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Atto Impositivo — Anno 2025

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258 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Atto Impositivo

Provvedimenti

Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario tra alcuni contribuenti e l'Agenzia delle Entrate. La decisione è seguita alla regolare definizione della controversia da parte dei ricorrenti, come previsto da una specifica normativa agevolativa. L'inserimento del contenzioso in un elenco trasmesso dall'Agenzia ha certificato l'avvenuto accordo. Di conseguenza, il processo si è estinto e le spese legali sono rimaste a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata delle liti pendenti. La controversia, originata da un atto impositivo, si è conclusa dopo che l'Amministrazione Finanziaria ha confermato la regolarizzazione della posizione del ricorrente. Il decreto stabilisce che, in questi casi, le spese legali restano a carico della parte che le ha sostenute, confermando l'efficacia delle procedure di sanatoria per chiudere i contenziosi.
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Estinzione processo tributario: la guida completa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario tra l'Amministrazione Finanziaria e due società a seguito della loro adesione a una definizione agevolata. La decisione si fonda sulla normativa che prevede l'automatica estinzione della lite in caso di sanatoria, la cui prova è l'inserimento del contribuente in appositi elenchi trasmessi dall'Agenzia stessa. Le spese del giudizio estinto restano a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Estinzione processo tributario: la definizione agevolata
La Corte di Cassazione, con un recente decreto, ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente a una definizione agevolata delle liti pendenti. La decisione si fonda sulla constatazione che l'inserimento della controversia in un apposito elenco trasmesso dall'Agenzia delle Entrate, secondo le previsioni normative, costituisce prova sufficiente della regolarizzazione del contenzioso, determinando la fine del giudizio. Le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate.
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Responsabilità solidale: frode e cessione d’azienda
Un'azienda ha acquisito un ramo d'azienda da un'altra società, la quale era coinvolta in un complesso schema fraudolento per svuotare il proprio patrimonio a danno dei creditori, tra cui il Fisco. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale e illimitata dell'acquirente per i debiti fiscali della cedente, ritenendo provata la sua piena consapevolezza e partecipazione all'operazione fraudolenta. La decisione si fonda sull'art. 14, comma 4, D.Lgs. 472/1997, che sanziona le cessioni d'azienda realizzate in frode al Fisco.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione di una delle parti alla procedura di definizione agevolata delle controversie, come previsto dalla Legge n. 197/2022. Il decreto stabilisce che l'inserimento della lite nell'elenco trasmesso dall'Agenzia delle Entrate costituisce prova della regolare definizione. Di conseguenza, il processo si estingue e le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo tributario in seguito all'adesione del contribuente a una procedura di definizione agevolata della lite, come previsto dalla Legge 197/2022. La conferma della regolarità della procedura da parte dell'Agenzia delle Entrate ha portato alla cessazione del giudizio, stabilendo che ogni parte debba sostenere le proprie spese legali.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente a una procedura di definizione agevolata. La Corte ha verificato l'avvenuta regolarizzazione della controversia, come documentato dall'Agenzia delle Entrate, e ha applicato la normativa specifica che prevede l'estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione processo tributario: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario a seguito della domanda di definizione agevolata presentata da una società. Poiché la società ha pagato gli importi dovuti e l'Agenzia Fiscale non ha emesso un diniego, il processo si è estinto ai sensi della L. 197/2022. Le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
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Atti impositivi: guida alla distinzione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19225/2025, ha stabilito che le intimazioni di pagamento successive a sentenze tributarie non sono 'atti impositivi' e, pertanto, non beneficiano della sospensione dei termini per la definizione agevolata. Il caso riguardava una società in liquidazione che aveva impugnato tali intimazioni, ma il cui appello è stato dichiarato tardivo. La Corte ha chiarito che questi atti, non introducendo una nuova pretesa fiscale ma limitandosi a richiedere il pagamento di un debito già accertato, rientrano nella mera fase di riscossione, escludendoli dai benefici fiscali previsti per le controversie su atti impositivi.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario in un caso che vedeva contrapposti l'Amministrazione Finanziaria e una società contribuente. La decisione si fonda sulla definizione agevolata della controversia da parte del contribuente, secondo le normative vigenti. L'inclusione della lite in un apposito elenco da parte dell'Agenzia delle Entrate ha documentato la regolarizzazione, portando la Corte a dichiarare estinto il giudizio, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione processo tributario: il decreto della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario a seguito dell'adesione dei contribuenti a una procedura di definizione agevolata. L'inserimento della controversia in un elenco trasmesso dall'Agenzia delle Entrate, senza un successivo diniego, ha determinato la chiusura automatica del giudizio. Le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Imposta di registro sentenza: fissa o proporzionale?
