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Atto Di Citazione

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70 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Domanda risarcitoria: quando è tempestiva in giudizio
Un creditore agisce contro una società per un'operazione ritenuta lesiva dei suoi diritti su quote pignorate. I giudici di merito dichiarano tardiva la sua domanda risarcitoria. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che la domanda risarcitoria non è nuova, e quindi è tempestiva, se i fatti costitutivi della richiesta erano già stati esposti nell'atto di citazione iniziale, anche se la pretesa non era stata formalmente quantificata. La Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Opposizione decreto ingiuntivo: l’atto è valido
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'opposizione a decreto ingiuntivo, avviata erroneamente con un atto di citazione anziché con il ricorso previsto per legge, è da considerarsi valida se l'atto di citazione viene notificato al creditore entro i termini. La Corte ha chiarito che, in virtù del principio di conversione degli atti, la tempestività della notifica sana l'errore sulla forma dell'atto introduttivo, rendendo irrilevante il successivo e tardivo deposito in cancelleria ai fini dell'ammissibilità dell'opposizione stessa. Di conseguenza, i giudizi di merito che avevano dichiarato inammissibile l'opposizione per tardiva iscrizione a ruolo sono stati cassati.
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Notifica a irreperibili: gli obblighi di ricerca
In un caso di divisione di un immobile a seguito di divorzio, la Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una notifica a irreperibili effettuata a un ex coniuge trasferitosi all'estero. La Corte ha stabilito che, prima di ricorrere alla procedura ex art. 143 c.p.c., il notificante ha l'obbligo di compiere ogni ricerca con ordinaria diligenza per rintracciare il destinatario, non potendosi basare su informazioni vecchie o su un precedente tentativo di notifica fallito. L'onere della ricerca approfondita è un presupposto inderogabile per la validità della notifica.
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Appello tardivo: la forma prevale sulla sostanza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6885/2025, ha confermato l'inammissibilità di un appello tardivo contro una multa. L'atto, proposto come citazione e non come ricorso, è stato depositato in cancelleria oltre il termine legale. La Corte ha ribadito che la norma che 'salva' gli atti introdotti con rito errato non si applica ai giudizi di appello, rendendo decisiva la data di deposito e non quella di notifica.
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Appello per permesso di soggiorno: notifica o deposito?
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale nella procedura di appello per permesso di soggiorno per motivi familiari. Con l'ordinanza n. 4405/2025, ha stabilito che, quando l'appello è proposto con atto di citazione, la sua tempestività si valuta al momento della notifica all'altra parte, e non al successivo deposito in cancelleria. La Corte ha cassato la decisione del giudice d'appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile un gravame notificato entro i termini ma depositato successivamente, applicando in modo errato le regole previste per il ricorso.
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Inammissibilità appello rito locatizio: l’errore fatale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5663/2025, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso in una causa di locazione. La questione centrale riguarda l'inammissibilità dell'appello nel rito locatizio a causa di un errore formale: l'impugnazione era stata proposta con atto di citazione invece che con ricorso, come richiesto dal rito speciale. La Corte ha ribadito che il mezzo di impugnazione corretto è determinato dal rito con cui la causa è stata decisa in primo grado, rendendo l'appello tardivo e quindi inammissibile.
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Concorrenza sleale: risarcimento per asta annullata
Una società vince un'asta per l'acquisto di rottami di vetro, ma l'azienda fornitrice, parte di un gruppo concorrente, orchestra la revoca dei mandati di fornitura per deviare il materiale a una consociata. Il tribunale qualifica questa manovra come concorrenza sleale, condannando l'intero gruppo a risarcire il danno subito dall'aggiudicatario, consistente nel maggior costo sostenuto per reperire altrove il materiale.
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Garanzia cessione credito: cosa fare se inesistente
Una società che aveva acquistato un portafoglio di crediti ha citato in giudizio il venditore dopo aver scoperto che i crediti erano inesistenti. Il Tribunale, applicando il principio della garanzia cessione credito (art. 1266 c.c.), ha dato ragione all'acquirente. Il venditore è stato condannato a pagare l'intero valore nominale dei crediti inesistenti, stabilendo che la garanzia dell'esistenza del credito (nomen verum) è un effetto automatico del contratto di cessione.
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Appello rito locatizio: i termini per impugnare
Una società conduttrice ha impugnato la sentenza che le negava l'indennità di avviamento. La Corte d'Appello ha dichiarato l'appello inammissibile perché tardivo. In un appello rito locatizio, che segue le regole del rito del lavoro, l'impugnazione si perfeziona con il deposito del ricorso in cancelleria entro 30 giorni. La società appellante aveva erroneamente usato un atto di citazione, depositandolo oltre il termine, rendendo così l'impugnazione irrimediabilmente tardiva nonostante la notifica fosse avvenuta nei tempi.
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Usucapione: la prova del possesso per 50 anni
Una sentenza del Tribunale di Bari ha riconosciuto l'usucapione di una porzione di terreno a favore di alcuni soggetti che, insieme alla loro dante causa, ne avevano mantenuto il possesso pacifico e pubblico per oltre cinquant'anni. La decisione si fonda sulle prove testimoniali concordanti e su una consulenza tecnica che ha identificato e frazionato catastalmente l'area. I convenuti, proprietari formali, non si sono costituiti in giudizio e sono stati dichiarati contumaci.
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