querela di falso per contestarne l'autenticità. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile e pretestuoso, con condanna per abuso del processo.
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Falso ideologico: usare dati vecchi è reato
Un direttore dell'ufficio tecnico comunale è stato accusato di falso ideologico per aver redatto una relazione per l'apertura di nuove farmacie utilizzando dati urbanistici degli anni '70. La Cassazione ha respinto il suo ricorso, affermando che presentare dati palesemente obsoleti come se fossero attuali per attestare una situazione non veritiera integra il reato di falso ideologico, anche quando l'atto contiene valutazioni.
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Accertamenti bancari: donazione non provata
La Corte di Cassazione ha stabilito che una dichiarazione notarile redatta all'estero, in cui due soggetti affermano di aver effettuato una donazione, non costituisce prova legale sufficiente a vincere la presunzione di reddito derivante da accertamenti bancari. Nel caso esaminato, un contribuente aveva giustificato ingenti bonifici dall'estero con tale documento, ma la Corte ha chiarito che l'atto ha un valore meramente indiziario, liberamente valutabile dal giudice, e non può essere considerato un atto pubblico che certifica la veridicità della donazione stessa.
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Peculato del professionista delegato: la Cassazione
Un professionista, nominato custode in una procedura di espropriazione immobiliare, si appropriava di oltre 162.000 euro destinati agli eredi del debitore, utilizzando false autorizzazioni del giudice. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per peculato del professionista delegato, respingendo la tesi difensiva che mirava a riqualificare il reato in truffa. Secondo la Corte, il professionista aveva già la disponibilità giuridica del denaro in virtù del suo ruolo pubblico; i falsi documenti sono stati solo un espediente per mascherare l'appropriazione, non il mezzo per ottenerne il possesso.
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Donazione dissimulata: la forma è requisito di validità
Un creditore contesta la vendita di quote societarie tra un debitore e sua madre, sostenendo si tratti di una donazione dissimulata per sottrarre beni alla sua garanzia. La Corte di Cassazione conferma la nullità dell'atto per vizio di forma, in quanto non stipulato come donazione formale. Tuttavia, accoglie il ricorso sulla liquidazione delle spese legali, stabilendo che il valore della causa non è il credito vantato, ma il valore delle quote trasferite, oggetto della donazione dissimulata.
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Donazione nulla: bonifico nullo senza atto pubblico
La Corte di Cassazione ha stabilito che un bonifico bancario di rilevante importo, eseguito con mero spirito di liberalità, costituisce una donazione diretta. Di conseguenza, in assenza della forma dell'atto pubblico richiesta dalla legge, tale operazione integra una donazione nulla, con il conseguente obbligo di restituzione della somma. La Corte ha altresì confermato che la notifica della cessione del credito, proveniente dal creditore originario, è sufficiente a provare la legittimazione del nuovo creditore.
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Prova effrazione assicurazione: quando non basta?
Un assicurato si vede negare l'indennizzo per furto nonostante un verbale di polizia attestasse segni di scasso. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, non solo per questioni sulla prova dell'effrazione e assicurazione, ma perché l'assicurato non ha impugnato tutte le motivazioni della sentenza d'appello, come la mancata prova del valore dei beni rubati. La Corte sottolinea che l'impugnazione deve coprire tutte le 'rationes decidendi' autonome.
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Falso Ideologico: Contratto non è Atto Pubblico
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per falso ideologico a carico di un Rettore e un Direttore Generale universitari. La Corte ha stabilito che una 'convenzione', essendo un accordo che esprime la volontà delle parti, non può essere considerata un atto pubblico suscettibile di falsità ideologica, anche se il suo contenuto differisce da una delibera interna. La condotta non attesta un fatto ma esprime una volontà negoziale, escludendo quindi il reato. Un'altra accusa, per abuso d'ufficio, è stata annullata a seguito dell'abrogazione della norma.
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False dichiarazioni a pubblico ufficiale: la Cassazione
Un individuo è stato condannato per aver fornito false generalità ai Carabinieri. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che rilasciare **false dichiarazioni** a un pubblico ufficiale durante la redazione di un verbale di identificazione costituisce reato ai sensi dell'art. 495 c.p., poiché tale verbale è un atto pubblico. La Corte ha inoltre ritenuto corretta la valutazione della recidiva basata su un lungo curriculum criminale e ha escluso la non punibilità per particolare tenuità del fatto, data l'intenzione di eludere i controlli.
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Notifica irreperibilità assoluta: vale la relata
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una contribuente che contestava una notifica per irreperibilità assoluta. La Corte ha stabilito che le constatazioni dell'ufficiale giudiziario sul luogo (assenza del nome su citofono e cassetta postale), attestate nella relata di notifica, prevalgono sul certificato anagrafico di residenza, che ha solo valore presuntivo. Pertanto, la notifica è stata considerata valida.
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