La Corte di Cassazione ha stabilito il corretto trattamento fiscale per l'imposta di registro su una sentenza. Quando un provvedimento giudiziario dichiara la nullità di un testamento e, di conseguenza, ordina la restituzione dei beni agli eredi legittimi, si applica un'unica imposta di registro in misura fissa. Le condanne al pagamento non sono considerate atti autonomi soggetti a imposta proporzionale, poiché sono funzionalmente collegate alla dichiarazione di nullità. Resta invece tassata separatamente la successiva divisione giudiziale dell'eredità.
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Agevolazioni fiscali ASD: quando si perdono i benefici
Un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) si è vista negare le agevolazioni fiscali poiché, secondo l'Amministrazione Finanziaria, operava di fatto come un'impresa commerciale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'associazione, confermando che la mancanza di una reale vita democratica interna e l'indiretta distribuzione di utili sono motivi sufficienti per perdere i benefici fiscali, a prescindere dalla formale correttezza dello statuto.
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Estinzione processo tributario: il caso di definizione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione di una società a una procedura di definizione agevolata. Il decreto stabilisce che l'inserimento della controversia in un apposito elenco trasmesso dall'Amministrazione Finanziaria, in assenza di diniego, costituisce prova della regolare definizione e determina la fine del giudizio, con le spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Iscrizione ipotecaria: la Cassazione fa chiarezza
Una società contesta una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria, sollevando questioni sulla notifica delle cartelle sottostanti e sulla natura dell'atto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando principi consolidati: la comunicazione è un atto riscossivo e non impositivo, escluso quindi da definizioni agevolate. Ribadisce inoltre la validità della notifica diretta tramite raccomandata da parte dell'Agente della riscossione e l'irrilevanza della cancellazione della società dal registro imprese ai fini dell'interruzione del giudizio di legittimità.
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Estinzione processo tributario: guida alla procedura
Una società ha aderito a una procedura di definizione agevolata di una controversia fiscale pendente. La Corte di Cassazione, verificata l'adesione e l'assenza di un'istanza di trattazione da parte di entrambe le parti, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario. La decisione si fonda sull'applicazione di una specifica normativa che prevede l'automatica chiusura del giudizio in questi casi, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha sostenute.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario tra l'Amministrazione Finanziaria e un contribuente. La decisione si basa sull'avvenuta definizione agevolata della controversia, documentata dall'inserimento della lite in un apposito elenco trasmesso dall'Agenzia, conformemente alla legge n. 197/2022. Di conseguenza, il procedimento si è concluso senza una decisione nel merito, e le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Raddoppio dei termini: Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21458/2025, interviene sul tema del raddoppio dei termini di accertamento in presenza di reati tributari. Il caso riguardava una società a cui l'Agenzia delle Entrate contestava costi indeducibili derivanti da fatture per operazioni inesistenti. La Corte ha chiarito che il raddoppio dei termini è legittimo se emerge l'obbligo di denuncia penale, anche per periodi d'imposta antecedenti al 2016. Ha inoltre cassato la sentenza d'appello per motivazione apparente, ribadendo che il giudice deve fornire una spiegazione concreta e non generica della sua decisione.
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Vendita fabbricato da demolire: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19953/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia fiscale: la vendita di un fabbricato da demolire non può essere riqualificata come vendita di terreno edificabile ai fini dell'imposta di registro. La tassazione deve basarsi sulla natura giuridica dell'atto al momento della stipula, senza considerare elementi futuri o esterni come i permessi di costruire o le intenzioni dell'acquirente. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dato ragione all'Agenzia delle Entrate, uniformando l'interpretazione per imposte dirette e indirette.
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